DOPO L’ATTACCO IN VENEZUELA, ORA A TREMARE E’ LA DANIMARCA: TEME CHE TRUMP SI PRENDA CON LA FORZA LA GROENLANDIA, ISOLA CHE E’ PARTE DEL TERRITORIO DI COPENAGHEN – IL THINK TANK DEFENSE PRIORITIES: “NON SAREBBE COSÌ DIFFICILE PER GLI STATI UNITI SCHIERARE SOLDATI IN GROENLANDIA, E NON È CHIARO CHI POTREBBE FIMPEDIRLO” - TRUMP VUOLE LA GROENLANDIA POICHÉ IL TERRITORIO È RICCO DI RISORSE MINERARIE E LA BASE SPAZIALE STATUNITENSE DI PITUFFIK (SITUATA NELLA PARTE NORD-OCCIDENTALE DELL'ISOLA) È FONDAMENTALE PER INDIVIDUARE EVENTUALI MISSILI A LUNGO RAGGIO DIRETTI VERSO GLI STATES - KATIE MILLER, PODCASTER E MOGLIE DEL VICE CAPO DI GABINETTO PRESIDENZIALE, STEPHEN MILLER, PUBBLICA SUI SOCIAL UN'IMMAGINE CHE MOSTRA LA BANDIERA AMERICANA SOVRAPPOSTA ALLA SAGOMA DELLA GROENLANDIA E I DANESI S’INCAZZANO…
1 - IL CASO VENEZUELA PREOCCUPA LA DANIMARCA, LA PREMIER: “CI SENTIAMO I PROSSIMI”
Estratto dell’articolo di Bernardo Basilici Menini per https://www.lastampa.it
VIGNETTA ELLEKAPPA - TRUMP E LA GROENLANDIA
Dopo l’attacco in Venezuela, Danimarca e Groenlandia prendono le minacce di Donald Trump molto sul serio. Il “salto di qualità” nell’approccio del presidente americano - prendere con la forza quello che non gli viene concesso dopo averlo chiesto con le buone - e l’ultimo «abbiamo bisogno della Groenlandia, assolutamente», pronunciato ieri, suonano tetri per Nuuk e Copenaghen. La premier danese Mette Frederiksen reagisce subito: «Basta minacce, il diritto internazionale è dalla nostra parte. E siamo nella Nato».
Sune Steffen Hansen, uno degli analisti politici più quotati della Danimarca, spiega: «Le due situazioni, la nostra e quella del Venezuela, non si possono comparare. Non solo perché noi siamo alleati e parte della Nato, ma anche perché non è la prima volta che gli Usa interferiscono in Sud America: hanno sempre avuto interessi lì». Basta questo per dormire sonni tranquilli? «No. Oggi vediamo una nuova filosofia da parte di Trump nell’uso delle forze armate rispetto al primo mandato. Non sappiamo dove questo porterà».
Nel Paese scandinavo non sembra esserci spazio per l’ottimismo. […] Washington è da sempre l’alleato di una Danimarca entusiasta delle sue relazioni atlantiche e tiepida verso quelle continentali. Almeno fino alla rivoluzione copernicana di un anno fa, quando Trump disse di non escludere «l’uso della forza» per prendere l’isola. Poi c’è stata la visita del figlio, Trump Jr., a Nuuk, la capitale groenlandese e, nei mesi successivi, operazioni sotto copertura per infiltrarsi nella società dell’isola.
I groenlandesi hanno detto più volte che non ne vogliono sapere di entrare a far parte degli Usa. Alle ultime elezioni, pochi mesi fa, solo il 25% ha votato per i partiti indipendentisti. Il mantra per la maggior parte della popolazione è: «Un’indipendenza graduale, nel corso dei decenni, sotto e con l’aiuto del Regno».
