IL VERO GOLDEN POWER LO METTE LA BCE: FRANCOFORTE FRENA L’ASSALTO DI CREDIT AGRICOLE A BPM – LA BANCA CENTRALE EUROPEA, CHE DEVE ANCORA DARE IL VIA LIBERA ALLA “BANQUE VERTE” PER SALIRE SOPRA IL 20% DELL’ISTITUTO ITALIANO, ORDINERÀ AI FRANCESI DI LIMITARE A SETTE I RAPPRESENANTI IN CDA – LA MOSSA SERVE A LIMITARE I CONFLITTI DI INTERESSE IN VISTA DEL RINNOVO DEL BOARD DI APRILE – CREDIT AGRICOLE HA LA STRADA SPIANATA SULL’EX POPOLARE DI MILANO DOPO LO STOP DEL GOVERNO MELONI A UNICREDIT TRAMITE GOLDEN POWER (HA BLOCCATO L’ACQUISIZIONE DI BPM DA PARTE DI UNA BANCA ITALIANA, REGALANDOLA DI FATTO A UNA FRANCESE...)
Estratto dell’articolo di Giuliano Balestreri per “La Stampa”
Il Crédit Agricole non potrà prendere il controllo del consiglio d'amministrazione di Banco Bpm. Meglio: se volesse farlo dovrebbe lanciare un'Opa. Una strada che dovrebbe avere il via libera del governo che ha inserito risparmio gestito, banche, finanza e assicurazioni tra i settori di interesse nazionale.
Prima di arrivare davanti a un eventuale Golden power, però, la strada è lunga. Più nell'immediato a Parigi aspettano il via libera della Bce per salire sopra il 20% del capitale di Piazza Meda, consolidare fiscalmente la banca italiana e giocare un ruolo attivo nel risiko finanziario.
L'autorizzazione da Francoforte è attesa a breve, ma come sottolineano diverse fonti finanziarie dovrebbe contenere una serie di limitazioni per la Banque verte proprio in termini di governance. In particolare, i francesi dovranno limitare a sette i propri rappresentanti nel consiglio d'amministrazione del Banco Bpm in vista del suo rinnovo ad aprile.
Paletti nati dalla necessità di evitare un'acquisizione de facto dell'istituto italiano e limitare i potenziali conflitti di interesse visto che i due gruppi condividono la presenza in alcuni territori e aree di business. Di conseguenza il primo azionista non potrà presentare una lista di maggioranza per il cda che - tradizionalmente - è composto da 15 amministratori.
A cavallo di metà gennaio, il cda del Banco dovrebbe riunirsi per definire il percorso della lista del consiglio, in quello che - di conseguenza - sarà un primo test sui rapporti con Parigi. A dicembre, l'amministratore delegato Giuseppe Castagna aveva dichiarato alla commissione d'inchiesta sul sistema bancario che - al momento - il gruppo francese «non ha manifestato né a Bce né a noi, né a livello istituzionale alcuna volontà di acquisizione» del Banco.
Anche per questo da più parti si sottolinea come l'esecutivo non abbia alcuna preclusione nei confronti di Crédit Agricole: non solo ne apprezza il modello di credito cooperativo che ben si sposa con Banco Bpm, ma, ancora di più, riconosce ai francesi di usare bene la diplomazia e di avere grande attenzione verso l'Italia.
giampiero maioli credit agricole
[...] Di certo, la partecipazione francese avrà un peso decisivo: a fine anno si è assottigliato sotto il 6% del capitale di Banco Bpm il patto di consultazione che riunisce fondazioni ed enti previdenziali azionisti dopo la riduzione della quota di CariLucca.
Poi, con l'entrata in vigore del nuovo Tuf e il ritorno della soglia d'Opa al 30%, i francesi potrebbero salire fino al 29,9 [...].




