1. BOMBA! DOPO QUARANT’ANNI RICICCIA IL FILM PIÙ MALEDETTO DELLA STORIA DEL CINEMA, ‘’THE DAY THE CLOWN CRIED’’, UNA SPECIE DI ‘’LA VITA È BELLA’’, CHE IL SUO AUTORE, JERRY LEWIS, TIENE NASCOSTO IN CASSAFORTE IN COPIA UNICA DAL LONTANO 1972 2. SU YOUTUBE SPUNTA UN “MAKING OF” DEL FILM E IN RETE UN’INTERVISTA A JERRY LEWIS 3. LA LEGGENDA INIZIÒ ALLA FINE DEGLI ANNI ’70 IL FILM, SENZA AVERLO VISTO, FU BOLLATO IL PEGGIORE DI TUTTI I TEMPI. POTEVA UN COMICO, ANCHE FAMOSO, ANCHE EBREO, COME JERRY LEWIS, GIRARE UN FILM SUI CAMPI DI CONCENTRAMENTO NAZISTI DOVE UN CLOWN PORTA I BAMBINI E SE STESSO ALLE CAMERE A GAS FACENDOLI RIDERE? TERRIBILE! 4. ANCHE SE MOLTI ANNI DOPO ROBERTO BENIGNI, CON UNA STORIA ANALOGA, E SENZA ESSERE EBREO COME JERRY LEWIS, AVREBBE VINTO IL FESTIVAL DI CANNES E POI L’OSCAR

1. VIDEO - The Day the clown cried - http://www.youtube.com/watch?v=IJai18eys0M

- http://www.youtube.com/watch?v=oDaxbZkKLTM

- http://www.youtube.com/watch?v=ufzRiNqBadc


2. Marco Giusti per Dagospia

Bomba! Dopo quarant'anni di attesa si apre finalmente uno spiraglio. Chissà, forse riusciremo a sapere qualcosa di più se non addirittura a vedere il film più maledetto della storia del cinema, ‘'The Day The Clown Cried'', che il suo autore, Jerry Lewis, tiene nascosto in cassaforte in copia unica dal lontano 1972 e sperava ardentemente che, in vita, nessuno avesse la possibilità di visionare.

Una specie di ‘'La vita è bella'', ma girato molto tempo prima. La notizia è clamorosa. Perché contemporaneamente in questi giorni spuntano su You Tube un making del film, girato allora dalla tv tedesca e, in rete, un'intervista recentissima a Jerry Lewis che riguardano proprio The Day the Clown Cried.

La leggenda iniziò alla fine degli anni '70, quando i terribili fratelli Medved nel loro fondamentale libro "The Golden Turkey Awards" bollarono il film, probabilmente senza averlo visto, il peggiore di tutti i tempi. Poteva un comico, anche famoso, anche ebreo, come Jerry Lewis, girare un film sui campi di concentramento nazisti dove un clown porta i bambini e se stesso alle camere a gas facendoli ridere? Terribile!

Anche se molti anni Roberto Benigni, con una storia analoga, e senza essere ebreo come Jerry Lewis, avrebbe vinto prima il Festival di Cannes e poi l'Oscar. Ma erano altri tempi. I fratelli Medved, ebrei, bollarono già l'idea del film come "terribile - volgare - nauseante".

Avrebbe dovuto essere il primo film serio di Jerry Lewis, diretto, interpretato, girato in Svezia nel 1972 per tutta la parte che riguardava il campo di concentramento e a Parigi per le parti iniziali del clown che si esibisce al circo, sberleffa Hitler e viene subito rinchiuso dalla Gestapo.

Produttore era l'ebreo belga Nat Wachsberger, trafficone internazionale molto attivo in Europa sia nel mitologico che nello spaghetti western. Anche il progetto era di Wachsberger, che lo aveva già inutilmente proposto a altri celebri attori, Bobby Darin, Milton Berle e Dick Van Dyke. Sceneggiatori erano Joan O'Brien, Charles Denton e lo stesso Lewis.

