1- ECCO LE INTERCETTAZIONI DEL CALCIO-SCOMMESSE, UNA FOGNA A CIELO APERTO CHE SQUADRE E FEDERAZIONE PROVANO A MINIMIZZARE PERCHÉ SANNO CHE, PRIMA O POI, I LIQUAMI TRAVOLGERANNO LA SERIE A. E NON SOLO I GIOCATORI, ANCHE LE SOCIETÀ - 2- SEI MESI FA AL PM DI CREMONA ROBERTO DI MARTINO FU INVIATO UN PROIETTILE, CON LETTERA ANONIMA: “CI HA PARLATO CON IL PROCURATORE PALAZZI? È COSCIENTE DI QUELLO CHE SUCCEDERÀ SE DISGRAZIATAMENTE ESCONO I NOMI DEI VERTICI DELL’ORGANIZZAZIONE?” - 3- L’AVVOCATO DI GERVASONI: “PARLARE VUOL DIRE FARE L’INFAME CON DELLA GENTE CHE TU CONOSCI, IL CUI SPESSORE CRIMINALE CONOSCI GIÀ”. GERVASONI: LE PARTITE TRUCCATE SONO PALERMO-BARI, LAZIO-GENOA E LECCE-LAZIO. MA IL LAZIALE MAURI NEGA - 4- PER UEFA E FIFA, LE SCOMMESSE TRUCCATE VALGONO UNA TOMBOLA: 140 MILIARDI DI EURO - 5- UNA VOLTA CHE SI CANCELLA LA SCHEDINA DEL TOTOCALCIO SPEZZETTANDO IL CALENDARIO DELLE PARTITE E SI PERMETTE DI SCOMMETTERE VIA INTERNET, ANONIMAMENTE E DA QUALUNQUE PARTE DEL MONDO, LAMENTARSI DEL CALCIO MARCIO È SOLO IPOCRISIA -

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1- MINACCE E RICATTI MINUTO PER MINUTO...
Antonio Massari e Malcom Pagani per "il Fatto Quotidiano"


Nella busta indirizzata in estate al procuratore di Cremona brilla, inesplosa, una cartuccia 7,65. "Un regalino dottore, ne faccia buon uso". L'italiano è claudicante ma il testo della lettera anonima è chiaro: "Egregio Dottor Di Martino, ci meravigliamo di una persona come lei che come alcuni amici ci hanno riferito, è molto intelligente... Ma cosa pensa che continuando a interrogare e a scassare la minchia, trova il tesoro? Ma ci ha parlato con Palazzi? È cosciente di cosa può succedere se vengono disgraziatamente fuori i nomi dei vertici dell'organizzazione? Oppure pensa che alla sua venerabile età gli faranno fare un gran salto di carriera... Infangate come da accordi tutto altrimenti il salto lo farà, ma da dove lo scoprirà dopo. Comunichi a Palazzi lui ci farà sapere con i mezzi che sa".

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Sei mesi fa il clima era questo. Rischia di peggiorare. Il calcio-scommesse che viaggia via Internet, dorme negli stessi alberghi dei calciatori e stende la diossina dei suoi molti comprimari di retroguardia sull'intero territorio nazionale ha inquinato definitivamente il quadro. Si scommetteva. In Serie A e nei campionati minori.

Dai primi interrogatori degli indagati, esce un cattivo odore di deja-vù, con i piani alti del sistema impegnati a minimizzare e la netta sensazione che senza la collaborazione di chi sa più di quel che racconta, per legare squadre, nomi di primo piano e combine, non basterà l'ubicazione di una cella telefonica.

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"FACCIO SALTARE TUTTO, FACCIO IL TALK SHOW"

Al telefono, i protagonisti della storia rivendicano il doppio binario. La necessaria omertà da scalfire solo nel caso in cui non si riceva l'atteso aiuto. La scontata protezione di un universo abituato a lavare i panni al chiuso di uno spogliatoio. Mauro Bressan, ex centrocampista del Como e della Fiorentina, in stretto contatto con una delle centrali del vizio, il gruppo degli "zingari", ad esempio.

