PARALIMPICI E PARACULI – L'AFFARE SI INGROSSA: DOPO L'ARRESTO DI MATTEO BONACINA, CAMPIONE PARALIMPICO DI TIRO CON L’ARCO ACCUSATO DI STALKING E VIOLENZA SESSUALE AI DANNI DI ATLETE E STAFF, ANCHE GUGLIELMO DONATO FUCHSOVA, STORICO DIRETTORE TECNICO AZZURRO, È INDAGATO – FUCHSOVA AVREBBE SCORAGGIATO LE PRESUNTE VITTIME A DENUNCIARE LE MOLESTIE (“SE LUI FA I PUNTI, TOLLERIAMO”, “FINCHÉ TENETE LE GAMBE CHIUSE, COSA VUOI CHE SUCCEDA?”; “DOBBIAMO TENERE LA BOCCA CHIUSA”) – DIVERSI ATLETI HANNO DENUNCIATO ANONIMAMENTE (PER PAURA DI RITORSIONI”) “UN CLIMA DI PAURA E INSICUREZZA” NEL TEAM, MENTRE I PM DESCRIVONO IL D.T. COME “CINICO E SPREGIUDICATO”
Estratto dell’articolo di Giuseppe Scarpa per "la Repubblica"
«Se lui fa i punti, tolleriamo». «Finché tenete le gambe chiuse, cosa vuoi che succeda?». E ancora: «Ok ma dobbiamo tenere la bocca chiusa perché a Tokyo Elisabetta deve vincere una medaglia». Sono alcune delle frasi che diversi atleti e componenti dello staff della nazionale paralimpica di tiro con l'arco attribuiscono a Guglielmo Donato Fuchsova, storico direttore tecnico azzurro, nelle carte dell'inchiesta della procura di Roma sul caso di Matteo Bonacina.
Il campione paralimpico, da ieri ai domiciliari, è accusato di avere molestato per 11 anni, sino al 2024, compagne di squadra e componenti dello staff tra messaggi sessuali, foto intime inviate senza consenso, avances e palpeggiamenti, e un tentativo di stupro, il tutto durante ritiri e trasferte internazionali, Giochi paralimpici compresi. […]
La giustizia sportiva - attraverso il Tribunale federale della Fitarco - ha sospeso nel 2025 Fuchsova, insieme a Bonacina, parlando di «grave comportamento omissivo e di conseguenza permissivo». La procura, che ha formulato l'accusa di stalking aggravato ai danni di atlete con disabilità, aveva chiesto una misura cautelare anche nei suoi confronti, ma il gip l'ha respinta. «Non ha in alcun modo direttamente e personalmente partecipato alle condotte abusive e moleste poste in essere da Bonacina».
Eppure, le pagine dell'ordinanza restituiscono il quadro di una squadra dove «tutti sapevano ma nessuno faceva nulla». Gli atleti, in una lettera inviata al safeguarding officer federale, descrivono «un clima di paura e insicurezza» e chiedono che i loro nomi non vengano resi pubblici «proprio per il terrore di ritorsioni».
Una fisioterapista della squadra racconta di essere stata molestata da Bonacina con foto delle parti intime e messaggi volgari. Quando si rifiutò di avere a che fare con lui, riferisce che Fuchsova la minacciò: «Se scopro che qualcuno rema contro la squadra, lo faccio fuori!». E ancora: avrebbe dovuto continuare a lavorare con Bonacina «altrimenti l'avrebbe licenziata». La donna spiega anche di avere cambiato le proprie abitudini «per non rimanere sola con lui».
Un'atleta mette a verbale con la polizia postale che, dopo essersi confidata con lo psicologo della squadra per le richieste sessuali ricevute da Bonacina, si sentì rispondere di «stringere i denti fino alle Paralimpiadi di Parigi».
Secondo il giudice, Fuchsova «era stato, a più riprese e da numerose persone, avvisato delle condotte di Bonacina», ma aveva scelto «di non turbare in alcun modo l'attività del gruppo», anche per proteggere i risultati sportivi ottenuti da Bonacina e dalla compagna «Elisabetta Mijno, paratleti di punta della nazionale». Tra i passaggi più pesanti dell'ordinanza c'è quello riportato da un preparatore atletico, che racconta di avere sentito Fuchsova dire, parlando di Bonacina: «Basta tenere le gambe strette».
Il gip parla di una gestione «personalistica», descrive Fuchsova come «cinico e spregiudicato» e ricostruisce «un clima di terrore» dentro la squadra. Ma aggiunge che, allo stato delle indagini, non è possibile contestargli un «contributo consapevole» ai reati attribuiti a Bonacina. […] Il direttore tecnico resta indagato.
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