TRUMP CREA IL CAOS, IL DRAGONE FA CASSA – PECHINO HA CAPITALIZZATO LA GUERRA COMMERCIALE SCATENATA DAL COATTO DELLA CASA BIANCA RAFFORZANDO L’INTERSCAMBIO CON L’AFRICA: XI JINPING HA UFFICIALIZZATO L’ESTENSIONE A 53 PAESI AFRICANI DELLA SUA POLITICA “TARIFFE-ZERO”, RIMUOVENDO AL 100% LE BARRIERE TARIFFARIE E INCLUDENDO NEL “PACCHETTO” BIG COME NIGERIA, KENYA E SUDAFRICA – NEL 2025 I FLUSSI COMMERCIALI FRA AFRICA E CINA SONO CRESCIUTI FINO A 348 MILIARDI DI DOLLARI (+17,7%)…
Estratto dell’articolo di Alberto Magnani per “Il Sole 24 Ore”
Il Sudafrica, l’economia più industrializzata del continente, aveva vissuto come un incubo la doppia doccia gelida dagli Usa: il mancato rinnovo dell’accordo commerciale African Growth and Opportunity Act (Agoa) e la batosta di dazi record al 30%. Ora l’Agoa è stato riattivato annualmente e le tariffe si sono sgonfiate fra il 10% e 15%.
Ma Pretoria guarda già altrove, nella direzione avversata da Washington: la Cina. Pechino ha capitalizzato la guerra commerciale scatenata da Donald Trump con interventi per irrobustire un interscambio con l’Africa già nell’ordine delle centinaia di miliardi di dollari. [...]
A metà mese il leader Xi Jinping ha ufficializzato l’estensione a 53 Paesi africani della sua politica zero-tariff, dazi zero, rimuovendo al 100% le barriere tariffarie e includendo nel pacchetto big locali come Nigeria, Kenya e Sudafrica. A restare fuori è il minuscolo regno di eSwatini, “reo” di rapporti diplomatici con Taiwan ed estromesso dalla manovra tariffaria di Pechino.
I flussi commerciali fra Africa e Cina si sono attestati nel 2025 intorno ai 348 miliardi di dollari (+17,7%), con un dislivello fra 225 miliardi di dollari di export cinese (+25,8% sul 2024) e i più di 123 miliardi di dollari di esportazioni africane in Cina (+5,4%). Pechino attinge alle economie continentali soprattutto per il suo fabbisogno minerario ed energetico, vendendo prodotti che vanno dai macchinari ai dispositivi elettronici. [...]
la colonizzazione cinese in africa
donald trump e xi jinping meme by edoardo baraldi