In una vecchissima intervista sul "New York Times", Jerry Lewis descriveva il suo personaggio, il clown, come una sorta di Pifferaio di Hamelin che non lega con gli altri detenuti. E' quello che deve tenere sorridenti i bambini del campo e ignora i crimini commessi da Hitler. Ed è quello che, alla fine, è destinato a scortare i bambini e se stesso alle camere a gas".

Per il regista era un film importante, di crescita rispetto alle sue pur celebri commedie. Nel 1972 Jerry Lewis era ancora molto amato in Europa e soprattutto in Francia. Avrebbe addirittura voluto Jeanne Moreau come co-protagonista nei panni della moglie. Rifiutò. E scelse l'attrice bergmaniana Harriet Anderssen e un gruppo di attori svedesi, tedeschi e francesi, da Ulf Palme al grande comico francese Pierre Etaix, da Anton Diffring a Serge Gainsbourg.

In una lavorazione funestata di molti problemi, soprattutto economici, visto che non arrivarono mai i soldi promessi dal produttore, Jerry Lewis finì per completare il film coi soldi propri e con l'aiuto della produzione svedese. Per l'occasione girò anche alcuni spot in Svezia, ruppe con Nat Wachsberger e si portò via tutto il film. Che fece vedere a qualcuno del cast e del suo staff negli anni '70, ottenendone responsi, sembra, pessimi.

Ma perché non lo fece mai uscire? Troppo brutto?, come sostenevano i Medved, o problemi legali col produttore? Possibile pure che il film non sia mai stato davvero completato. Un comico che lo vide alla fine degli anni '70, Harry Shearer, lo trovà "terrificante".

Proprio all'inizio del 2013, venne chiesto a Jerry Lewis se sarebbe mai stato possibile vedere il film e rispose con un "sono imbarazzato da quel film. Mi vergogno di quel lavoro e fui grato all'epoca di avere avuto il potere di non farlo uscire, e non lascerò mai che nessuno lo veda. Era tremendo, tremendo".

La stessa cosa sostenne a Cannes nel maggio scorso dove più di un critico sperava in una proiezione a sorpresa: "Non lo vedrete oggi e non lo vedrà mai nessun altro". Il video di You Tube mostra il "making of " del film a Parigi, in un circo, qualche divertente momento di Jerry lewis, ancora giovane, sia come regista che come interprete. Nessuno aveva mai visto nulla. L'articolo apparsa pochi giorni fa su "Entertainment Weekly" , dove Chris Nashawaty riporta una sua a intervista a Jerry Lewis del 2009, invece, apre più di uno spiraglio interessante.

Chris Nashawaty - Vedremo mai The Day the Clown Cried?
Jerry Lewis - Scrive su un foglio: No.

Esiste più di una copia del film?
No.

Il film è in salvo da qualche parte?
Sì.

La ragione per cui il film non è stato distribuito è che non ti piaceva?
Scrive Sì/No. Non significa che è Sì. Non sono scontento del lavoro che ho fatto. Chi sono io per preservarlo? Nessuno lo vedrà mai. Ma preservarlo significa che, fino a quando muoio, io ho il controllo totale del mio materiale. Nessuno lo può toccare. Quando me ne sarò andato, chissà cosa potrà capitare? Credo di avere le carte legali in regola per tenerlo dove sta. Così sono abbastanza sicuro che non verrà visto. La sola cosa che davvero sento, che mi fa fare un sobbalzo, è quando un tipo giovane intelligente e giovane se ne esce con l'idea di tirar fuori quella dannata cosa. Mi piacerebbe. Perché quel tizio vedrebbe una bomba di film.

Così pensi che sia una bomba di film?
E' per questo che la risposta era Sì/No.

