PER GLI AUTOMOBILISTI SO' SEMPRE POMPE AMARE – DOPO LA TREGUA TRA USA E IRAN LE QUOTAZIONI DEL GREGGIO SONO CROLLATE DEL 16%, EPPURE IL PREZZO DI BENZINA E GASOLIO NEI DISTRIBUTORI NON SOLO NON È DIMINUITO, MA È SALITO ANCORA – IL MINISTRO URSO HA PROVATO AD ALZARE LA VOCE CON LE COMPAGNIE PETROLIFERE ITALIANE, MINACCIANDO UNA TASSAZIONE SUGLI EXTRAPROFITTI SE I VALORI ALLA POMPA NON SCENDERANNO IN FRETTA – IL FMI AVVERTE CHE LA CRISI ENERGETICA È TUTT’ALTRO CHE RISOLTA: “SONO SPARITI DAL MERCATO IL 13% DEL PETROLIO E IL 20% DEL GAS LIQUEFATTO PROVENIENTI DAL GOLFO, GLI EFFETTI A CATENA CONTINUERANNO NEL TEMPO LASCIANDO CICATRICI PERMANENTI…”
1 - IL GREGGIO RESTA SOTTO 100 DOLLARI L'FMI: "CICATRICI PERMANENTI"
Estratto dell’articolo di Filippo Santelli per “la Repubblica”
Dopo l'euforia per il cessate il fuoco, ieri i mercati finanziari hanno vissuto una giornata sull'altalena: prima appesantiti dai dubbi sulla fragilità della tregua e la mancata riapertura di Hormuz, poi di nuovo incoraggianti dall'avvio dei colloqui tra Israele e Libano.
Risalito oltre i 100 dollari a metà giornata, quando le prospettive negoziali apparivano traballanti, il petrolio ha infatti ripiegato sotto quella soglia psicologica, non lontano da dove era partito (Brent a 96,5). Mentre Wall Street, dopo un inizio incerto, ha chiuso in positivo di mezzo punto. […]
Resta però una situazione di estrema incertezza, in cui basta un tweet a invertire gli umori. […]
Ieri è stata la direttrice generale del Fondo monetario, Kristalina Georgieva, a ribadire che il mondo sta vivendo una crisi nell'offerta di idrocarburi «di vasta portata» – sono spariti dal mercato circa il 13% del petrolio e il 20% del gas liquefatto provenienti dal Golfo – e che i suoi effetti a catena «continueranno nel tempo» lasciando «cicatrici permanenti».
Quanto profonde? Tutto dipende dalla durata del conflitto e dai danni che lascerà dietro, ha spiegato Georgieva, anticipando – senza spoilerare – le tradizionali previsioni economiche che il Fondo presenterà la prossima settimana ai Meeting di primavera.
I suoi economisti hanno costruito tre scenari, uno di risoluzione relativamente breve della guerra, uno intermedio e uno in cui le quotazioni di gas e petrolio resteranno alte a lungo, producendo i temuti "effetti secondari" su prezzi e aspettative di inflazione (per il momento non mutate).
razionamento energetico - unione europea
Anche nello scenario migliore, ha detto l'economista bulgara, il Fondo ridurrà le attese di crescita per l'anno in corso, che senza questa guerra sarebbero invece state riviste al rialzo grazie alla spinta degli investimenti nella IA.
[…] la parte più interessante del discorso di Georgieva è stata quella dedicata alla risposta dei governi, perché la direttrice dell'Fmi ha detto chiaro che uno shock di offerta come questo «non si può attraversare senza dolore», e che quindi «un aggiustamento (al ribasso, ndr) della domanda è inevitabile».
Significa che i Paesi devono evitare misure unilaterali come i blocchi alle esportazioni. Ma soprattutto limitarsi a interventi di natura fiscale «temporanei e mirati ai più vulnerabili», evitando invece quelli universali che sosterrebbero artificialmente la domanda di prodotti energetici, impedirebbero ai prezzi di fare il loro lavoro e finirebbero per farli salire ancora di più.
Kristalina Georgieva, direttore generale del fondo monetario internazionale
Diversi Paesi stanno in effetti adottando misure di risparmio energetico, ma Georgieva si è detta «preoccupata» per i tanti che hanno introdotto sostegni universali. Tra questi anche l'Itala, con il taglio delle accise sui carburanti.
Il rischio è che, nello scenario peggiore, politiche fiscali generose rendano ancora più difficile il lavoro delle Banche centrali, che per ora restano in modalità di attesa ma nel caso le aspettative di inflazione andassero fuori controllo, ha detto Georgieva, «dovrebbero intervenire con decisione aumentando i tassi».
2 - BENZINA, TUTTO COME PRIMA I PREZZI CONTINUANO A SALIRE C'È IL PRESSING SUI PETROLIERI
Estratto dell’articolo di Diego Longhin per “la Repubblica”
ADOLFO URSO E TOMMASO FOTI - FOTO LAPRESSE
Nonostante il crollo delle quotazioni del greggio, con un calo del 16% dopo l'annuncio della tregua Usa-Iran, il prezzo di benzina e gasolio nei distributori non solo non è diminuito, ma è salito ancora.
Un paradosso che il governo non ha gradito. Ed scattata di nuovo la minaccia, sia per bocca della premier Giorgia Meloni in Parlamento sia attraverso le parole del ministro delle Imprese Adolfo Urso, che ha convocato a Palazzo Piacentini le principali compagnie italiane, di arrivare ad una tassazione sugli extraprofitti se i valori alla pompa non scenderanno in fretta.
Ieri il prezzo medio in modalità self service sulla rete stradale è salito a 1,792 euro al litro per la benzina, mentre mercoledì era 1,789 euro, e a 2,184 euro per il diesel. Il giorno prima era a 2,178. In autostrada sono arrivati alle stelle: 1,829 la verde e 2,203 il gasolio.
«Troppo, così non va, abbassateli subito o ci saranno conseguenze», avrebbe detto il ministro Urso davanti ai rappresentanti di Eni, Api-Ip, Q8 e Tamoil. […]
GIORGIA MELONI E ADOLFO URSO AL SENATO - FOTO LAPRESSE
D'altronde l'esecutivo ha messo sul tavolo 1 miliardo, in due tranche, per tagliare le accise di circa 25 centesimi e calmierare i prezzi fino al Primo maggio. Il tema è sensibile.
Non vedere da parte delle compagnie almeno una riduzione di qualche centesimo ha irritato Meloni. Urso nel pomeriggio ha rincarato la dose, accusando i petrolieri di approfittare della situazione. «Com'è possibile che quando salgono le quotazione i prezzi alla pompa aumentano subito, quando invece scendono gli effetti non sono immediati?», ha chiesto in modo retorico Urso. Il ministro ha anche agitato un nuovo intervento di MisterPrezzi e verifiche a tappeto nei 22 mila impianti.
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«È stata una chiamata alle armi per tenere bassi i prezzi — ha sintetizzato con una battuta un rappresentante dei petrolieri fuori dal ministero — Urso si è raccomandato di evitare speculazioni e aumenti ingiustificati, e di abbassare subito i prezzi quando le quotazioni del greggio scendono».




