OCCHIO AI MOVIMENTI IN BORSA SU MPS – NELL’ULTIMA SETTIMANA SI È REGISTRATA UN NETTO AUMENTO DEGLI SCAMBI DI AZIONI DI MONTEPASCHI A PIAZZA AFFARI. CHI STA COMPRANDO? – DOPO LO SCONTRO CHE HA PORTATO ALLA CONFERMA DI LOVAGLIO COME AD E ALLA SCONFITTA DI CALTAGIRONE, È POSSIBILE CHE I SOCI FORTI DI SIENA STIANO RAFFORZANDO LE LORO POSIZIONI IN VISTA DELL’ASSEMBLEA CHE DOVRA’ APPROVARE LA FUSIONE CON MEDIOBANCA. IN QUELL’OCCASIONE NON BASTERÀ LA MAGGIORANZA SEMPLICE DEI VOTI, MA SERVIRÀ IL VIA LIBERA DEI DUE TERZI DEL CAPITALE PRESENTE…
Estratto dell’articolo di Alessandro Graziani per “Il Sole 24 Ore”
LUIGI LOVAGLIO - FOTO LAPRESSE
Il grande rally di Mps in Borsa è proseguito anche la scorsa settimana. Chi sta comprando? Probabilmente si tratta solo di investitori istituzionali che, secondo i trader di Piazza Affari, guardano alle prospettive di utili della banca nel mutato scenario macroeconomico [...]
Ma monitorando le dinamiche dei prezzi e dei volumi scambiati alcuni operatori di Borsa segnalano anche il recente susseguirsi di acquisti di pacchetti azionari consistenti e ipotizzano che qualche azionista stabile – vecchio o nuovo – stia costruendo posizioni “robuste” sui titoli del Monte.
I dati dicono che, rispetto ai minimi segnati il 20 marzo 2026 a quota 7 euro, il titolo Mps è in rialzo del 33%. Un balzo che è molto superiore a quello messo a segno dall’indice settoriale FTSE Italia banche che, nello stesso periodo, è salito del 18,5%.
Rilevante, in particolare nel corso della settimana che si è conclusa, è stata anche l’impennata dei volumi scambiati. A fronte di una media a 1 e 3 mesi di circa 33 milioni di pezzi trattati al giorno, nella seduta di martedì sono stati scambiati 48 milioni di azioni. E mercoledì oltre 55 milioni.
giovanbattista fazzolari giancarlo giorgetti
I due picchi di acquisti possono essere dovuti a vari fattori. In parte l’incremento degli scambi può essere attribuito all’attesa degli investitori per i risultati trimestrali che il cda di Mps approverà domani.
Un altro market mover per il titolo è certamente l’approssimarsi della data di stacco del dividendo (18 maggio): 0,86 euro per azione che, in rapporto al valore del titolo in Borsa, rappresentano una cedola del 9,2%. Dividendo che ormai, probabilmente, incasserà anche lo Stato con la sua quota residua del 4,8% del capitale del Monte. Quota che però, per ammissione esplicita del Governo, è destinata a essere ceduta in tempi rapidi in base alle opportunità di mercato.
La dismissione stavolta, a differenza di quanto accaduto a fine 2024 con la vendita a un nucleo stabile di azionisti italiani, dovrebbe avvenire tramite un collocamento a investitori istituzionali il cui peso nel capitale del Monte è dunque destinato ad aumentare in vista dell’assemblea che in estate sarà chiamata ad approvare la fusione con Mediobanca.
Ed è proprio in vista di questo appuntamento che gli operatori di Borsa ipotizzano che, dietro al recente gonfiarsi dei volumi di Borsa, vi possa essere qualche nuovo o vecchio socio forte.
Considerato il livello dello scontro che ha portato alla nomina del nuovo cda, non si può escludere che transitino anche dalla Borsa le manovre in vista della prossima assemblea dove, per approvare la fusione con Mediobanca, non basterà la maggioranza semplice dei voti ma servirà il via libera dei due terzi del capitale presente.


