PARIGI PIANGE E ROMA NON RIDE – LE TENSIONI SUI TITOLI DI STATO FRANCESI, CON RENDIMENTI CHE CRESCONO A RITMI FORSENNATI, RISCHIANO DI CONTAGIARE IL NOSTRO PAESE, CHE HA IL DEBITO PUBBLICO PIÙ ALTO D’EUROPA ED È IL PIÙ ESPOSTO AGLI CHOC DEI VICINI – L’OBIETTIVO DI GIORGETTI CON LA MANOVRA È PROPRIO QUELLO DI DIFFERENZIARE L’ITALIA DAL PAESE DI MACRON: PER QUESTO VUOLE PRUDENZA E ZERO MANCETTE ELETTORALI (MENTRE IL SEGRETARIO DEL SUO PARTITO, SALVINI, CHIEDE LO SCOSTAMENTO DI BILANCIO) – LA ZAVORRA ITALIANA: I TITOLI DI STATO NAZIONALI RAPPRESENTANO L’82% DEGLI ATTIVI DELLE BANCHE: SE PERDONO VALORE, POTREBBE PARTIRE UN EFFETTO DOMINO INCONTROLLABILE
Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”
giancarlo giorgetti presenta il documento programmatico di finanza pubblica foto lapresse 5
Quando si trova in una posizione considerata più fragile di quella delle Filippine anche la Francia — non solo l’Italia — significa che Giancarlo Giorgetti non può più abbassare la guardia. Il ministro dell’Economia vede cosa sta accadendo alle quotazioni dei cosiddetti Cds.
I «credit default swaps» funzionano come polizze sui mercati del reddito fisso, il cui premio sale se il soggetto assicurato è considerato più vulnerabile a un incidente: i detentori hanno diritto a un indennizzo nel caso di default di un bond. È su questo genere di titoli che la Francia negli ultimi giorni ha subito il sorpasso delle Filippine.
Attualmente, il costo dell’assicurazione sull’eventualità di un incidente sul debito di Parigi a 5 anni è più alto del costo per gli omologhi titoli di Manila. Ciò non significa che il mercato preveda elevate probabilità di default della Francia. Significa però che gli investitori percepiscono la fragilità dei titoli di Parigi, quindi cercano di proteggersi. E se sembra pura e semplice tecnica finanziaria, per Giancarlo Giorgetti invece questa è politica di bilancio.
Perché se l’Italia non è l’epicentro dell’attuale fase di instabilità sui debiti sovrani, gli ultimi giorni hanno confermato al ministro che è uno dei Paesi più esposti.
giorgia meloni e giancarlo giorgetti - question time alla camera
L’epicentro, sicuramente, è altrove. Per l’Europa è in Francia, per la quale l’aumento dei rendimenti sui bond sovrani decennali nell’ultimo mese è stato di 67 punti (0,67%). Sono spostamenti violenti, che l’Italia per ora non sta registrando a questi livelli di intensità. Ma la cautela di Giorgetti deriva senz’altro, almeno in parte, da una constatazione: con la Grecia, l’Italia si sta rivelando il debitore sovrano più esposto — per le proprie fragilità — alle tensioni che arrivano dagli Stati Uniti e da Parigi.
L’andamento dell’ultimo mese parla chiaro. Lo spread dei titoli francesi su quelli di Roma si è allargato di ben 22 punti: l’Italia oggi viene trattata sui mercati come notevolmente meno rischiosa, quando 30 giorni fa era quasi allineata al costo del debito transalpino. Ma il confronto con gli altri Paesi dell’Europa del Sud, un tempo considerati vulnerabili, rivela l’altro lato della medaglia. Lo spread dell’Italia sulla Spagna [...] si è allargato di ben 15 punti (nel senso che il debito di Roma è considerato ancora più rischioso); quello con il Portogallo di 16.
emmanuel macron giorgia meloni 1 foto lapresse
[...] l’obiettivo di Giorgetti adesso è differenziare, anche agli occhi dei mercati, l’Italia dalla Francia: quest’ultima impegnata a ridurre il deficit a un pur elevato 5% del prodotto lordo, Roma a negoziare a Bruxelles l’uscita dalla procedura per deficit eccessivo sotto al 3%. A maggior ragione è impossibile che il ministro condivida la proposta di Matteo Salvini, suo leader di partito, di uno scostamento di bilancio.
[...] Le tensioni sui bond stanno costando già 2 miliardi di euro in più in interessi sul debito quest’anno — rispetto alle stime di aprile scorso — e 3 miliardi e mezzo in più sul prossimo. Con una specifica vulnerabilità in più dell’Italia rispetto alla Francia. Da questa parte dell’Alpi i titoli di Stato nazionali rappresentano l’82% del valore degli attivi delle banche, dall’altra appena il 4%. Ciò significa che la loro attuale perdita di valore può avere un impatto negativo sul capitale degli istituti e dunque su credito all’economia molto più in Italia che in Francia.
Per questo l’idea di una campagna elettorale drogata dal deficit rischia di strozzare il Paese con una stretta al credito, invece di sospingerlo.
Chiunque al ministero dell’Economia lo capisce, altrove chissà.
giorgia meloni e giancarlo giorgetti - question time alla camera
titoli di stato italiani
FRANCIA O SPAGNA, PURCHE SE LAGNA - MEME BY EMILIANO CARLI
giorgia meloni emmanuel macron 4 foto lapresse
