TRUMP, IL FLAGELLO DEI MERCATI – L’ATTACCO DI USA E ISRAELE ALL’IRAN FA PRECIPITARE LE BORSE MONDIALI, PER I TIMORI DI UN NUOVO SHOCK ENERGETICO – IN PROFONDO ROSSO I LISTINI EUROPEI, CON PIAZZA AFFARI CHE CHIUDE A -2% E BRUCIA OLTRE 17 MILIARDI DI CAPITALIZZAZIONE – VOLA IL PREZZO DEL GAS DOPO LO STOP AL GNL DAL QATAR: AD AMSTERDAM IL FUTURE DI RIFERIMENTO È AUMENTATO DEL 50%, A 46 EURO AL MEGAWATTORA – SCHIZZA IN ALTO ANCHE IL PETROLIO, CON IL BRENT VICINO AGLI 80 DOLLARI. E GLI ESPERTI IPOTIZZANO IL BARILE A QUOTA 100 DOLLARI NEL GIRO DI POCO TEMPO, SE IL CONFLITTO DOVESSE PROLUNGARSI – WALL STREET APRE IN NEGATIVO...
Estratto dell’articolo di Enrico Miele e Stefania Blasioli per www.ilsole24ore.com
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La guerra in Medio Oriente travolge anche i mercati azionari, che chiudono in profondo rosso e vedono schizzare al rialzo le quotazioni di gas, petrolio e dollaro. Non fa eccezione il Ftse Mib che chiude a -2% e brucia in una sola seduta oltre 17 miliardi di capitalizzazione.
La paura di un nuovo shock energetico – il terzo in pochi anni dopo il Covid (nel 2020) e invasione russa dell’Ucraina (2022) – per gli analisti potrebbe infatti tradursi in una nuova fiammata inflazionista, mandano all’aria le previsioni fatte fin qui di un taglio dei tassi da parte di Fed e Bce (che anzi potrebbero ritoccarli al rialzo).
Ma il 'lunedì nero' dei listini azionari deve fare i conti soprattutto con il rischio di blocco per le catene di approvvigionamento energetico e, di conseguenza, la tenuta dell'economia globale, considerando gli enormi flussi di greggio e Gnl che passano via nave tramite lo stretto di Hormuz.
Tanto che alcuni osservatori già ipotizzano il barile a quota 100 dollari nel giro di poco tempo se il conflitto dovesse prolungarsi, nonostante l’aumento della produzione dell’Opec+. Parallelamente, l'interruzione dei trasporti aerei (la più grande registrata a livello globale con 19mila voli ritardati e oltre 2.600 cancellati) sta pesando sulle compagnie del settore: tra le altre, sono in forte ribasso Deutsche Lufthansa -5,09% e Air France-Klm -9,53% che hanno sospeso le tratte verso il Medio Oriente.
Wall Street in deciso ribasso, occhi al conflitto in Medio Oriente
PRODUZIONE DI PETROLIO IN IRAN
Indici in deciso ribasso anche a Wall Street, dopo l'attacco all'Iran da parte di Stati Uniti e Israele nel fine settimana. L'indice Vix sulla volatilità ha raggiunto i livelli più alti del 2026. Il presidente Donald Trump ha dichiarato alla Cnbc che le operazioni militari statunitensi in Iran procedono più veloci rispetto al previsto, ma gli investitori sono preoccupati per un conflitto prolungato, nonostante le dichiarazioni.
«Il rischio di un conflitto prolungato è più alto che nel 2024 o nel 2025, anche se non prevediamo un'escalation di questa guerra al punto da cambiare drasticamente le prospettive degli Stati Uniti», ha affermato Ajay Rajadhyaksha di Barclays, in una nota riportata dalla Cnbc. Sull'azionario, a beneficiare di questa situazione sono i titoli energetici e del settore difesa: bene Northrop Grumman +5,96% , Rtx Corp +7,48% , Lockheed Martin, Exxon Mobil +3,61% e Chevron +4,24%
Giù industriali e banche, acquisti su petroliferi e difesa
BOMBARDAMENTI AMERICANI SU TEHERAN
I timori per la tenuta dell'economia globale, alla luce del blocco delle catene di approvvigionamento dell'energia, colpiscono i titoli industriali e le banche, mentre guadagnano terreno in controtendenza quelli della difesa e i petroliferi, trainati dal rally del prezzo del greggio.
Tra i principali titoli milanesi perdono così quota Stellantis -7,00% , Unipol -4,48% , Bper Banca -3,91% , Mediobanca -2,57% , Brunello Cucinelli -4,56% e Intesa Sanpaolo -3,53% . Nel Ftse Mib sono invece ampiamente sopra la parità solamente Leonardo +2,67% , Eni +3,35% , Fincantieri +0,13% , Tenaris +0,95% e Italgas +1,09% .
Petrolio in volata, strappa anche il gas a +50%
L'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran e la conseguente decisione delle petroliere di evitare il passaggio nello stretto di Hormuz mettono le ali al prezzo del petrolio nonostante l'aumento superiore alle attese della produzione in aprile annunciato dai paesi dell'Opec+. Il future di aprile del Wti balza del 7% a ridosso dei 72 dollari, mentre il contatto per maggio del Brent sale di oltre l'8% verso gli 80 dollari.
Venerdì in chiusura i contratti di riferimento viaggiavano rispettivamente a 66,6 e 72,5 dollari. Dallo stretto di Hormuz transita circa un quinto del petrolio consumato a livello globale, il 38% del quale è destinato al mercato cinese (il 3% all'Europa), oltre che il gas liquefatto del Qatar (un quinto di export globale).
raffineria di petrolio colpita da israele in iran
La crisi in Medio Oriente mette così le ali anche al gas naturale: sulla piattaforma Ttf di Amsterdam il future di riferimento vola del 50% a 46 euro al megawattora. In particolare, la materia prima ha accelerato dopo la notizia dello stop alla produzione di gnl qatarino a seguito di danni provocati da droni iraniani a un impianto. [...]
navi nello stretto di hormuz 3
PRODUZIONE DI PETROLIO IN IRAN


