PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO – I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE SONO POSSIBILISTI DI FRONTE ALL’OFFERTA DI MPS SULLA “LORO” BPM, MA CHIEDONO DELLE RICCHE CONTROPARTITE. E TRATTANO DIRETTAMENTE CON PALAZZO CHIGI (ALLA FACCIA DELLA NEUTRALITÀ DEL GOVERNO) – SUL PIATTO, IL “MONTE” POTREBBE METTERE FILIALI ECCELLENTI, QUOTE DI FABBRICHE PRODOTTO COME AGOS O NUOVI ACCORDI DISTRIBUTIVI CHE POTREBBERO RIGUARDARE AMUNDI. MA PER L’AD DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, C’È IL RISCHIO DI AUMENTARE I COSIDDETTI REBATES (LE RETROCESSIONI SUI PRODOTTI BANCARI E FINANZIARI VENDUTI) E DEPRIMERE I MARGINI...
OFFERTA MPS, INTERLOCUZIONI FRA AGRICOLE E PALAZZO CHIGI
Estratto dell’articolo di Giovanni Pons per www.repubblica.it
luigi lovaglio come tom cruise
La doppia Ops di Luigi Lovaglio non scalda la Borsa ma raccoglie interesse dalle parti di Palazzo Chigi. Tanto che, a quanto risulta a Repubblica, già nella prima settimana di agosto sono state avviate interlocuzioni con i francesi del Crédit Agricole per capire il loro orientamento al riguardo. E la risposta non sarebbe stata di chiusura, anzi.
I francesi fin qui sono stati sempre attenti a mantenere buoni rapporti con Chigi ma soprattutto con il Mef guidato da Giancarlo Giorgetti. Fu proprio Giogetti poco più di un anno fa a consentire loro di salire dal 10 al 20% di Banco Bpm. Allora era un “sì” volto a ostacolare l’incursione di Andrea Orcel sulla banca milanese guidata da Giuseppe Castagna. Poi i francesi hanno preso il largo [...] salendo addirittura al 29,3% grazie al disco verde della Bce.
HUGUES BRASSEUR - AD DI CREDIT AGRICOLE
Ora però sembra giunto il momento di un riassetto della presenza francese in Italia. Se il governo [...] valuta favorevolmente il piano Lovaglio [...] allora l’Agricole sarebbe pronto a parlarne. Ma in queste partite non esistono benefattori e per conferire il suo 30% di Banco Bpm all’offerta di Lovaglio i francesi chiederanno delle contropartite.
Che possono avere la forma di filiali eccedenti, quote di fabbriche prodotto come Agos, o nuovi accordi che possono riguardare Amundi, il cui accordo distributivo con Unicredit è ormai prossimo alla scadenza. In questo modo l’Agricole si diluirebbe al 5-6% nel nuovo gruppo Mps al pari di altri azionisti italiani. Facendo al contempo crescere CA Italia, nata nel 2007 con l’acquisizione di Cariparma e FriulAdria.
LUIGI LOVAGLIO E CARLO MESSINA
MPS, MOSSA DI LOVAGLIO: VENDERE PRODOTTI FATTI DA CRÉDIT AGRICOLE
Estratto dell’articolo di Nicola Borzi per “il Fatto quotidiano”
[...] Lovaglio terrebbe nascosta una carta segreta, da usare per cercare di convincere Crédit Agricole, primo azionista di Banco Bpm di cui possiede il 30%. Un accordo commerciale remunerativo per le fabbriche prodotto francesi come Amundi.
Facendo leva sulla dote del nuovo “supergruppo”, Lovaglio eviterebbe di alzare l’offerta finanziaria o di dover cedere altre filiali retail, riducendo i problemi regolamentari rappresentati dalla maggioranza di due terzi dei soci Mps, dal via libera di Bce e dalle regole sulle parti correlate per Generali.
jerome grivet - credit agricole
La dote pro forma dell’ipotetica superbanca è enorme: 9,85 milioni di clienti retail (Banco Bpm 3,6 milioni, Mps 3,1 milioni, Mediobanca 2,8 milioni e Banca Generali 350 mila) e 442 mila clienti corporate. Le commissioni pro forma incassate nel 2025 hanno superato in totale i 5,28 miliardi, di cui 1,63 dai clienti retail e 2,8 dalla gestione del risparmio.
Lo schema ha però un grosso inconveniente: ridurrebbe la redditività del nuovo gruppo.
Come dimostra l’esperienza di Banco Bpm, che ad aprile 2025 con un’Opa a 7 euro per azione tramite Banco Bpm Vita ha internalizzato Anima Holding, la verticalizzazione del valore è vitale. Eliminati i rebates (le retrocessioni sui prodotti bancari e finanziari venduti, in Italia pari in media al 60-80% del margine ottenuto) a fabbriche prodotto esterne, l’apporto delle fabbriche interne ai margini di Banco Bpm è balzato da 1,18 a 1,6 miliardi, le commissioni sono salite dal 37% a oltre il 45% dei ricavi netti, spingendo il rendimento del capitale totale oltre il 17%.
Se Lovaglio cercasse di ingraziarsi Crédit Agricole proponendo ai francesi un accordo commerciale basato sui loro prodotti aumenterebbe invece i rebates, deprimendo i margini di Mps. Nell’ipotesi – ottimistica – che tutto andrà bene con il via libera dei soci, dei regolatori e della politica, il piano Lovaglio potrebbe portare a una banca più grande e capace di fare 2,6 miliardi di sinergie di costo (specie sul personale), ma con entrate commissionali proporzionalmente ridotte proprio mentre il margine d’interesse si stabilizza.
Alla fine, a pagare il conto sarebbero come sempre i dipendenti, stressati da pressioni commerciali insostenibili, e i clienti, spremuti come limoni.
Luigi Lovaglio
Luigi Lovaglio
amundi - asset management
LUIGI LOVAGLIO AL SENATO - COMMISSIONE DI INCHIESTA SULLE BANCHE - FOTO LAPRESSE

