LO SCAZZO TRA I FRATELLI DEL VECCHIO DIVENTA “INTERNATIONAL” – IL “FINANCIAL TIMES” DEDICA UN ARTICOLO ALLO SCONTRO TRA GLI AZIONISTI DI “DELFIN”, LA HOLDING DA 55 MILIARDI CON PARTECIPAZIONI CRUCIALI IN ESSILUX, GENERALI, UNICREDIT E MPS: “STA LIMITANDO LA CAPACITÀ DI ASSUMERE DECISIONI SUGLI INVESTIMENTI E DI INCIDERE SUI PROCESSI DI CONSOLIDAMENTO IN CORSO NELLA FINANZA ITALIANA” – “LA QUESTIONE CENTRALE È SE RIUSCIRÀ A RICOSTRUIRE UNA GOVERNANCE CAPACE DI ASSUMERE DECISIONI DI LUNGO PERIODO OPPURE SE LE DIVISIONI TRA GLI EREDI PORTERANNO PROGRESSIVAMENTE A UNA SEMPLIFICAZIONE E A UN RIDIMENSIONAMENTO DEL PORTAFOGLIO” (TRADOTTO: SALVERANNO L’IMPERO DI FAMIGLIA O LO DISTRUGGERANNO PER AVIDITÀ?)
(Agenzia_Nova) - La disputa tra gli eredi di Leonardo Del Vecchio sta determinando una situazione di stallo nella governance di Delfin, la holding familiare con un portafoglio da circa 55 miliardi di euro e partecipazioni strategiche in EssilorLuxottica, Generali, UniCredit e Monte dei Paschi di Siena, limitandone la capacità di assumere decisioni sugli investimenti e di incidere sui processi di consolidamento in corso nella finanza italiana. Lo riferisce il quotidiano britannico "Financial Times".
leonardo del vecchio con il figlio leonardo maria
Dopo la morte di Del Vecchio nel 2022, la proprietà della holding è stata suddivisa in otto quote paritarie del 12,5 per cento tra i sei figli, la vedova Nicoletta Zampillo e il figlio di quest'ultima Rocco Basilico; da allora sono emersi contrasti su dividendi, remunerazioni dei dirigenti e futuro del portafoglio.
La situazione si è aggravata lo scorso giugno, quando Leonardo Maria Del Vecchio ha chiesto al consiglio di amministrazione di autorizzare l'acquisto delle quote detenute dai fratelli Luca e Paola per portare la propria partecipazione al 37,5 per cento.
GLI EREDI DI LEONARDO DEL VECCHIO
L'operazione, presentata come un modo per semplificare la struttura proprietaria, ha diviso anche i vertici di Delfin: il presidente Francesco Milleri, che guida anche EssilorLuxottica, l'ha sostenuta, mentre l'amministratore delegato Romolo Bardin si è opposto. La mancata approvazione del consiglio ha di fatto bloccato il progetto.
Le tensioni sono sfociate anche in contenziosi davanti ai tribunali italiani e lussemburghesi. Basilico ha impugnato le delibere relative alla cessione delle quote di Luca e Paola Del Vecchio, mentre Leonardo Maria ha contestato il diritto dello stesso Basilico alla propria partecipazione.
FRANCESCO MILLERI LEONARDO DEL VECCHIO
Quest'ultimo ha sostenuto che lo stallo familiare minaccia il futuro della holding e ha proposto di consentire agli azionisti di uscire attraverso la vendita di parte degli investimenti finanziari, preservando la partecipazione in EssilorLuxottica; Leonardo Maria ha replicato che una simile scelta comprometterebbe l’eredità industriale del padre.
Un altro terreno di confronto riguarda i dividendi: Delfin distribuisce agli otto azionisti soltanto il 10 per cento dei circa 1,5 miliardi di euro di utili annuali. Secondo fonti vicine alla holding, un aumento delle distribuzioni fornirebbe a Leonardo Maria liquidità per sostenere circa un miliardo di euro di debito bancario accumulato per investimenti al di fuori di Delfin, mentre altri eredi considerano la politica dei dividendi parte della più ampia trattativa sugli assetti proprietari.
sara soldati e leonardo maria del vecchio
Lo stallo assume particolare rilevanza mentre prosegue il consolidamento bancario italiano. Delfin possiede il 10 per cento di Generali, quasi il 3 per cento di UniCredit e il 17,5 per cento di Mps, partecipazione acquisita principalmente in cambio della precedente quota in Mediobanca dopo l'acquisizione di quest'ultima da parte della banca senese.
In caso di acquisizione di Mps da parte di Intesa Sanpaolo, Delfin potrebbe ritrovarsi con una quota del 3-4 per cento della maggiore banca italiana; allo stesso tempo, il suo sostegno potrebbe risultare determinante per le alternative che l'amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, sta valutando per contrastare l'offerta.
leonardo del vecchio in fabbrica nel 2015 con il figlio leonardo maria
A complicare ulteriormente il quadro è l'indagine della Procura di Milano che coinvolge Milleri, Lovaglio e l'investitore Francesco Gaetano Caltagirone per presunta manipolazione del mercato e ostacolo all’attività delle autorità di vigilanza in relazione all'acquisizione di Mediobanca da parte di Mps; tutti hanno respinto gli addebiti.
Secondo Alfredo De Massis, professore di imprenditorialità e imprese familiari all'Imd e all’Università di Chieti-Pescara, la paralisi di Delfin ha "importanti ripercussioni sull'intero sistema capitalistico italiano".
La questione centrale, osserva il "Financial Times", è se uno dei maggiori investitori privati italiani riuscirà a ricostruire una governance capace di assumere decisioni di lungo periodo oppure se le divisioni tra gli eredi porteranno progressivamente a una semplificazione e a un ridimensionamento del portafoglio costruito da Leonardo Del Vecchio.
leonardo maria del vecchio
i figli di leonardo del vecchio al funerale del padre
leonardo maria del vecchio laurea honoris causa tor vergata
