UN RISIKO AL PROFUMO DI AUTHORITY - TRA IL VOTO SCONTATO DELL’ASSEMBLEA DI INTESA E QUELLO CENTRALE, DECISIVO E ASSOLUTAMENTE INCERTO DELL’ASSEMBLEA DEI SOCI DI MPS, CONVOCATI IL 29 OTTOBRE, LA PAROLA PASSA AL SEGRETO DELL’ANALISI DA PARTE DELLE AUTORITÀ DI VIGILANZA, ITALIANE ED EUROPEE, CHIAMATE A DARE IL VIA LIBERA SUL FRONTE DEGLI SPORTELLI BANCARI E DEL MERCATO ASSICURATIVO – INTESA, CON L’OPAS SU MPS, INTASCANDO IL 13% DI GENERALI, IN PANCIA A MEDIOBANCA, DIVENTEREBBE IL PRIMO AZIONISTA DEL SUO PRIMO CONCORRENTE – ECCO PERCHÉ INTESA RIBADIRSCE CHE TRATTASI DI UN MERO INVESTIMENTO FINANZIARIO…
Stefano Righi per “L’Economia del Corriere della Sera” - ESTRATTI
Il risiko bancario entra nel vivo. Lo fa giovedì prossimo, 10 settembre, con l’assemblea dei soci di Intesa Sanpaolo, il cui esito è ampiamente scontato. L’architettura societaria che sostiene la prima banca italiana non presenta increspature, né il progetto di Opas (offerta pubblica di acquisto e scambio) presentato dall’amministratore delegato Carlo Messina delinea criticità per i soci.
Si tratta di crescere, tendenza sempre gradita sui mercati, per di più senza mettere mano al portafoglio. Nessuno tra le fondazioni azioniste, ma neppure tra i fondi internazionali che partecipano il capitale, ha motivo di opporsi a un progetto che porterà a Ca’ de Sass il 13 per cento delle Assicurazioni Generali, quarto gruppo assicurativo operante nell’Europa continentale, uno dei rari marchi della finanza italiana riconosciuto all’estero.
Quella quota del capitale del Leone custodita oggi in Mediobanca, società controllata da Mps, porterà Intesa, che è già azionista a Trieste, a superare il 16 per cento del totale delle azioni, diventando ampiamente il socio numero 1.
LUIGI LOVAGLIO E CARLO MESSINA
L’operazione configura delle potenziali criticità sul fronte della concorrenza, probabilmente sul fronte degli sportelli bancari, quasi certamente nel mercato delle polizze Vita, dove Intesa, con Intesa Sanpaolo Assicurazioni, diventerà il primo azionista del suo primo concorrente. Sono dettagli importanti, ma che si possono aggiustare in un secondo momento.
Alcune correzioni sono già state prospettate dal fronte acquirente: la caratterizzazione «di Siena» sembra destinata a restare attaccata alla dicitura «Monte dei Paschi» e palazzo Salimbeni, sede del Monte, potrebbe continuare a essere quartier generale della banca, rinviando un noioso futuro da museo. Dettagli da definire, si vedrà.
Authority
L’attenzione di Intesa, da venerdì prossimo, quando l’assemblea avrà approvato l’aumento di capitale al servizio dell’operazione, si concentrerà sulla fase autorizzativa. I via libera necessari sono molti. Devono esprimersi tutte le autorità di vigilanza, sia a livello nazionale che comunitario. L’iniziale speranza di aprire l’offerta entro ottobre potrebbe scivolare al mese successivo. Ma non è questo il punto. Il centro del problema è come risponderanno i soci del Monte dei Paschi all’offerta di Intesa.
AZIONARIATO DELLE ASSICURAZIONI GENERALI
La scorsa settimana, il presidente Gian Maria Gros-Pietro, si è espresso con toni concilianti e disegnando una prospettiva di felicità per gli azionisti senesi, ma il disegno di Intesa si sovrappone alle due prospettive tracciate da Luigi Lovaglio per Mps.
La doppia ops (senza la «a» che presupporrebbe un contributo cash) su Banco Bpm e Banca Generali si basa su una unità di intenti, volta a creare un polo alternativo a quello che vedrebbe l’attuale Bper alle spalle di Intesa e Unicredit, che viene difficile riconoscere in tutti i protagonisti.
Mps dal canto suo la scorsa settimana ha incassato il via libera al progetto di fusione di Mediobanca e questo potrebbe rendere più oneroso il percorso futuro di Intesa. Il Monte, che riunirà domani, martedì 8, il proprio consiglio di amministrazione, vedrà finalmente completare la composizione dell’organo amministrativo, con l’inserimento di Gianluca Brancadoro e di Alessandro Caltagirone, in sostituzione di Carlo Vivaldi e di Fabrizio Palermo: entrambi hanno ottenuto il via libera dalla Bce, al termine di un percorso inutilmente lungo, tanto più che erano già parte del cda scaduto a primavera.
luigi lovaglio - carlo messina
Tra il voto scontato dell’assemblea di Intesa e quello centrale, decisivo e assolutamente incerto dell’assemblea dei soci di Mps, convocati il 29 ottobre, (....) la parola passa al segreto dell’analisi da parte delle autorità. Ci attendono sette settimane (e mezza) di rumors e bisbigli.



