LA MORTE DI KHAMENEI E LA GUERRA IN IRAN SONO UN GROSSO GUAIO PER “MAD VLAD”, CHE PERDE UN ALLEATO-VASSALLO. MA MOSCA VUOLE APPROFITTARE DEL CAOS: IL BLOCCO DELLO STRETTO DI HORMUZ, DA DOVE PASSA IL 20% DEL PETROLIO MONDIALE, PUÒ DIVENTARE UN’OPPORTUNITÀ. LA RUSSIA HA 150 MILIONI DI BARILI NELLE PETROLIERE OMBRA IN GIRO PER IL GLOBO. E VEDE NELLA GUERRA L’OCCASIONE PER RIFILARE LE SUE SCORTE AI MERCATI INTERNAZIONALI...
CREMLINO, 'PUTIN COMPIE OGNI SFORZO PER DISINNESCARE LE TENSIONI IN MEDIO ORIENTE'
(ANSA) - Il portavoce della presidenza russa, Dmitry Peskov, ha affermato che il presidente Vladimir Putin sta cercando di facilitare il più possibile la de-escalation in Medio Oriente.
"Ieri con praticamente tutti i nostri interlocutori abbiamo discusso del fatto che Putin trasmetterà la sua profonda preoccupazione per gli attacchi alle loro infrastrutture ai nostri colleghi in Iran, sfruttando il dialogo che intratteniamo con la leadership iraniana", ha affermato Peskov, citato da Tass. Il portavoce del Cremlino ha così commentato la serie di telefonate intercorse ieri tra il presidente russo e alcuni capi di Stato e di governo del Medio Oriente.
CHI IMPORTA IL PETROLIO DALLA RUSSIA - OTTOBRE 2025
IRAN: PESKOV, NO TELEFONATE PUTIN-TRUMP IN PROGRAMMA PER ORA
(AGI/INTERFAX)- Mosca, 3 mar. - Il presidente russo Vladimir Putin non ha in programma per ora una telefonata con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per discutere l'operazione in Iran. Lo ha riferito il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. "Per ora non e' prevista una chiamata con Trump, non e' nell'agenda del presidente", ha spiegato.
IRAN: CREMLINO, PUTIN TRASMETTERA' A TEHERAN PREOCCUPAZIONE
(AGI) - Il presidente russo Vladimir Putin e' impegnato per una de-escalation in Medio Oriente. A riferirlo e' stato il suo portavoce, Dmitry Peskov.
PETROLIERE RUSSE CHE AGGIRANO LE SANZIONI SUL PETROLIO
"Putin, naturalmente, fara' e sta facendo ogni sforzo per contribuire almeno a una leggera distensione", ha dichiarato a quanto riporta la Tass.
Putin, ha spiegato, e' in contatto con i paesi mediorientali coinvolti nel conflitto e trasmettera' a Teheran "profonda preoccupazione per gli attacchi alle loro infrastrutture, approfittando dell'opportunita' del dialogo che manteniamo con la leadership iraniana".
L’EFFETTO CHOC DIPENDE DALLA DURATA DEL CONFLITTO I VANTAGGI PER LA RUSSIA
Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”
kaja kallas rapita dai pistoloni dei militari
Vladimir Putin non ha perso tempo per cercare di sfruttare la situazione sui mercati dell’energia nel weekend.
Nelle ultime ore ha parlato con l’uomo forte dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman, con l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al-Thani, con quello degli Emirati arabi uniti Mohammed bin Zayed Al-Nahyan e con il re del Bahrein Hamad bin Isa Al-Khalifa.
Sono gli uomini che governano l’Opec e il giorno prima avevano deciso un aumento di produzione di greggio (pari allo 0,3% della domanda mondiale) sapendo che non arriverà sul mercato, perché lo Stretto di Hormuz è chiuso. Dunque non aiuterà a contenere i rialzi delle quotazioni.
INCENDIO IN UN DEPOSITO DI PETROLIO A BRYANSK, IN RUSSIA
La Russia di Putin, invece, ha il problema opposto. Non può aumentare l’offerta di petrolio, perché l’obsolescenza dei suoi impianti sta facendo calare l’estrazione sotto i 10 milioni di barili al giorno per la prima volta da anni.
Ma Mosca ha una miriade di petroliere-ombra con almeno 150 milioni di barili parcheggiate in mare, in giro per il mondo, perché le sanzioni inducono ormai anche le raffinerie di Cina o India ad andarci piano a rifornirsi dai russi.
Con il suo greggio politicamente intoccabile, ora Putin vede nella guerra nel Golfo un’occasione d’oro per proporsi nelle vesti di salvatore dei mercati internazionali. Il messaggio del Cremlino, anche agli Stati Uniti, è chiaro: lasciateci vendere i nostri idrocarburi per tamponare un’impennata dei prezzi globali, così eviterete che i vostri elettori in Occidente siano colpiti dall’inflazione.
Kirill Dmitriev, l’emissario del dittatore, ieri lo ha espresso direttamente in un post di X su cui ormai anche il Cremlino comunica le sue preferenze: «È tempo di assicurarsi contratti a lungo termine di gas naturale liquefatto russo per costruire una base di forniture diversificata ed equilibrata», ha scritto.
E ha aggiunto, sarcastico, con un riferimento alle sanzioni perseguite dalle figure di vertice di Bruxelles: «Peccato che Ursula (von der Leyen, ndr ) e Kaja (Kallas, ndr ) saranno ultime in una lunga fila. Sono un esempio di come una politica miope porta conseguenze negative».
raffineria di petrolio a Riazan in russia colpita da drone ucraino
In realtà non è un problema particolare per l’Unione europea, perché, secondo i dati del centro studi Bruegel, ancora a gennaio scorso i suoi acquisti di metano liquido dalla Russia erano quattro volte superiori a quelli dal Qatar.
Dunque è quasi paradossale che sia proprio il blocco di produzione dal piccolo emirato del Golfo, colpito da Teheran, a far saltare le quotazioni del gas ieri in Europa.
PETROLIERE RUSSE CHE AGGIRANO LE SANZIONI SUL PETROLIO
PETROLIERE RUSSE CHE AGGIRANO LE SANZIONI SUL PETROLIO
raffineria di petrolio a Riazan in russia colpita da drone ucraino
esplosione in un deposito di petrolio a bryasnk, in russia 4
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vladimir putin donald trump anchorage alaska 2 foto lapresse



