MPS, DOPPIA BOCCIATURA PER LOVAGLIO: DOPO ISS, ANCHE GLASS LEWIS, L’ALTRO PRINCIPALE CONSULENTE INTERNAZIONALE DEI FONDI INVESTITORI, RACCOMANDA DI VOTARE CONTRO LE OFFERTE SU BPM E BANCA GENERALI, OLTRE CHE CONTRO IL DIVIDENDO STRAORDINARIO DA 4 MILIARDI DI EURO – ISS, SE APPROVA LA FUSIONE DI MPS CON MEDIOBANCA, CHIARISCE CHE IL SUO ‘’NO’’ AL PIANO LOGAGLIO NON VA LETTO COME UN CONSIGLIO AGLI AZIONISTI DI MPS DI ADERIRE ALL’OFFERTA DI INTESA, ‘’CHE NON È PRIVA DELLE SUE CRITICITÀ’’. NÉ COME UNA REAZIONE ALL’’’AUT AU’’ POSTO DAL CEO CARLO MESSINA CHE HA ANTICIPATO IL RITIRO DELL’OPAS DI INTESA SU SIENA IN CASO DI APPROVAZIONE DI ANCHE UNO SOLO DEI TRE PUNTI DEL PIANO DIFENSIVO DI LOVAGLIO. IL GIUDIZIO E' INVECE FRUTTO DI....
luigi lovaglio - carlo messina
Piove sul bagnato per Luigi Lovaglio. Dopo ISS, anche Glass Lewis boccia il piano con cui l’amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena punta a contrastare l’offerta di Intesa Sanpaolo.
I due principali consulenti internazionali degli investitori hanno raccomandato agli azionisti di votare contro le offerte su Banco BPM e Banca Generali, oltre che contro il dividendo straordinario da 4 miliardi di euro. Via libera, invece, alla fusione con Mediobanca.
Secondo Glass Lewis, le operazioni proposte dal Monte presentano una logica industriale, ma i potenziali benefici non sarebbero sufficienti a giustificare i rischi. A pesare sono soprattutto l’opposizione di Banco BPM, le incertezze sull’adesione all’offerta per Banca Generali e il mancato sostegno di alcuni importanti azionisti.
Il doppio parere negativo arriva a due settimane dall’assemblea del 29 ottobre, chiamata a decidere sul futuro della strategia di Lovaglio. Le raccomandazioni non sono vincolanti, ma rappresentano un ulteriore ostacolo per il piano del Monte, mentre resta aperta la partita con Intesa Sanpaolo, che ha recentemente migliorato la propria offerta su Mps.
MPS, IL CONSULENTE DEI FONDI ISS BOCCIA LE OFFERTE SU BPM E BANCA GENERALI: SÌ ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA
Francesco Bertolino e Daniela Polizzi per www.corriere.it
Votare contro le due offerte di scambio su Banca Generali e Banco Bpm, così come contro la proposta di ridurre il capitale sociale per distribuire un dividendo straordinario di 4 miliardi. È il verdetto di Iss, il primo dei proxy advisor, che ieri si è espresso consigliando ai fondi azionisti di Monte dei Paschi di respingere il progetto costruito dal ceo Luigi Lovaglio per difendere Siena dal tentativo di scalata di Intesa Sanpaolo.
In attesa della pronuncia dell’altro proxy Glass Lewis, quello di Iss è un giudizio che pesa in vista dell’assemblea di Mps del 29 ottobre. I fondi valgono circa il 40% del capitale di Mps e, di norma, non si discostano dalle indicazioni dei proxy.
Il loro voto contrario si sommerebbe a quello dei grandi soci di Mps, Delfin (17,6%), Caltagirone (13,5%) ed Edizione (1,45%), che già hanno dichiarato l’opposizione ai piani di Lovaglio. Le holding delle famiglie Del Vecchio e Benetton hanno anche anticipato l’intenzione di aderire all’opas di Intesa, mentre il gruppo Caltagirone non ha ancora sciolto le riserve, ma dovrebbe allinearsi.
Nel documento Iss chiarisce che il suo «no» non va letto come un consiglio agli azionisti di Mps di aderire all’offerta di Intesa, «che non è priva delle sue criticità». Né come una reazione all’«aut aut» posto da Ca’ de Sass che ha anticipato il ritiro della sua opas su Siena in caso di approvazione di anche uno solo dei tre punti del piano difensivo di Lovaglio.
Il giudizio è invece frutto di «un’autonoma considerazione» del progetto del banchiere lucano per creare il terzo polo bancario italiano e distribuire ai soci il 4,5% di Generali. Secondo il proxy, il piano darebbe luogo «a una fusione a tre o quattro» di per sé molto complessa.
LUIGI LOVAGLIO E CARLO MESSINA
Ai soci viene chiesto di votare «una visione che prevede di raddoppiare le dimensioni della banca», senza una due diligence, «un prezzo definitivo», «alcun accordo commerciale e di governance» con i grandi soci di Banca Generali e Banco Bpm. «Un’operazione del genere — sostiene Iss — andrebbe gestita da un cda e da un management uniti e non è questo il caso».
I consulenti notano poi che il tutto avverrebbe mentre è ancora in corso l’integrazione di Mediobanca in Mps. L’integrazione dovrebbe portare alla fusione di Piazzetta Cuccia in Siena, approvata dalla Bce e che anche Iss suggerisce di avallare, contrariamente agli auspici di Intesa che ha invitato i soci di Mps a respingere.
carlo messina conferenza stampa di presentazione dell opas di intesa sanpaolo su mps foto lapresse 1
A chi daranno ascolto i fondi? In genere seguono i proxy, ma c’è anche da dire che molti di questi grandi investitori hanno posizioni non solo in Mps, ma anche — e in misura economicamente più rilevante — in Intesa Sanpaolo.
Resta da vedere cosa farà adesso Lovaglio: se deciderà di andare alla conta in assemblea o di rinunciare. Nel consiglio di lunedì, pur ribadendo i dubbi sull’operazione di Intesa, il ceo di Mps è parso assumere una posizione meno bellicosa, prendendo atto che al momento non ci sono alternative all’orizzonte.
Consob ha intanto raccomandato chiarezza per il mercato sulle operazioni in corso.