(..) E' stato girato un altro film come questo, La vita è bella di Roberto Benigni. Da quello che ho capito è semanticamente simile.
E' un'informazione sbagliata.

Capisci che sono davvero troppo limitate le informazioni che circolano sul tuo film.
Lo so.

Questo serve a mantenere un certo mistero sul film...
Mi stai chiedendo se traggo un beneficio da questo mistero?

No, stavo andando verso qualcosa di più cinico...
Vai avanti.

Ti stavo per chiedere se creando più mistero e leggende critiche attorno al film lo potesse far funzionare di più il giorno che lo farai uscire.
Di certo, di certo.

Bene, a questo punto credo che il film o sia il tuo Quarto potere o è il film più imbarazzante di ogni tempo.
Ride.

Non può essere un qualcosa a metà fra le due a cose.
Giusto. Esattamente. O è meglio di Quarto potere o è il peggior pezzo di merda che qualcuno abbia mai caricato su un proiettore... Definitivamente. Finite le domande?

Beh, mi sembra che siano finite vedendo lo sguardo sulla tua faccia quando hai detto... definitivamente.
Io ci penso parecchio. Se io potessi eliminare certi elementi particolari dal progetto, e lasciare quei tre o quattro elementi che desidero, se io potessi affittare il Lincoln Center per una notte, per un pubblico selezionato, e darmi una settimana per girare un inizio a questo, un inizio a quello e un inizio a quell'altro e farmi mostrare che... Wow! Sarebbe davvero magnifico pensarci.

Ma accadrà mai?
No.

Sei preoccupato dal fatto che se tu lo facessi vedere il film potrebbe essere capito male?
No. Non ho affatto paura di questo.

Così, sembra come se tu ne sia orgoglioso...
Lo sono.

E tu allora lo vuoi limare ancora un po' per renderlo migliore?
O ameno renderlo adatto per la proiezione di quella notte. Quello che vorrei girare dovrebbe essere solo una presentazione pubblicitaria per quella notte e dovrebbe essere tutto finito dopo quella notte. Me ne sento responsabile... la maggior parte del film è su di me. L'intero film è su di me. Io non sto difendendo, proteggendo o indirizzando o facendo nulla su questa cosa. Il miglior complimento che ti posso fare oggi è che te ne sto parlando.

Ne sono sinceramente sorpreso.
Pure io. Molto sorpreso. C'è un qualcosa dentro che mi torna su quando ci penso, quale certezza abbiamo che l'Olocausto non capiterà mai più? E' un pezzo troppo piccolo. Non è grande abbastanza per fare un impatto dinamico.

Credi che al pubblico ebreo piacerebbe?
Gli ebrei? Oh, lo amerebbero. Ho viaggiato per 18 mesi da Stuttgart a Belsen a Auschwitz. Stavo lavorando con la mia troupe e loro mi hanno portato un uomo chiamato Rolf, che era il tizio che spingeva la dannata leva del gas nelle camere. E io gli dissi che il solo motivo di accettare che si avvicinasse a me, senza intervistarlo, era sapere se lui avesse compreso che io interessato solo alla precisione del film riguardo l'argomento e sarebbe stato quindi utile chiedergli qualche informazione. Ma io dissi al mio organizzatore: "Non sono sicuro di poter gestire questa cosa" .

Dopo circa sei settimane di buona meditazione, io parlai con questo signore. La domanda che nessuno gli poteva fare, e alla quale le vittime non potevano rispondere, era: Dove erano loro quando aspettavano che fosse finita con quelli entrati nella camera a gas? Quanto tempo aspettavano? Dove stavano? In una stanza vicina? Erano seduti? La vera tortura era aspettare! E loro non potevano non sentire i rumori, le grida. Potevo avere queste informazioni da quell'uomo? Io volevo indossare una maschera così che lui non sapesse chi fossi. Quando venne nel mio ufficio e si sedette, pensai. Poveraccio. Io stavo seduto là e erano già le nove e cinque di sera da quando noi avevamo iniziato a parlare e io ero... stravolto. Ma lui mi aprì il fondo della sua fottuta anima! Lui voleva punirsi. Io iniziai a guardare la sua mano destra. Gli stavo per chiedere con quale mano manovrasse la leva. Non ce l'ho fatta.