Quanto la situazione sia tesa lo si intravede dalla cautela del governo danese. Nel 2019 Frederiksen […] aveva respinto al mittente come «assurde» le proposte di comprare la Groenlandia. […]
2 - BANDIERA USA IN GROENLANDIA: IL POST DELLA MOGLIE DEL CONSIGLIERE DI TRUMP FA INFURIARE LA DANIMARCA
Estratto dell’articolo di Iacopo Luzi per https://www.lastampa.it
KATIE MILLER E LA FOTO DELLA GROENLANDIA CON LA BANDIERA STATUNITENSE
La Danimarca ha esortato Washington a "rispettare" il territorio danese dopo che la moglie di un alto funzionario della Casa Bianca ha riacceso le tensioni di lunga data tra i due membri della NATO in merito alla Groenlandia. Katie Miller, podcaster e moglie del vice capo di gabinetto presidenziale, Stephen Miller, ha pubblicato sui social media un'immagine che mostra la bandiera americana sovrapposta alla sagoma della Groenlandia. Il post della Miller, pubblicato dopo le azioni statunitensi in Venezuela, includeva la mappa del territorio con la scritta “PRESTO”.
Nel frattempo, l'ambasciatore della Danimarca negli Usa, Jesper Moeller Soerensen, ha immediatamente reagito con un post affermando che il suo paese si aspetta "il pieno rispetto per l'integrità territoriale" danese, ricondividendo il link all'immagine di Katie Miller. «Solo un promemoria amichevole sugli Usa e il Regno di Danimarca: siamo stretti alleati e dovremmo continuare a lavorare insieme come tali. La sicurezza degli Usa è anche la sicurezza della Groenlandia e della Danimarca», ha scritto l’ambasciatore, sottolineando come il territorio autonomo faccia già parte della NATO.
Il presidente Donald Trump non ha fatto mistero del suo desiderio di portare la Groenlandia sotto il controllo degli Stati Uniti, poiché il territorio è ricco di risorse minerarie e la base spaziale statunitense di Pituffik – situata nella parte nord-occidentale dell'isola – è fondamentale per l'individuazione di eventuali missili a lungo raggio diretti verso il territorio continentale degli Stati Uniti. Il mese scorso Trump ha nominato il governatore della Louisiana, Jeff Landry, suo inviato speciale in Groenlandia. Landry, nelle sue prime dichiarazioni sul nuovo incarico, aveva immediatamente suscitato l'ira della Danimarca dichiarando la sua intenzione di «rendere la Groenlandia parte degli Stati Uniti».
Allo stesso tempo, lo scorso anno, il presidente statunitense si è rifiutato di escludere un'azione militare per ottenere il controllo del territorio in un momento in cui Stati Uniti, Cina e Russia si contendono l'influenza nell'Artico, una prospettiva che ha suscitato un'ampia condanna e preoccupazione sull'isola stessa.
«Non lo escludo. Non dico che lo farò, ma non escludo nulla. No, non lì. Abbiamo un disperato bisogno della Groenlandia», aveva dichiarato Trump all'emittente statunitense NBC a maggio. Il messaggio della moglie di Miller è arrivato poco dopo che i funzionari statunitensi avevano confermato che le forze armate statunitensi avevano prelevato il presidente venezuelano Nicolás Maduro e sua moglie, Cilia Flores, da Caracas con un'operazione militare "senza precedenti" nelle prime ore di sabato.
[…] I commentatori americani e alcuni ex strateghi repubblicani hanno definito il post della moglie di Miller come “inquietante” e “imperialista”, avvertendo che, dopo gli ultimi eventi, simili uscite non possano più essere liquidate come semplici provocazioni o propaganda.
trump force one in groenlandia
Jennifer Kavanagh, direttrice dell'analisi militare presso il think tank Defense Priorities, ha dichiarato di aver a lungo sottovalutato le minacce di Trump nei confronti della Groenlandia. «Ora non ne sono più così sicura», ha affermato. «Non sarebbe così difficile per gli Stati Uniti schierare un paio di centinaia o un paio di migliaia di soldati in Groenlandia, e non mi è chiaro chi potrebbe fare qualcosa per impedirlo».
Oggi in un'intervista con The Atlantic, è stato chiesto a Trump della Groenlandia. Il tycoon ha ribadito che il Venezuela potrebbe non essere l'ultimo paese a subire un intervento americano. «Abbiamo assolutamente bisogno della Groenlandia», ha affermato, descrivendo l'isola come «circondata da navi russe e cinesi». […]
DONALD TRUMP RE DELLA GROENLANDIA - MEME REALIZZATO CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE DI GROK



