LA VOCE DEI MERCATI – LA BORSA PUNISCE LA DOPPIA OFFERTA DI SCAMBIO SU BANCO BPM E BANCA GENERALI PROPOSTA DALL’AD DI MONTEPASCHI, LUIGI LOVAGLIO: BPM (-0,5%), MPS (-1,30%) E BANCA GENERALI (-2%) – INTESA SANPAOLO VA AVANTI CON L’OPAS DA 30,6 MILIARDI SU SIENA E VALUTA UN ESPOSTO ALLA CONSOB PER “OSSERVAZIONI E CONSIDERAZIONI A TUTELA DELL’INTEGRITÀ DEL MERCATO E DELLA CORRETTA INFORMAZIONE A TUTTI GLI AZIONISTI” – DI CERTO IL MERCATO HA ESPRESSO UN PRIMO GIUDIZIO: IL VALORE DELL’OPAS DI INTESA È ANDATA A PREMIO DI CIRCA IL 2%...
Estratto dell’articolo di Andrea Rinaldi e Daniela Polizzi per il “Corriere della Sera”
Luigi Lovaglio dettaglia la doppia offerta di scambio su Banco Bpm e Banca Generali e la Borsa la punisce: Banco Bpm (-0,5%), la stessa Mps (-1,30%) e Banca Generali (-2%), il cui cda ieri «ha preso atto» dell’offerta, che «non è stata sollecitata né preventivamente concordata», e «si esprimerà con le tempistiche e secondo le modalità previste dalla legge».
Il banchiere senese ha presentato al mercato due offerte di scambio contestuali e separate per sfuggire all’Opas da 30,6 miliardi di Intesa Sanpaolo: quella sul Banco con un controvalore di circa 25,3 miliardi e quella su Banca Generali di circa 8,72 miliardi.
luigi lovaglio come tom cruise
Per la prima, il rapporto di cambio è fissato in 1,567 azioni Mps di nuova emissione per ciascuna azione Banco Bpm, con un prezzo pari a 16,729 euro per azione e nessun premio; per la seconda il cambio è 6,958 azioni Mps di nuova emissione per ogni azione Banca Generali, con un prezzo d’offerta di 74,284 euro per azione e un premio del 10%.
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Si verrebbe a creare il famoso terzo polo italiano, «avrebbe una capitalizzazione di mercato di circa 80 miliardi, posizionandosi tra le prime dieci banche europee e al secondo posto in Italia per crediti alla clientela e rete di sportelli». Con oltre 810 miliardi in asset totali, un bilancio pro forma pari a circa 466 miliardi, 245 miliardi di impieghi, una raccolta diretta di 315 miliardi e 2.915 filiali.
luigi lovaglio - carlo messina
Se l’operazione andasse in porto Crédit Agricole (29,3% di Bpm) avrebbe il 10-11%, Delfin il 9%, Generali il 6,4% e Caltagirone circa il 6%. Il piano prevede inoltre la distribuzione di 4 miliardi agli azionisti Mps: un miliardo in cassa, 3 in titoli Generali, somma che corrisponde a circa il 4,5% del capitale del Leone. Generali sembra non opporsi in linea di principio all’offerta per Banca Generali e la analizzerà «attentamente e senza pregiudizio».
Intesa Sanpaolo intanto, va avanti con l’Opas da 30,6 miliardi su Mps, prepara l’assemblea convocata il 10 settembre e valuta, come anticipato ieri dal Corriere, l’opportunità di rappresentare in un esposto alla Consob «osservazioni e considerazioni a tutela dell’integrità del mercato e della corretta informazione a tutti gli azionisti».
LUIGI LOVAGLIO FRANCESCO MILLERI GAETANO CALTAGIRONE GENERALI
Il Monte deve mandare in porto anche la fusione con Mediobanca e a ottobre Lovaglio si troverebbe, nel caso, davanti a ben tre «merger». Il mercato oggi ha espresso un primo giudizio: il valore dell’Opas di Intesa è andata a premio di circa il 2%, con Mps che ha chiuso a -1,3%.
«È una mossa difensiva ma al tempo stesso offensiva, scaturita dall’opportunità del momento con una buona dose di spregiudicatezza», ha commentato l’ex membro del consiglio di sorveglianza bella Bce, Ignazio Angeloni. «Lovaglio dimostra coraggio e fantasia ma Francoforte guarderà soprattutto al rischio di esecuzione».
In effetti il manager dovrà convincere gli azionisti del Banco, primo fra tutti il Crédit agricole. Poi, sul fronte di Banca Generali, dovrà incassare il via libera del board di Generali, azionista con il 51%. Trieste nei prossimi giorni potrebbe convocare un cda per iniziare l’esame dell’offerta, previa riunione del comitato parti correlate, presieduto da Fabrizio Palermo.
Senza escludere che, secondo alcuni osservatori, il cda possa valutare anche un passaggio in assemblea straordinaria. Se Generali aderirà lo farà per allargare il perimetro di accordi con Banca Generali. [...]
Davanti a Lovaglio si apre poi il tema dei soci. Se Delfin, con il 17,5% potrebbe valutare le due ops, il gruppo Caltagirone (13,5%) sembra più orientato a sostenere l’Opas di Intesa. Il ceo del Monte può contare sull’appoggio dei fondi, della Plt della famiglia Tortora (1,2%) e di Giorgio Girondi (3%). Bisognerà poi capire le mosse del Tesoro (4,8%) e dello stesso Banco Bpm (3,7%).
In un editoriale pubblicato in serato il Financial Times ha bollato il piano delle fusioni multiple del ceo di Mps «un’idea strampalata», e con magri premi agli azionisti.




