LE VITTIME COLLATERALI DEL RISIKO: LE FILIALI BANCARIE – NELLA SOLA PROVINCIA DI MILANO SI SONO DIMEZZATE IN DIECI ANNI, PASSANDO DA ESSERE 1747 A 999 – COLPA DELL’HOME BANKING MA ANCHE DELLE OPERAZIONI DI FUSIONE: OGNI ACQUISIZIONE PORTA CON SÉ UNA INEVITABILE “RAZIONALIZZAZIONE” DI STRUTTURE E PERSONALE – CI SONO CONSEGUENZE ANCHE IMMOBILIARI: GLI SPAZI ENORMI DELLE BANCHE SONO DIFFICILI DA RICOLLOCARE SUL MERCATO, TANTO CHE I PREZZI SONO BASSI
Estratto dell’articolo di Gino Pagliuca per www.corriere.it
Milano si prepara a vedere nel giro di pochi mesi decine di serrande abbassate. Sono quelle delle filiali bancarie destinate a chiudere. Certamente il fatto che l’operatività di una parte della clientela è quasi completamente on line ha un suo peso anche se per chi ha un’attività commerciale il rapporto diretto con la filiale rimane insostituibile, basta pensare al deposito giornaliero dei contanti.
Ma ad accelerare un fenomeno già in atto ormai da anni c’è il cosiddetto risiko bancario. Ogni operazione di acquisizione e di fusione porta con sé la «razionalizzazione» di strutture e personale, e tra queste, inevitabile, la chiusura di filiali.
Per citare qualche numero: secondo i dati ufficiali della Banca d’Italia in provincia di Milano 10 anni fa le banche operanti erano 113 e le filiali 1747, ora le banche sono 92 e le filiali 999.
Per avere un’idea di che cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi possono risultare utili altre cifre, quelle delle filiali in città degli istituti protagonisti del risiko in corso e di quelli che a breve potrebbero diventarlo.
Secondo Tuttitalia.it, con dati aggiornati al 22 giugno scorso, Intesa a Milano ha 71 sportelli, Bper, che verosimilmente non ha ancora concluso la razionalizzazione delle filiali acquisite da Popolare di Sondrio e che potrebbe ricevere da Intesa alcuni sportelli del Monte dei Paschi ha 58 sportelli, mentre la banca senese ne ha 21; 75 ne ha Bpm, che a questo punto recita due parti in commedia perché punta a sua volta ad acquisire Monte Paschi ma potrebbe diventare preda di Crédit Agricole (36 sportelli) o di Unicredit (64).
Il problema è che le filiali bancarie sono immobili molto particolari, sono medio grandi e hanno spesso spazi sotterranei a loro volta di dimensione ingente, soprattutto se hanno il caveau e richiedono lavori di ristrutturazione importanti. […] Proprio le particolarità di questi immobili rendono problematica la loro vendita e i prezzi in offerta sono piuttosto bassi se rapportati ai valori standard di Milano.
Ad esempio il Gruppo Intesa in città ora ha in vendita sei ex filiali, la più ampia è in via Ciro Menotti 21 al prezzo di 1.550.000 euro. Sono 654 metri, c’è il caveau e anche due box, tipologia che in quella zona ha un valore non indifferente.
A poco più di un milione di euro sono in vendita 600 metri quadrati in via Padova 175. Probabilmente è più facile da riciclare una ex filiale di soli 134 metri in vendita a 400mila euro in via Lomellina. Unicredit vende in viale Monza, nei pressi della fermata Rovereto della linea rossa 500 metri a 1.094.700 euro. In via Ornato Credit Agricole vuole riaffittare una ex filiale del Credito Valtellinese oggi occupata da un negozio di casalinghi.
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