elon musk padrone del mondo starlink spacex

LA QUOTAZIONE DI SPACEX SARÀ ANCHE UN GIGANTESCO SCHEMA PONZI. MA SE AVESSE RAGIONE ELON MUSK? – LA SOCIETÀ DI RAZZI SPAZIALI È STATA DATA PER MORTA PIÙ VOLTE, HA QUASI MANDATO IN BANCAROTTA IL MILIARDARIO KETAMINICO. EPPURE, CONTRO OGNI ASPETTATIVA, HA RESO L’ESPLORAZIONE SPAZIALE ECONOMICA (E SOSTENIBILE, CON I RAZZI RIUTILIZZABILI, CHE LA NASA DERIDEVA) E LA CONNESSIONE INTERNET DAI SATELLITI SICURA E VELOCE - COME TESLA NON È UN’AZIENDA DI AUTO, MA DI ROBOT UMANOIDI, SPACEX È MOLTO PIÙ CHE UN PRODUTTORE DI RAZZI: INCARNA UNA VISIONE DI ESPLORAZIONE SPAZIALE FOLLE MA POTENZIALMENTE RIVOLUZIONARIA, IN GRADO DI COLONIZZARE MARTE E INSTALLARE DATA CENTER NELLO SPAZIO – MIGLIAIA DI PERSONE HANNO CREDUTO ALLA FAVOLA DI MUSK, CHE CON LA QUOTAZIONE DI IERI DIVENTA IL PRIMO TRILIONARIO DELLA STORIA: HANNO SCOMMESSO SU UN’AZIENDA CON PERDITE COLOSSALI (UN DEFICIT DI 41 MILIARDI E UN ROSSO DI QUASI 5 MILIARDI NEL 2025), MA ANCHE, E SOPRATTUTTO, SULLA VISIONE MESSIANICA DI MUSK...

 

GRAZIE A MARTE IL PRIMO TRILIONARIO DELLA STORIA È MUSK

Estratto dell’articolo di Luca Ciarrocca per “Domani”

 

QUOTAZIONE A WALL STREET DI SPACEX - ELON MUSK

Elon Musk potrebbe non colonizzare mai Marte come promesso, ma una schiera di piccoli investitori, che considera il fondatore di SpaceX un genio assoluto, gli ha permesso di raggiungere un traguardo straordinario con la quotazione in borsa dell’azienda aerospaziale.

 

Al debutto a Wall Street il titolo ha aperto in rialzo dell’11%, proiettando il valore del gruppo di razzi e intelligenza artificiale oltre i 2.000 miliardi di dollari (rispetto a una valutazione di 1,77 mila miliardi) e consacrando Musk come primo trilionario della storia.

 

elon musk - space x

La sua quota del 42% nel gruppo vale 765 miliardi che, uniti alla partecipazione da 280 miliardi in Tesla, spingono il suo patrimonio sopra la soglia dei mille miliardi di dollari.

 

[...] Le azioni hanno aperto al Nasdaq a 150 dollari, contro i 135 fissati giovedì sera, toccando un picco di 168,75. [...]  SpaceX ha registrato una domanda eccezionale, con ordini superiori di tre volte l’offerta. Colossi della gestione patrimoniale, fondi sovrani del Golfo, hedge fund e investitori retail hanno fatto a gara per accaparrarsi le quote tramite Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Morgan Stanley e Bank of America. I piccoli investitori hanno piazzato richieste per oltre 100 miliardi, ottenendo tra il 20%  e il 25% dei titoli assegnati.

 

Musk ha celebrato l’evento in collegamento video da Starbase, la base texana di SpaceX, mentre alla sede Nasdaq di Times Square a New York scorrevano le immagini della cerimonia. «Il mio obiettivo è rendere la vita multiplanetaria», ha detto. «Non solo per pochi astronauti, parlo letteralmente di voi. Chiunque voi siate, SpaceX vuole portarvi sulla Luna, su Marte e oltre». Poi un momento di ironia: «È difficile credere che una piccola azienda stia realizzando la più grande Ipo della storia. Se all’inizio mi avessero detto che avremmo avuto successo, avrei risposto: ‘Amico, stai fumando del crack davvero buono, questa azienda fallirà’».

QUOTAZIONE A WALL STREET DI SPACEX - ELON MUSK

 

Famoso per le innovazioni tecnologiche ma anche per le tesi stravaganti, l’uso di ketamina e le promesse mancate [...] Musk ha costruito un’Ipo che fotografa la magnitudo del suo potere tecno-politico.

 

In migliaia hanno scommesso su un’azienda con perdite colossali: un deficit accumulato di 41,3 miliardi dal 2002 e un rosso di 4,9 miliardi nel 2025, ampliato nel primo trimestre 2026 a fronte di ricavi per soli 18,7 miliardi.

 

Il bilancio risente anche dell’acquisizione di xAI, la startup in perdita di Musk che ha portato in dote i data center, il social X e i modelli AI di Grok, giudicati inferiori rispetto ad Anthropic e OpenAI. L’operazione poggia su multipli mai visti a Wall Street.

