STREAMING SÌ, MA NON A TUTTI I COSTI! - I CONSUMATORI SI SONO ROTTI I COJONI DI ESSERE SPENNATI DALLE PIATTAFORME DI STREAMING E CANCELLANO GLI ABBONAMENTI, SEMPRE PIU' CARI: NEGLI USA, IL 39% DEGLI ABBONATI HA DISDETTO ALMENO UNA SOTTOSCRIZIONE NEGLI ULTIMI SEI MESI E, IN EUROPA, LA PREVISIONE È SIMILE - TUTTI I RINCARI: NETFLIX, A OTTOBRE 2021, CHIEDEVA 12,99 EURO. DA OTTOBRE 2024 NE CHIEDE 13,99 - DISNEY+ COSTA FINO A 15,99 EURO, CONTRO I 6,99 DI MARZO 2020 - DAZN COSTAVA 29,99 EURO AL MESE NEL 2022. OGGI IL MENSILE SI SOTTOSCRIVE A 46,99 EURO - GLI ITALIANI SONO GIA' STRITOLATI DAI RINCARI DI BOLLETTE E CIBO: LE SPESE PER LO STREAMING SARANNO LE PRIME A ESSERE TAGLIATE...
Estratto dell'articolo di Sara Tirrito per "la Stampa"
Guardare film e serie costa sempre di più. In Italia, dal 2020 - anno del boom dovuto alla pandemia - a oggi, i prezzi delle principali piattaforme sono cresciuti e le aziende continuano a proporre tariffe più basse solo con l'aggiunta di pubblicità.
Gli analisti americani hanno battezzato il fenomeno "streamflation", dalla fusione tra streaming e inflation, un aumento progressivo degli abbonamenti che corre quasi più rapido di quello dei prezzi in generale. [...]
Nella prima fase molti operatori sono entrati con offerte attorno ai cinque dollari. «Ma i servizi - spiega Marco Gambaro, professore associato all'Università di Milano ed esperto di Media management - erano troppi per la domanda, perché una famiglia non può avere abbonamenti a sei o sette piattaforme». Inoltre «i ricavi da abbonamenti non sono mai stati del tutto sufficienti a coprire le spese», aggiunge Francesco Siliato, fondatore dello studio di rilevazioni Frasi.
PUBBLICITA NEI SERVIZI STREAMING
Per fare qualche esempio, Netflix, che da ottobre 2021 chiedeva 12,99 euro per il piano Standard, da ottobre 2024 ne chiede 13,99 e ha portato il piano con pubblicità da 5,49 a 6,99 euro. Disney+ Premium costa fino a 15,99 euro da settembre 2025, contro i 6,99 del lancio nel marzo 2020, prezzo oggi valido con pubblicità.
Amazon ha alzato Prime da 36 a 49,90 euro l'anno nel 2022 e chiede 1,99 euro al mese in più per eliminare gli spot da Prime Video. I rincari non risparmiano lo sport. Il piano base di Dazn costava 29,99 euro al mese nel 2022, oggi il Full mensile senza vincoli si sottoscrive a 46,99 euro.
NETFLIX - DISNEY+ - HBO MAX - APPLE TV - AMAZON PRIME VIDEO
I grandi del settore puntano sul loro potere di mercato, i piccoli invece stanno provando a diventare sostenibili. E lo sport, spiega Gambaro, fa scuola a sé. «Ha una domanda molto rigida, perché chi lo vuole vedere è appassionato e sopporta gli aumenti. A mio parere, però, i prezzi sono ora troppo alti.
Sul calcio c'è anche una generale sopravvalutazione dei diritti. Chi entra nel mercato, come Dazn all'inizio, accetta contratti molto alti e poi si trova in un cul de sac, deve alzare i prezzi, ma la domanda risponderà solo in parte». Secondo un'indagine di Investing, fino al 39% degli abbonati negli Stati Uniti ha disdetto almeno una sottoscrizione negli ultimi sei mesi, e la prospettiva europea non è molto diversa.
PUBBLICITA NEI SERVIZI STREAMING
«L'economia di guerra e l'inflazione elevata costringeranno le famiglie a scegliere - spiega Siliato -, né è prevedibile una crescita ulteriore degli abbonamenti».
Alle piattaforme restano altre vie: «La pubblicità, l'abbattimento dei costi di produzione, con possibile riduzione della qualità, la concentrazione con acquisizioni e accordi», dice Siliato.
Per ora, sul piano internazionale, gli abbonamenti crescono. Netflix è passata da 230,75 milioni a fine 2022 a oltre 325 milioni a fine 2025, Warner Bros. Discovery da 96,1 a 131,6 milioni nel 2025. Ma le cifre oggi sono dichiarate dalle società con criteri non sempre paragonabili. In Italia poche piattaforme pubblicano gli abbonati nazionali. Agcom misura gli utenti unici mensili delle piattaforme a pagamento: 14,9 milioni nel dicembre 2022, 15,1 nel dicembre 2023, senza smart tv. [...]



