UNA SPY STORY NELLA SILICON VALLEY – APPLE HA DEPOSITATO NUOVI DOCUMENTI NELL'AMBITO DELLA CAUSA PER APPROPRIAZIONE INDEBITA DI SEGRETI COMMERCIALI INTENTATA CONTRO OPENAI LO SCORSO LUGLIO – SECONDO L’ACCUSA, CHANG LIU, EX INGEGNERE DELLA “MELA”, DOPO LA SUA ASSUNZIONE IN OPENAI AVREBBE EFFETTUATO L'ACCESSO AGLI ARCHIVI CLOUD DI APPLE, SCARICANDO DECINE DI FILE CONFIDENZIALI, TRA CUI SCHEMI DI CIRCUITI – L’AGENZIA REUTERS: “APPLE AFFERMA CHE CHANG LIU HA ADDESTRATO UN AGENTE DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE UTILIZZANDO INFORMAZIONI...”
(ANSA) - MILANO, 02 SET - Apple ha depositato nuovi elementi probatori nell'ambito della causa per appropriazione indebita di segreti commerciali intentata contro OpenAI a luglio. La documentazione, ripresa da Reuters online, fornisce ulteriori dettagli sulle presunte attività illecite condotte da ex dipendenti dell'azienda passati alla società di intelligenza artificiale.
Al centro delle recenti contestazioni c'è Chang Liu, ex ingegnere di Apple. Le indagini forensi condotte su un computer portatile utilizzato da Liu successivamente al suo ingresso in OpenAI indicano che l'uomo avrebbe effettuato l'accesso agli archivi cloud di Apple, scaricando decine di file confidenziali, tra cui schemi di circuiti.
"Apple afferma che Chang Liu ha addestrato un agente di intelligenza artificiale utilizzando informazioni proprietarie nel marzo del 2026", riporta la testata. La Mela sostiene che tali documenti siano stati impiegati da Liu anche per condurre simulazioni hardware per conto del suo nuovo datore di lavoro.
L'accusa evidenzia inoltre un presunto tentativo di occultamento delle prove. Secondo i legali di Cupertino, una volta appreso di essere oggetto di un'indagine interna, Liu avrebbe dato istruzioni a un collega di OpenAI per effettuare il ripristino dei dispositivi forniti da Apple, con l'intento di cancellare le tracce dai terminali.
Le nuove accuse si inseriscono in un'azione legale più ampia in cui Apple ha recentemente esteso il raggio delle proprie rivendicazioni, coinvolgendo un totale di 11 ex dipendenti accusati di aver trasferito segreti industriali per favorire il nuovo business hardware di OpenAI. L'azienda guidata da Sam Altman ha respinto ogni addebito, definendo le accuse infondate.


