“TASSARE I GRANDI PATRIMONI AIUTA LA DESTRA SCIOVINISTA” – L'ECONOMISTA GIULIO SAPELLI STRONCA L’IPOTESI DEI SINISTRATI DI UN’IMPOSTA PROGRESSIVA SUI PAPERONI: “IN UNA FASE STORICA DOVE STIAMO ASSISTENDO AL NEONAZIONALISMO CONTRO GLI IMMIGRATI, POPULISTA, FOMENTATO DALLE DIFFERENZE DI CLASSE, LE RIFORME CHE AGISCONO SULLE TASSE SONO ERRONEE” – “AL POSTO DI AUMENTARE LE TASSE, SERVONO INVESTIMENTI PUBBLICI, ANCHE A COSTO DI SFORARE UN PO' IL DEFICIT. DOBBIAMO SEMPRE RICORDARE CHE ESISTE DEBITO SANO E DEBITO INSANO, COME CI HA RAMMENTATO MARIO DRAGHI...”
Estratto dell’articolo di Giovanni Turi per “La Stampa”
«La proposta di Gianrico Carofiglio mi lascia perplesso. Tassare i grandi patrimoni è una strada sbagliata da intraprendere. Anche perché la conseguenza principale è spaventare il ceto medio del Paese».
L'economista Giulio Sapelli dice la sua dopo l'idea lanciata dallo scrittore ed ex magistrato sulle colonne de La Stampa per assottigliare le disuguaglianze sociali. Ovverosia, un'imposta progressiva sui Paperoni con un'aliquota dell'1% sulla parte tra i 10 e i 100 milioni di euro, oltre a un'altra del 2% soltanto sulla parte sopra i 100 milioni. […]
Perché la proposta non la convince?
«Credo che in una fase storica dove stiamo assistendo al neonazionalismo contro gli immigrati, populista, fomentato dalle differenze di classe, dalla disgregazione del ceto medio e di ciò che resta della classe operaia, le riforme che agiscono sulle tasse siano erronee. Per quanto possano trovare riscontro positivo in una parte dell'elettorato di centrosinistra, alimentano questa destra sciovinista che sta prendendo il sopravvento in Europa, compresa la propaganda di Roberto Vannacci».
Però, potrebbe iniettare circa 70 miliardi nelle casse pubbliche statali…
«Su questo non ci piove. Tuttavia, preferirei delle misure che agiscano sul diritto di proprietà piuttosto che incentivare imposte patrimoniali. Proposte da sinistra di classe, non alla Pierre-Joseph Proudhon. Il nostro riferimento deve essere il Piano Ina-Casa voluto da Amintore Fanfani (il programma statale per l'edilizia residenziale pubblica, partito nel 1949 e attivo fino al 1963, ndr): creare più alloggi comunali e spingere su leggi anti-Airbnb tramite un ente pubblico».
Una misura più attuale?
«Prenderei spunto dal programma della Die Linke che ha vinto a Berlino: accessibilità e socializzazione dei grandi patrimoni immobiliari, un principio agganciato all'articolo 15 della Costituzione tedesca.
Un intervento che non significa nazionalizzare, ma trasferire sotto un controllo pubblico, comunale, gli immobili in mano alle grandi società per sventare speculazioni e garantire prezzi equi degli affitti».
[…]
Il ritorno della mano pubblica, insomma?
«Al posto di aumentare le tasse, servono investimenti pubblici, anche a costo di sforare un po' il deficit. Dobbiamo sempre ricordare che esiste debito sano e debito insano, come ci ha rammentato a suo tempo l'ex presidente del Consiglio, Mario Draghi».
E tassare i cosiddetti extra-profitti di banche e big oil, come chiede il vice premier Matteo Salvini?
«Idea del tutto fallace, specialmente perché non esistono gli extra-profitti, ma solo i profitti di un'azienda».
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Il modello di economia del benessere dell'Ue è in crisi?
«L'Unione europea è liberista e liberale, non è una organizzazione ispirata alla dottrina sociale cattolica o a quella socialista. Ormai la visione mercantilistica si è consolidata in tutto e per tutto: basti vedere lo svuotamento della Confederazione europea dei sindacati».
imposta patrimoniale
emergenza abitativa 3




