NON C’È ALTERNATIVA: TRA DIECI ANNI GUIDEREMO SOLO AUTO CINESI – I SINDACATI ESULTANO PER LA POSSIBILE PARTNERSHIP TRA STELLANTIS E DONGFENG, CHE POTREBBE PORTARE LA PRODUZIONE DI AUTO PER IL COLOSSO ASIATICO, CONTROLLATO DAL REGIME DI XI JINPING, ALLO STABILIMENTO DI CASSINO – IL GOVERNO È POSSIBILISTA: SAREBBE UNA SALVEZZA PER L’IMPIANTO DOVE AL MOMENTO SONO OCCUPATI 2.200 OPERAI, CHE LAVORANO A SINGHIOZZO DA 16 MESI (LO SCORSO ANNO HANNO ASSEMBLATO SOLO 19MILA VETTURE)
Estratto dell’articolo di Andrea Tundo per “il Fatto quotidiano”
Un affitto degli spazi, come se la fabbrica fosse un co-working, o una cessione fatta e finita di quattro impianti. Stellantis continua la caccia a una soluzione per la sovracapacità produttiva in Europa rispetto ai volumi e intensifica le interlocuzioni con case costruttrici cinesi per concentrarsi sugli investimenti nel mercato Usa.
Così, come anticipato da Bloomberg, la trattativa fa passi avanti e coinvolge anche l’Italia: il gruppo ha scelto i quattro stabilimenti da coinvolgere, tra i quali c’è Cassino, il più disastrato nel nostro Paese con oltre 100 giorni lavorativi saltati nel 2025 e un inizio di anno durante il quale gli stop si sono susseguiti per tre mesi fermando la produzione ad appena 2.916 auto tra gennaio e marzo.
Secondo l’agenzia di stampa finanziaria, oltre al sito in provincia di Frosinone, la società guidata dall’ad Antonio Filosa ha messo sul piatto, nel dialogo con Dongfeng, storica controparte asiatica di Psa, anche Rennes, Madrid e un quarto impianto, dopo aver già ufficializzato che dal 2028 la fabbrica di Poissy, alle porte di Parigi, non produrrà più automobili. La trattativa sarebbe ben avviata […].
Come già avvenuto a inizio marzo, quando sono circolate voci simili di partnership con Xiaomi e Xpeng, Stellantis ha scelto di non commentare, ma non ha neanche smentito limitandosi a parlare di “normali discussioni”.
Gli indizi, tuttavia, iniziano a essere molteplici e confermano anche quanto aveva anticipato ilfattoquotidiano.it a marzo circa il coinvolgimento di Cassino, dove i 2.200 operai rimasti – erano 4.400 nel 2017 – lavorano a singhiozzo da 16 mesi e lo scorso anno ha assemblato appena 19mila vetture tra Alfa Stelvio, Alfa Giulia e Maserati Grecale.
L’impianto laziale, quindi, corrisponde perfettamente all’identikit per il matrimonio Stellantis-Cina, avendo fatto registrare 135.000 auto prodotte nel 2017: una potenzialità soffocata poi dalle scelte del gruppo franco-italiano. La strategia di Stellantis ha trovato, sempre secondo Bloomberg, le porte aperte del governo Meloni, che vedrebbe risolto – almeno sulla carta – il problema occupazionale di oltre duemila lavoratori agganciati da anni alla cassa integrazione.
Allo stesso tempo, la presenza di una fabbrica italiana nell’ipotesi di ristrutturazione conclama una crisi finora negata. Tuttavia rappresenta solo un palliativo: proprio ieri, Stellantis ha annunciato 425 esuberi incentivati nella fabbrica di Melfi nonostante il +98% dei volumi nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2025 e due nuovi modelli in arrivo. Da inizio anno salgono così a oltre 1.000 le uscite volontarie negli stabilimenti italiani.
Il segretario generale della Fiom, Michele De Palma, ha chiesto a Giorgia Meloni di “non rimanere in silenzio” e di convocare un “confronto” con l’azienda e i sindacati prima della presentazione del piano industriale, prevista il 21 maggio a Detroit, per “mettere in sicurezza gli impianti”.
gianni agnelli ciriaco de mita e cesare romiti nel 1989 inaugurazione fiat cassino
FIAT CASSINO
ANTONIO FILOSA CON JOHN ELKANN A MIRAFIORI
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