L’EUROPA PAGA IL CONTO DELLA GUERRA DI TRUMP – I PRIMI EFFETTI DELLA CRISI ENERGETICA SCATENATA DAL BLOCCO DI HORMUZ SI VEDONO IN GERMANIA: L’INFLAZIONE HA REGISTRATO A MARZO UN INCREMENTO DELL’1,1% SU BASE MENSILE E DEL 2,7% SU BASE ANNUA. ED È IN ARRIVO UNA RICADUTA SU SALARI E PREZZI DEI SERVIZI – DALL’INIZIO DEL CONFLITTO NEL GOLFO I LISTINI GLOBALI HANNO BRUCIATO 12MILA MILIARDI DI DOLLARI. E IL PREZZO DEL PETROLIO RESTA OLTRE I 110 DOLLARI AL BARILE…
Estratto dell’articolo di Vito Lops per “Il Sole 24 Ore”
prezzo del petrolio e inflazione
Le Borse e i bond iniziano la settimana con un mood positivo grazie alle parole di Jerome Powell, che ha aperto alla possibilità di un taglio dei tassi nel 2026, minimizzando per ora l’impatto del rialzo del prezzo del petrolio sull’inflazione Usa.
[…]
Powell ha sottolineato come le aspettative di inflazione restino ancorate nel medio-lungo periodo, raffreddando così le scommesse su nuovi rialzi e riportando al centro dello scenario l’ipotesi di un allentamento monetario. Un segnale che è bastato per innescare ricoperture e acquisti tattici, sia sull’azionario sia sull’obbligazionario.
FRIEDRICH MERZ DONALD TRUMP ALLA CASA BIANCA
In Europa la seduta si è chiusa in territorio positivo, ma con un clima che resta tutt’altro che disteso. Lo Stoxx 600 ha guadagnato lo 0,94%, interrompendo una serie di ribassi che, nell’arco del mese, hanno portato a una flessione complessiva di oltre l’8%, la peggiore dai tempi della pandemia.
Bene anche Piazza Affari con il Ftse Mib in rialzo dell’1%, sostenuto in particolare dai titoli energetici e dalle utility. Tra i protagonisti Ferrari, insieme a Eni, Enel, Terna e Saipem, in un contesto in cui il caro petrolio continua a favorire il comparto Oil & Gas.
Il rimbalzo, tuttavia, appare più tecnico che strutturale: l’Europa resta esposta in modo significativo al rischio energetico e quindi particolarmente sensibile agli sviluppi del conflitto.
CARRELLO DELLA SPESA - AUMENTO PREZZI
Sul fronte obbligazionario il segnale più rilevante è arrivato dal calo dei rendimenti, sia negli Stati Uniti sia nell’Eurozona. Il Treasury decennale è sceso di circa 10 punti base, tornando in area 4,34%, registrando uno dei ribassi più marcati delle ultime settimane. Dinamica simile anche in Europa, con il Bund tedesco decennale in calo verso il 3,04% e il Gilt britannico sotto il 5%.
[…] In altre parole, il mercato sta iniziando a prezzare uno scenario in cui la crescita potrebbe indebolirsi prima che l’inflazione venga definitivamente domata.
Il quadro, però, resta estremamente incerto e fortemente dipendente dalle decisioni politiche. Le dichiarazioni altalenanti di Donald Trump sul conflitto con l’Iran continuano a condizionare il sentiment degli investitori.
Non a caso, Wall Street in serata ha azzerato i guadagni accumulati nella prima parte della giornata andando in negativo, segnale evidente di un mercato ancora fragile e guidato da emotività più che dai fondamentali.
[…]
Nel frattempo il petrolio non accenna a rallentare la sua corsa. Il Wti si mantiene sopra i 100 dollari al barile, intorno a quota 104, mentre il Brent ha superato 116 dollari in giornata per poi chiudere intorno a 114 dollari.
Un movimento che inizia a riflettersi sui nuovi dati macroeconomici: in Germania l’inflazione ha registrato a marzo un incremento dell’1,1% su base mensile e del 2,7% su base annua, con una dinamica trainata proprio dall’energia. Per ora l’inflazione core resta relativamente stabile, ma il rischio di effetti di secondo livello – salari e prezzi dei servizi – è sempre più concreto.
A livello intermarket, il segnale più preoccupante arriva dalla netta sovraperformance del petrolio rispetto al rame nell’ultimo mese. Quando questa dinamica si manifesta, storicamente il mercato tende a prezzare uno scenario di stagflazione: crescita debole accompagnata da inflazione elevata. […]
sticker di trump sulle pompe di benzina 3
FRIEDRICH MERZ DONALD TRUMP ALLA CASA BIANCA