 

pubblico assiste al lancio di starship a boca chica

Morgan Stanley guida il fronte ottimista con proiezioni al 2040 che stimano un fatturato di 3.400 miliardi, previsioni a cui l’indipendente Morningstar assegna però un tasso di accuratezza di appena il 7%. Anche la governance grida vendetta: Musk controlla l’82% dei diritti di voto, blindando la società da cause legali o ingerenze esterne.

 

[...]  Inoltre, l’ammissione immediata nei panieri di Nasdaq 100 e FTSE Russell ha scatenato feroci polemiche, con il solo indice S&P 500 contrario. Il premio Nobel Paul Krugman ha duramente criticato la decisione, intravedendo una forte compiacenza finanziaria e «corruzione» da quando Trump è alla Casa Bianca.

elon musk - space x

 

Modificare i regolamenti dei benchmark per inserire SpaceX subito, bypassando la consueta attesa di un anno, serve a soddisfare i grandi fondi indicizzati (index funds). Dato che oltre la metà degli americani investe tramite questi strumenti passivi, milioni di risparmiatori si ritrovano oggi azionisti di SpaceX a propria insaputa. [...]

 

ELON PRIMO TRILIONARIO VISIONI, PROMESSE E IL MONDO LO SEGUE

Estratto dell’articolo di Pier Luigi Pisa per “la Repubblica”

 

progetto starship di spacex

Quando Elon Musk fondò SpaceX nel 2002 l'industria aerospaziale lo accolse con scetticismo. In molti consideravano irrealistica l'idea che una startup privata potesse costruire e lanciare razzi orbitali a costi molto inferiori rispetto ai grandi appaltatori del settore.

 

Musk era visto come un imprenditore di software che aveva fatto fortuna con PayPal, venduta a eBay proprio nel 2002 per 1,5 miliardi di dollari. I dubbi crebbero dopo i primi lanci falliti del razzo Falcon 1 tra il 2006 e il 2008. In una foto di quel periodo, Musk fissa sconsolato i detriti del razzo SpaceX appena esploso.

 

GLI AFFARI DI ELON MUSK IN ITALIA

«Ero senza soldi - ha raccontato l'imprenditore -. Avevamo tre fallimenti alle spalle, era difficile raccogliere fondi. La recessione iniziava a colpire. Avevo divorziato ed ero anche senza casa. Fu un'estate di merda».

 

All'epoca gli analisti pensavano che SpaceX fosse prossima a chiudere. Invece al quarto lancio, nel settembre del 2008, il Falcon 1 completò con successo il primo volo orbitale. Da quel momento l'azienda ha tagliato una serie di traguardi straordinari: i contratti con la Nasa, gli atterraggi verticali dei razzi Falcon e il loro riutilizzo. Con Starlink ha costruito la più grande costellazione di satelliti al mondo.

 

Poi è arrivato Starship, il gigantesco razzo progettato per raggiungere la Luna e Marte, insieme alle spettacolari prese al volo del booster al rientro. E oggi, diciotto anni dopo i primi tentativi, Elon Musk è diventato il primo trilionario della storia, con un patrimonio personale di 1.100 miliardi di dollari.

QUOTAZIONE A WALL STREET DI SPACEX - ELON MUSK

 

Una cifra enorme, anche a scorrere la lista dei super ricchi Forbes: Larry Page e Sergey Brin, co-fondatori di Google, occupano il secondo e il terzo posto con 294 e 271 miliardi. Jeff Bezos è quarto, con 246 miliardi.

 

«Sono diventato capo ingegnere in SpaceX non perché lo volessi - ha raccontato Musk - ma perché nessuno abbastanza bravo sarebbe stato così folle da unirsi a noi».

 

Il merito dell'imprenditore, nato a Pretoria, in Sudafrica, 54 anni fa, è stato scommettere su tecnologie ad alto rischio, a cominciare dai razzi riutilizzabili. E vendere un sogno, la conquista di Marte, attraverso promesse mai mantenute. Più volte ha previsto l'arrivo di esseri umani sul pianeta rosso: l'ultima a settembre del 2024: «Le astronavi partiranno entro il 2026». Ma non c'è alcun lancio in vista. [...]

QUOTAZIONE A WALL STREET DI SPACEX - ELON MUSKdonald trump ed elon musk assistono al lancio di un razzo di spacex foto lapresse 1esplosione starship spacexle tesla della nasalo spacex falcon 9 decolla da cape canaveralELON MUSK SPACEX 2ELON MUSK SPACEX 3spacex di elon musk esplode 1QUOTAZIONE A WALL STREET DI SPACEX - ELON MUSK donald trump ed elon musk assistono al lancio di un razzo di spacex foto lapresse 7lancio di prova di starship con super heavy spacex 2donald trump ed elon musk assistono al lancio di un razzo di spacex foto lapresse 5

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…