MA QUALE GUERRA: IL CARO BENZINA È COLPA DEGLI SPECULATORI! – L’AUMENTO DEI CARBURANTI, ARRIVATI A OLTRE DUE EURO AL LITRO, NON TROVANO GIUSTIFICAZIONE NELLE NORMALI DINAMICHE DI MERCATO. LE QUOTAZIONI INTERNAZIONALI DEL GREGGIO A 85 DOLLARI NON DOVREBBERO GIÀ RIFLETTERSI ALLA POMPA – L’ASSOCIAZIONE DEI BENZINAI ACCUSA LE SOCIETÀ PETROLIFERE: “APPLICANO LISTINI DA PANICO BASANDOSI SU PREVISIONI FUTURE, MA IL PAESE DISPONE DI RISERVE CHE DOVREBBERO AMMORTIZZARE QUESTE OSCILLAZIONI” – AL MINISTERO DEL MADE IN ITALY CONVOCATA UNA COMMISSIONE DI ALLERTA. ATTIVATA LA GUARDIA DI FINANZA...
Estratto dell’articolo di Federico Formica per "la Repubblica"
Più che un'ombra, quella della speculazione è una presenza molto concreta. Gli aumenti di diesel e benzina scattati poche ore dopo l'inizio della guerra in Iran - che hanno portato il prezzo di entrambi i carburanti oltre la soglia dei due euro al litro in centinaia di punti vendita - faticano a trovare giustificazione nelle normali dinamiche di mercato.
È vero che ieri le quotazioni internazionali del greggio hanno ritoccato i nuovi record dal 2024 (85 dollari il Brent e 81 dollari il Wti) ma quel costosissimo petrolio non ha nemmeno iniziato il viaggio verso i distributori di carburante.
PRODUZIONE DI PETROLIO IN IRAN
E oggi, nella commissione di allerta rapida convocata dal garante per la sorveglianza dei prezzi, usciranno le prime risultanze del monitoraggio partito lunedì scorso. Primo dato: lunedì scorso nelle raffinerie italiane non c'erano carenze.
Secondo fonti vicine al ministero per le Imprese e il made in Italy, dove si terrà l'incontro, si fa sempre più concreta l'ipotesi che alcune grandi compagnie petrolifere abbiano deciso di trattenere il greggio in attesa che il prezzo salga, per poi farlo uscire al momento opportuno così da massimizzare i profitti.
adolfo urso giorgia meloni - foto lapresse
Alcuni dati emersi nel corso del monitoraggio sono già stati trasmessi alla Guardia di finanza ed è possibile che sul tema intervenga in futuro anche l'Antitrust.
[...] I prezzi più alti si registrano, come sempre, in autostrada, ma sono le città a battere i record in alcuni casi estremi. Secondo i dati pubblicati dall'Osservaprezzi carburanti del Mimit, aggiornati nelle ultime 48 ore, a Milano si raggiungono le cifre più elevate in assoluto. In un distributore in zona Buonarroti la benzina arriva a 2,60 euro al litro e il gasolio a 2,61 euro. Per dare un'idea, la media regionale in Lombardia al self è di 1,87 per il gasolio e 1,73 per la benzina.
A Roma il punto vendita più caro raggiunge 2,19 euro al litro per la benzina e 2,39 per il gasolio. A Napoli i prezzi più alti si registrano sulla provinciale Montagna spaccata, con 2,44 euro al litro per benzina e gasolio al servito.
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In questo gioco, i benzinai non hanno voglia di recitare la parte dei cattivi: in settimana le principali associazioni di categoria Faib, Fegica e Figisc hanno definito il rincaro «ingiusto e per niente giustificato, se non da una mera previsione che ipotizza prossimi aumenti sui mercati internazionali. La crisi iraniana ha fatto un piccolo miracolo: associazioni di consumatori e benzinai sembrano parlare con una voce sola.
Anna Rea, presidente nazionale di Adoc, attacca dicendo che «i petrolieri applicano listini da panico basandosi su previsioni future, ignorando che il Paese dispone di riserve stoccate che dovrebbero ammortizzare queste oscillazioni».



