UN PAESE A MISURA DI FURBETTI – NEL 2025 I CREDITI VANTATI DALL’INPS PER CONTRIBUTI EVASI SONO ARRIVATI A 193 MILIARDI DI EURO, CONTRO I 182 MILIARDI DEL 2024 – GRAN PARTE DI QUESTI CREDITI SONO ORMAI INESIGIBILI. E L’ISTITUTO DI PREVIDENZA NON BRILLA PER CAPACITÀ DI RISCOSSIONE, VISTO CHE “L’EVASIONE CONTRIBUTIVA ACCERTATA RIMANE STABILE NEL QUADRIENNIO, ATTORNO AI 500 MILIONI, RISPETTO AI PIÙ DI 10 MILIARDI ANNUI DI EVASIONE STIMATA” – IL NUMERO DEGLI ISPETTORI DELL’INPS È SCESO DA 884 A 736 NELL’ULTIMO QUADRIENNIO E QUELLO DELLE ISPEZIONI DA 10.500 A 8.300...
Estratto dell’articolo di Enrico Marro per il “Corriere della Sera”
Salgono i crediti vantati dall’Inps per contributi evasi: nel 2025 sono arrivati a 193 miliardi di euro contro i 182 miliardi del 2024. Un tema definito «rilevante» nella relazione annuale del Civ dell’Inps, il Consiglio di indirizzo e vigilanza presieduto da Roberto Ghiselli. Gran parte di questi crediti sono ormai inesigibili.
E l’istituto non brilla per capacità di riscossione, visto che «l’evasione contributiva accertata rimane sostanzialmente stabile nel quadriennio, attorno ai 500 milioni, rispetto ai più di 10 miliardi annui di evasione stimata».
Del resto, sottolinea il Civ, il numero degli ispettori è sceso da 884 a 736 nell’ultimo quadriennio e quello delle ispezioni da 10.576 a 8.311.
Il calo degli ispettori rende «difficoltosa l’azione dell’istituto nel contrastare l’evasione e il lavoro irregolare», dice la relazione. Negativo anche il dato sul livello di soccombenza nel contenzioso: l’Inps perde il 48% delle cause.
Di positivo c’è invece il fatto che l’82% delle pensioni riguardanti i lavoratori del settore privato sono state liquidate entro 30 giorni contro l’81% nel 2024 e il 76% nel 2023. [...]


