PER MESSINA L’ULTIMO OSTACOLO PER SALIRE SUL “MONTE” SI CHIAMA ANTITRUST – SAVERIO VALENTINO, PRESIDENTE DELL'AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO, HA AFFERMATO CHE INTESA SANPAOLO POTREBBE DOVER ADOTTARE “MISURE CORRETTIVE DI NATURA COMPORTAMENTALE” PER GARANTIRE CHE LA PARTECIPAZIONE INDIRETTA CHE ACQUISIREBBE IN GENERALI A SEGUITO DELLA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DI MPS, RIMANGA UN “MERO INVESTIMENTO FINANZIARIO” – INTESA, PAPPANDOSI MONTEPASCHI, DIVENTEREBBE PRIMA AZIONISTA DI ASSICURAZIONI GENERALI CON OLTRE IL 16%, CON IL RISCHIO DI UN PAPOCCHIO CONCORRENZIALE NEL CAMPO ASSICURATIVO... – IL DAGOREPORT
DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...
Saverio Valentino presidente Antitrust 22
(ANSA) - ROMA, 23 OTT - Il gruppo bancario italiano Intesa Sanpaolo potrebbe dover adottare misure correttive di natura comportamentale per garantire che la partecipazione indiretta che acquisirebbe in Generali a seguito della proposta di acquisizione di Banca Monte dei Paschi di Siena, rimanga un "mero investimento finanziario".
Lo ha dichiarato il presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato Saverio Valentino, secondo quanto riporta Mlex, media specializzato del settore.
CARLO MESSINA AL FORUM COLDIRETTI
È "essenziale" evitare che l'entità risultante dalla fusione acquisisca "qualsiasi potere di influenzare il comportamento" di Generali, ha detto Valentino. Nei giorni scorsi il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha assicurato, a valle dell'operazione, indipendenza "assoluta per Generali" e "piena fiducia" nel lavoro dell'Antitrust.
Le misure correttive di natura comportamentale impongono restrizioni alle modalità operative della società risultante dalla fusione, mentre quelle di natura strutturale, come la cessione di attività, modificano gli asset posseduti dalla società stessa.
LUIGI LOVAGLIO E CARLO MESSINA
"Nelle aree commerciali dove vi è una significativa sovrapposizione tra le attività delle società", la cessione di filiali rappresenta "la soluzione necessaria", ha aggiunto il presidente Antitrust. L'operazione di Intesa prevede peraltro un accordo con Unipol per la cessione del marchio Mps e 635 filiali di cui 445 sono state individuate in via definitiva.
L'autorità le ha cpsì escluse dalla propria valutazione. Anche le restanti 190 filiali dovrebbero essere cedute," ma la loro individuazione è ancora provvisoria e potrebbe essere modificata per risolvere le sovrapposizioni a livello locale" scrive Mlex.
MPS, IL PRESIDENTE ANTITRUST “INTESA NON INFLUENZI GENERALI”
Estratto dell’articolo di Andrea Greco per “la Repubblica”
Intesa Sanpaolo dovrà adottare «misure correttive comportamentali affinché la potenziale quota indiretta in Generali resti un investimento puramente finanziario», ha detto il presidente dell'Antitrust Saverio Valentino a un convegno a Bruxelles, a fronte dell'Opas con cui la banca a fine anno potrebbe rilevare Mps, e a cascata il 13,3% del Leone in capo a Mediobanca.
Sul dossier il garante ha avviato un'istruttoria il 15 settembre, citando possibili effetti negativi sulla concorrenza nei mercati bancari e della distribuzione del risparmio, ma anche nelle gestioni di patrimoni e nelle polizze. L'Agcm si esprimerà entro il 30 novembre, anche se l'Opas in Borsa potrebbe partire prima.
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luigi lovaglio - carlo messina
«La cessione di filiali resta la soluzione richiesta in presenza di importanti sovrapposizioni locali», ha aggiunto; difatti Intesa s'è impegnata a cedere 635 filiali e il marchio Mps a Unipol, che poi girerà tutto a Bper. Il presidente ha però notato che «le misure comportamentali possono essere appropriate nelle operazioni al di sotto delle soglie di notifica, quando le società hanno pochi asset da cedere».
Sembra il caso di specie, perché Intesa incorpora una divisione assicurativa diretta concorrente del Leone, e la quota in Generali (anche sommato il 3% rilevato da Intesa in derivati) non determina controllo; sempre che l'Agcm non ravvisi un "controllo di fatto". «È essenziale evitare che il gruppo nascente dalla fusione acquisisca qualsiasi potere di influenzare il comportamento» di Generali, ha aggiunto Valentino.
Nell'istruttoria, l'Antitrust aveva notato che, post-fusione, «l'incentivo di Intesa a competere aggressivamente con Generali potrebbe risultare significativamente attenuato». Un modo per tutelare il mercato potrebbe essere la richiesta a Intesa di nominare profili indipendenti nel cda del Leone, evitando così ogni flusso informativo tra i gruppi rivali.
L'ad Carlo Messina, il 21, ha ribadito «totale indipendenza per Generali». Ma l'ad di Mps Luigi Lovaglio, ieri, ha detto che l'Opas «disaggrega il gruppo, senza sapere cosa rimane e cosa si perde». [...]