(..) Perché hai desiderato far scomparire un film così serio, un film non alla Jerry Lewis?
Che devo dirti? La verità? Io pensavo, quando lessi il soggetto, questo non è roba tua. Beh, lo è! Io ero ancora abbastanza giovane a quel tempo (42 anni). Ma non così giovane da non poter scegliere un argomento che tutti gli uomini a un certo punto devono affrontare: la decisione di far parte sia di qualcosa di cui si può scegliere di parlare sia di quella che non ne vuole parlare. Il mio giudaismo per me è sempre stato un grande fonte d'orgoglio. Ma questo film lo sentivo come una sfida. Che suonava così banale. Ma una sfida per mostrare al pubblico che c'è qualcosa di più di me da far vedere.

Qual è l'ultima volta che lo hai visto?
Non lo rivedo da quando sono ritornato a casa. Insomma, lo guardai a pezzi quando ritornai a casa. C'erano scene del film per le quali dovevo consultare i miei avvocati e queste potevano avere un significato diverso di cui non mi ero accorto.

Riguardavano le tue cause con i produttori?
Il film fu finanziato con un contratto stipulato tra il governo francese e quello svedese. Se noi non avessimo finito il film, il contratto fra i due paesi sarebbe stato sospeso.

Allora, di nuovo, l'ultima volta che lo hai visto?
L'ultimo volta che l'ho visto tutto è stata in Svezia - un mese prima che tornassi a casa. Da allora, una volta a casa, ho visto solo pezzi specifici che avevo montato. Non ho mai avuto la curiosità di sedermi e guardarlo tutto.

Chi l'ha visto?
Mio padre. Mia mamma non lo ha potuto vedere. Mio padre, il mio manager e io.

Non ci sono mai state delle proiezioni?
No.

Pensi che sia il miglior film che hai fatto?
Era così profondo che quando io dovevo fare ciò che conosco meglio - la commedia - me ne allontanavo. Chiamai mio padre dalla Svezia, perché lui è il mio mentore, lui sa che ogni respiro che io faccio è comicità. Lui mi disse: "Che cosa ti aspettavi, schmuck?". La sola cosa che disse che mi fece davvero colpo fu: "Tu hai scelto di essere libero per danzare il tuo ballo più divertente in questo progetto". Danzare il tuo ballo più divertente... Così quando tiri fuori questo, sai che hai un problema. Tu non puoi essere buono come sai di essere perché stai facendo qualcosa che non dovresti fare. Forse. Forse.

(..) Ch'è una tale aura su questo film, e voglio vederlo come tutti, è diventato quasi più grande di quello che è. E certamente tu ne sei consapevole...
Sì. Credo sia come una cattiva pubblicità. Per questo film diventare ciò che è diventato è controproducente. Per il progetto. Per tutte le mie buone intenzioni. Per tutti quelli che si metteranno a vedere un film che si pensa finito e non lo è.

Ti tocca il fatto che la gente sia così cinica riguardo a questo film?
O che lo stiano massacrando? Lo stanno massacrando perché non gliel'ho lasciato vedere! Non hanno idea di quello di cui stanno parlando.

E' come essere il possessore di un grande segreto.
E più cose ascolto, più mi diverto.

Ci scommetto.
Beh, mi diverto perché l'alternativa è terribile.

Quale sarebbe l'alternativa?
L'alternativa a divertirsi. Se la gente ne scrivesse adesso, lo tratterebbe come un fottuto lavoro d'arte.

E la sua leggenda si scioglierebbe.
Esattamente

 

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