PATRIOTI SOLO A PAROLE – SONO PIÙ DI 115 MILA I LAVORATORI DEL SETTORE METALMECCANICO COINVOLTI NELLA CRISI DEL COMPARTO. UN DATO IN CRESCITA RISPETTO ALLO SCORSO ANNO, QUANDO IL DATO ERA GIÀ ALTO, CON 103 MILA POSTI DI LAVORO IN BILICO – L’ULTIMO CASO È QUELLO DELLA FABBRICA DI MICROCAR “LEAR” DI TORINO: DOPO ANNI DI CASSA INTEGRAZIONE, È SALTATO IL PROGETTO REINDUSTRIALIZZAZIONE E 374 PERSONE RISCHIANO DI RIMANERE SENZA NULLA – I SIDACATI CONTRO IL MINISTERO DEL MADE IN ITALY DI URSO: “ESPRIMIAMO PROFONDO DISAPPUNTO PER UNA VICENDA DAI TRATTI CONFUSI” – AD AFFOSSARE IL SETTORE È SOPRATTUTTO L'AUMENTO DEL COSTO DELL'ENERGIA, PROBLEMA CHE IL TANTO ATTESO DECRETO BOLLETTE NON RISOLVE AFFATTO...
Estratto dell’articolo di Cla.Lui. per “la Stampa”
RISCHIO CHIUSURA PER LO STABILIMENTO LEAR DI GRUGLIASCO - TORINO
Solo pochi giorni fa si brindava a una crisi industriale chiusa, dopo anni di cassa integrazione e incertezze per i lavoratori della Lear di Grugliasco. Ieri l'annuncio, arrivato a Fim, Fiom e Uilm, che è venuto meno il progetto di reindustrializzazione della fabbrica del settore automotive alle porte di Torino.
A rischio ci sono 374 posti di lavoro. La comunicazione è arrivata dal ministero delle Imprese e del Made in Italy e dalla Fipa, newco Fabbrica Italiana Produzione Auto, pronta ad avviare nella sede della Lear l'assemblaggio di quadricicli elettrici a marchio Desner, importati dalla Cina e destinati al mercato italiano tramite la rete commerciale del gruppo Fassina.
adolfo urso giorgia meloni - foto lapresse
«Esprimiamo profondo disappunto per una vicenda dai tratti confusi, che la Lear e il ministero stesso dovranno assolutamente chiarirci», spiegano sindacati dei metalmeccanici a cui è stato prospettato l'interessamento di un nuovo investitore, Zetronic. Il 9 marzo, al Mimit, ci sarà un incontro.
Sono più di 115 mila i lavoratori del settore metalmeccanico coinvolti nella crisi dell'intero comparto. Un dato che sale rispetto allo scorso anno di 11.946 unità, quando ci si fermava a 103 mila persone. È come se - solo per dare un'idea - l'intera popolazione di Pescara o Siracusa fosse coinvolta in questa emergenza, secondo quanto emerge dall'ultimo rapporto stilato dalla Fim-Cisl.
RISCHIO CHIUSURA PER LO STABILIMENTO LEAR DI GRUGLIASCO - TORINO
L'analisi approfondisce anche l'impatto su differenti aziende, da quelle che si occupano della componentistica auto a quelle che producono macchine agricole. E il quadro della crisi è fortemente trasversale: coinvolge i settori dell'automotive e della siderurgia, quelli del comparto termomeccanico e dell'elettrodomestico. Tutti subiscono negativamente l'aumento del costo dell'energia e delle materie prime, problemi a cui si sommano i dazi e la diffusa crisi geopolitica.
Per l'automotive - si legge nell'analisi del sindacato - il gruppo Stellantis nel 2025 ha visto la produzione scendere sotto quota 380 mila (-24,5% rispetto all'anno prima), con un taglio della produzione sia delle autovetture sia dei veicoli commerciali. Numeri che riflettono la crisi di molte aziende, piccole e medie, che ruotano intorno all'indotto diretto di Stellantis e delle altre case automobilistiche europee, interessando oltre 256 mila lavoratori.
RISCHIO CHIUSURA PER LO STABILIMENTO LEAR DI GRUGLIASCO - TORINO
Il costo dell'energia, invece, penalizza fortemente fonderie e laminatoi. La situazione impatta in modo più forte sulle regioni ad alta industrializzazione, come Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. «I dati - ha sottolineato il segretario della Fim, Ferdinando Uliano - rilevano una situazione in peggioramento per molte filiere del settore. Il nostro Paese ha bisogno di politiche industriali e interventi che rimettano la "questione industriale" al centro delle risposte e delle politiche economiche».
RISCHIO CHIUSURA PER LO STABILIMENTO LEAR DI GRUGLIASCO - TORINO
