SE CROLLA L’INDUSTRIA TEDESCA, SO’ CAZZI ANCHE PER NOI – LA CRISI VERTIGINOSA DEI COLOSSI DELL’AUTO MADE IN GERMANY AVRÀ ENORMI RIPERCUSSIONI SULL’ITALIA: BERLINO È IL NOSTRO PRIMO PARTNER COMMERCIALE PER LA COMPONENTISTICA, E RAPPRESENTA IL 23,9% DELL’IMPORT E IL 20,2% DELL’EXPORT – IL PARADOSSO: L’EXPORT TRICOLORE IN DIREZIONE GERMANIA È AUMENTATO, PERCHÉ LE AZIENDE TEDESCHE SI RIVOLGONO PIÙ AI FORNITORI ITALIANI CHE A QUELLI LOCALI - IL POSSIBILE "MOMENTO NOKIA" DELL'INDUSTRIA CRUCCA DELL'AUTO, TRAVOLTA DALL'ONDATA CINESE...
Estratto dell’articolo di Tonia Mastrobuoni per "la Repubblica"
Ormai è un bollettino di guerra. E gli analisti parlano di "momento Nokia", di un possibile tramonto inesorabile di un intero settore che troppo a lungo ha puntato sul motore a combustione e ha ritardato la rivoluzione elettrica e digitale avviata da oltre un decennio in Cina.
Nell'ultima settimana Mercedes, Volkswagen e la sua controllata Audi hanno annunciato un profit warning sul 2026: i tre colossi dell'auto tedesca non riusciranno a eguagliare neanche i risultati dell'anno scorso. E anche se i 5.500 esuberi volontari ottenuti già da Mercedes hanno abbattuto i costi del 10%, sulle spese del settore continua a gravare la crisi in Medio Oriente, che ha aumentato i costi dei materiali e dell'energia.
Anche l'indotto è scivolato in una crisi nera: il gigante Bosch ha annunciato ad aprile una perdita di 400 milioni nel 2025 e ha dichiarato l'intenzione di tagliare fino a 22mila posti nei prossimi anni.
Il convitato di pietra della mostruosa crisi del cuore dell'industria tedesca continua a essere la Cina, che sta letteralmente espellendo i grandi nomi del made in Germany grazie alla vertiginosa ascesa dei marchi locali come Byd, Geely o Xiaomi.
Nei primi sei mesi del 2026 Mercedes ha venduto lì il 28% di veicoli in meno, l'Audi ha incassato lì appena 73 milioni di euro; un anno fa era stato il quadruplo. Nei primi sei mesi di quest'anno il gruppo Volkswagen […] ha venduto 4,1 milioni di veicoli in Cina, il 6% in meno rispetto al periodo analogo del 2025. I sindacati sono già sulle barricate perché il gigante di Wolfsburg ha raddoppiato il numero degli esuberi programmati nei prossimi anni a 100mila.
Il tracollo dell'auto non può non avere conseguenze sull'Italia. L'Anfia, l'associazione delle aziende della filiera automobilistica ci ricorda che la Germania è il primo partner commerciale dell'Italia per la componentistica.
I tedeschi rappresentano il 23,9% delle importazioni e il 20,2% delle esportazioni. E per i fornitori vale in particolare che a fronte di un import pari a 17,3 miliardi (-1,4%), l'export è aumentato nel 2025 dello 0,3% a 24,7 miliardi. Il saldo è insomma positivo per 7,4 miliardi.
A questo va aggiunto un dato indiretto, ossia le forniture che passano per la Spagna o la Francia prima di finire nelle fabbriche tedesche. Paradossalmente negli ultimi cinque anni l'export italiano della componentistica in direzione Germania è aumentato. […] Se è vero che l'Italia risente della profonda crisi di Vw, Bmw o Mercedes, è anche vero che molte aziende tedesche hanno cominciato a rivolgersi ai fornitori italiani al posto di quelli tedeschi. […]
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