TASSO IN CULO – L’AUMENTO DEI TASSI D’INTERESSE DECISO DALLA BCE SI TRADURRÀ IN UN RINCARO MEDIO DEI MUTUI PER LA CASA DEL 3% – UN FINANZIAMENTO STANDARD DA 140 MILA EURO A VENT’ANNI SU UN IMMOBILE DA 200 MILA EURO PASSERÀ DA 762 A 780 EURO AL MESE. E LA STESSA RATA SI AVVICINERÀ AGLI 800 EURO ENTRO DICEMBRE, QUANDO L’ISTITUTO GUIDATO DA CHRISTINE LAGARDE DOVREBBE PROSEGUIRE LA LOTTA ALL’INFLAZIONE CON UN NUOVO RIALZO DEL COSTO DEL DENARO…
Estratto dell’articolo di Vito Lops per “Il Sole 24 Ore”
Nuovo rialzo per le rate dei mutui variabili in Italia. La stretta della Bce – già scontata dal mercato – renderà mediamente più cara la prossima rata del 3%: il che vuol dire che un mutuo standard da 140mila euro a 20 anni su un immobile da 200mila euro passerà da 762 a 780 euro.
Le elaborazioni di MutuiOnline.it si portano avanti e già indicano che la stessa rata si avvicinerà agli 800 euro entro dicembre, quando l’istituto guidato da Christine Lagarde dovrebbe proseguire la lotta all’inflazione con un nuovo rialzo.
CHRISTINE LAGARDE AL WORLD ECONOMIC FORUM DI DAVOS - FOTO LAPRESSE
[...] Allo stesso tempo, per tutti coloro che invece dovranno stipulare un nuovo mutuo, la scelta tra fisso e variabile diventa ancora più impegnativa. In questo momento, tra promozioni e mutui green, sono sul mercato diverse offerte con un tasso fisso inferiore al 3,5%. Il che sembra un paradosso perché gli indici Eurirs (che sono il punto di partenza per determinare, una volta sommato lo spread deciso dalla banca, il costo finale del prestito ipotecario) sono più alti (3,59% la scadenza a 20 anni).
Questo vuol dire che molte banche, ragionando solo sulla singola operazione di mutuo, stanno di fatto erogando mutui sotto-costo, a vantaggio del mercato e della domanda. Una divergenza che non potrà durare per sempre.
È quindi lecito ipotizzare che se le tensioni sulle materie prime proseguiranno, con a cascata rialzi dei rendimenti sui mercati obbligazionari e poi degli indici Eurirs, nei prossimi mesi i mutui a tasso fisso potrebbero infrangere la barriera del 4%, mentre i tassi variabili potrebbero spingersi oltre il 3,5%. [...]
Al di là dell’amletico duello tra fisso e variabile, quel che sembra però ormai scontato è che il nuovo mondo poggia su basi diverse rispetto al recente passato, caratterizzato da mutui a tassi estremamente favorevoli (fino al 2021 si stipulavano fissi a 30 anni sotto l’1%), con il paradosso in alcuni casi – come ad esempio in Danimarca – di mutui collocati addirittura a tassi negativi.
CHRISTINE LAGARDE E DONALD TRUMP
La nuova parentesi storica, tra tensioni geopolitiche, riarmo e aumenti dei costi energetici per finanziare la costruzione delle infrastrutture Ai, ha le carte per essere più inflazionistica e quindi più cara, se non altro in termini nominali, per i nuovi mutui. [...]


