SI MUOVE L’ANTITRUST SUL VERO OBIETTIVO DI TUTTO IL TEATRINO DEL RISIKO, E CIOÈ LE GENERALI – FARO DELL’AUTHORITY SULLE POSSIBILI RICADUTE SUL MERCATO ASSICURATIVO A SEGUITO DELL'EVENTUALE SUCCESSO DELL'OPAS DI INTESA, CHE HA IL 3,1% DI GENERALI, SU MPS CHE COINVOLGE MEDIOBANCA, PROPRIETARIO DEL 13,2% DEL LEONE DI TRIESTE - LE QUOTE DI MERCATO NELLE POLIZZE VITA VEDONO GENERALI 16,5%, INTESA 15,2% - LA RISPOSTA DI INTESA: I CONSULENTI DI CARLO MESSINA HANNO PUNTUALIZZATO L'IMPEGNO A NON STIPULARE PATTI, ESCLUDENDO QUALUNQUE FORMA DI CONTROLLO E CHE LA PARTECIPAZIONE DETENUTA TRAMITE MEDIOBANCA, È PURAMENTE FINANZIARIA...
Rosario Dimito per “La Stampa” - estratti
LUIGI LOVAGLIO E CARLO MESSINA
Dai tempi della fusione Sai-Fondiaria (2002-2003), quando l'Antitrust scoprì il controllo di fatto di Mediobanca su Generali, passando dal 2006, anno della fusione Intesa-Sanpaolo Imi, all'anno dopo (Unicredit-Capitalia), al salvataggio del 2012 del gruppo Premafin da parte di Unipol, tutte le volte che le manovre finanziarie e bancarie sfiorano il Leone, l'Agcm è intervenuto senza indugio.
E lo sta facendo anche da alcune settimane, accendendo un faro sui possibili riflessi dell'Opas di Intesa Sanpaolo su Mps che coinvolge Mediobanca, proprietario del 13,2% di Generali. La ricognizione, secondo quanto ricostruito da La Stampa, è in corso e dalla prossima settimana potrebbe coinvolgere anche l'Ivass a cui Agcm chiederà un parere sugli equilibri della concentrazione destinato ad arrivare dopo 30 giorni.
luigi lovaglio come tom cruise
Si tratta di una verifica di routine ma in Italia tutte le volte che le manovre si incrociano con il Leone, si alza l'attesa. No comment di Intesa. Il faro dell'Authority ….. riguarda gli accertamenti sulle possibili ricadute sul mercato assicurativo a seguito dell'eventuale successo dell'Opas, con Intesa che ha il 3,1% di Generali a cui potrebbe aggiungersi il 13% di Mediobanca. Le quote di mercato nel ramo vita vedono Generali 16,5%, Poste vita 15,4%, Intesa 15,2%.
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philippe donnet agorai innovation hub
La risposta di Intesa: l'acquisto sarebbe servito a blindare la posizione della banca e a disinnescare la disciplina sulle partecipazioni incrociate. Il timore era che Trieste potesse anticipare l'acquisto di una quota del 2% di Intesa, replicando la contromossa già utilizzata nel 2016 per contrastare la precedente avanzata di Messina sulla compagnia.
Una mossa che avrebbe congelato il diritto di voto della banca anche sulla partecipazione a Trieste detenuta attraverso Mediobanca. Nella risposta i consulenti di Carlo Messina hanno puntualizzato l'impegno a non stipulare patti, escludendo qualunque forma di controllo e che la partecipazione detenuta tramite Piazzetta Cuccia, è puramente finanziaria.
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L'attenzione degli uffici dell'Authority è sostenuta dal timore che la partecipazione aggregata dal 16% possa salire attorno al 20%, livello che farebbe scattare l'allerta di Ivass. E l'Agcm, a Opas conclusa, potrebbe subito richiedere la vendita del 3%, per riportare l'influenza in continuità.
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Comunque Generali resta ancora oggi la pedina più sensibile. Attorno al Leone si concentrano gli interessi di alcuni dei principali protagonisti del grande risiko in corso dove c'è un intreccio di interessi: Intesa, Unicredit (9,9%), Caltagirone (6,3%), Delfin (10,1%) ed Edizione (4,9%).
Per le Autorità si annuncia un lavoro complesso. Sullo sfondo resta la variabile giudiziaria, che sta seguendo la situazione. Il sentiero, per citare il poeta argentino Jorge Luis Borges, autore de "Giardino dei sentieri che si biforcano", continua a sdoppiarsi. E ogni strada porta a Generali.
Lovaglio
Luigi Lovaglio
Saverio Valentino presidente Antitrust 23
sede antitrust roma
luigi lovaglio - carlo messina

