NOTE DOLENTI PER BOLLORÉ – “UNIVERSAL MUSIC GROUP”, IN MANO ALLA FRANCESE VIVENDI, HA REGISTRATO IL PEGGIOR CALO IN BORSA DELLA SUA STORIA, PERDENDO IL 25,4% E BRUCIANDO CIRCA 9 MILIARDI DI EURO DI CAPITALIZZAZIONE – A PESARE SONO STATI I RICAVI, CRESCIUTI DEL 16,6% MA CONSIDERATI INSUFFICIENTE DAL MERCATO - AUMENTANO I TIMORI PER IL RALLENTAMENTO DELLO STREAMING MUSICALE, PER GLI EFFETTI DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE SUL SETTORE: POCHI MESI FA IL GRUPPO HA RESPINTO UN'OFFERTA DA 56 MILIARDI DI EURO DEL MILIARDARIO BILL ACKMAN – IL TONFO DEL COLOSSO MUSICALE HA TRASCINATO ANCHE IL GRUPPO BOLLORE’, CHE…
Estratto dell’articolo di Alessia Conzonato per il "Corriere della Sera"
Seduta da dimenticare per Universal Music Group (Umg), che venerdì ha registrato il peggior calo della sua storia in Borsa: il titolo ha perso il 25,4%, bruciando circa 9 miliardi di euro di capitalizzazione in una sola giornata e scendendo da 37,6 a 28,6 miliardi di valore di mercato. […]
A innescare la serie di vendite sono stati i risultati del secondo trimestre 2026, nonostante una crescita a doppia cifra. Escludendo l’effetto dell’acquisizione di Downtown Music, i ricavi sono aumentati del 16,6%, raggiungendo 1,37 miliardi di euro. Un dato considerato insufficiente dal mercato, che attendeva un’accelerazione fino al 19,2%.
La debolezza del trimestre, secondo Lucian Grainge, ceo e chairman di Umg, è da ricondurre alla stagionalità del business «legata ad alcune di queste uscite discografiche», ha spiegato, che porta a confidare in un miglioramento della performance nella seconda metà dell’anno. Le rassicurazioni, tuttavia, non sono bastate a placare i timori degli investitori, su cui pesa anche un rallentamento generale del mercato dello streaming musicale.
Dopo anni di crescita, gli aumenti dei prezzi introdotti dalle principali piattaforme, tra cui Spotify e Apple Music, stanno incidendo sul ritmo di espansione degli abbonamenti ma coinvolge anche gruppi competitor, come Warner Music e Sony. Ulteriore preoccupazione degli investitori è l’impatto dell’intelligenza artificiale generativa sull’intero comparto.
Il tonfo di Umg ha trascinato anche Vivendi (controllata dal gruppo Bolloré per circa il 30%), che detiene una partecipazione di quasi il 10% nel colosso musicale: calo del 19,5% con la capitalizzazione a circa 1,67 miliardi di euro, il livello più basso dalla riorganizzazione societaria completata a fine 2024. La perdita di valore registrata in borsa da Umg arriva a quasi tre mesi dal rifiuto dell’offerta da 56 miliardi di euro presentata dall’imprenditore americano e miliardario Bill Ackman, fondatore della società di gestione di hedge fund Pershing Square Capital Management. […]