IL RIGORE DI DONI GetContent asp jpegIL RIGORE DI DONI GetContent asp jpeg

Il 3 agosto 2011 parla con l'ex ala del Pescara di Galeone, Ivan Tisci. Scommettitori accaniti. Gente che sa. Bressan è furibondo per l'interrogatorio di un altro tassello chiave della vicenda, Micolucci dell'Ascoli, quello che ha "parlato" del pareggio concordato con l'Atalanta di Doni, occupando i giornali di luglio con l'etichetta di "Primo pentito" dello scandalo. Bressan : "Oh, io vado... vado a aprire un bagno te lo dico subito e chiudo con il calcio, anzi adesso scrivo un libro che faccio saltare tutto, tutti faccio saltare".

Tisci: "Che ti hanno chiesto?"
Bressan: "Cinque anni più radiazione". (...)
Tisci: "Che schifo... oh però che schifo ragazzi, è veramente uno schifo.
Bressan: "Cioè se viene fuori questa roba me la canto proprio, vado a fare il talk show, vedrai, tanto squalificato per squalificato dico veramente tutto... tutti contro tutti, dico tutto".

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SARTOR, I PASSAPORTI, TOMMASI E CONTI

Secondo gli inquirenti, Gigi Sartor, ex terzino destro di Vicenza, Roma, Parma, Inter e nazionale era uno dei contabili. Il raccordo, come si legge nell'ordinanza, tra il gruppo di scommettitori bolognesi di cui avrebbe fatto parte Beppe Signori e gli indonesiani: "Kheng Hock Pho è entrato in contatto con il Sartor con la specifica finalità di avviare contatti e/o definire accordi con il gruppo dei bolognesi riconducibile al noto Signori Giuseppe e allo stesso Sartor in ordine a scommesse illecite da far confluire sui siti asiatici". Sartor ha viaggiato in Asia e ha mantenuto buoni contatti con il calcio di Serie A. Con nomi che letti oggi, uniscono due mondi apparentemente inconciliabili.

IL PROCURATORE FEDERALE STEFANO PALAZZIIL PROCURATORE FEDERALE STEFANO PALAZZI

L'8 settembre 2011 Sartor colloquia con suo padre. papà Sartor: "Ma tu avevi un interessamento (...) non so, in oriente....
Sartor: "Sì... io portavo dei giocatori papà (...) io sono andato là perché dovevo firmare per andare a giocare là.. okay? (...) poi... una... persona... portavo giù dei giocatori, poi però ho chiamato Tommy Tommasi e Tommasi ha una società in Cina...

(Presumibilmente si fa il nome di Damiano Tommasi, ex pilastro della Roma che in Cina giocò, ndr) e mi ha detto... e mi ha detto, stai attento perché devi fare l'esame delle ossa ai giocatori perchè in Cina hanno due o tre passaporti diversi, documenti diversi... io ne ho portato giù uno alla Roma... poi ho chiamato Bruno Conti e gli ho detto... senti dai un'occhiata perché questo mi dicono che ha tre passaporti... quindi è un affare complicato papà...

papà Sartor: "Sì, sì, va ben... va ben basta che tu non ti cacci nei guai Gigi..."
Sartor: "Papà, io mi sono sempre cacciato nei guai... Eh, va beh... dai ho sempre pagato io, non ti ho mai fatto pagare...".

Mauro BressanMauro Bressan

SERGIO PELLISSIER, OMBRE SUL CHIEVO
Evocata da scommettitori come Massimo Erodiani e dall'ex calciatore del Bari Antonio Bellavista, la squadra veronese del Chievo e il nome del suo capitano Sergio Pellissier tornano spesso nelle carte dell'inchiesta. Secondo il gip Guido Salvini "Pellissier è indicato in vari interrogatori come il compartecipe alla manipolazione di partite in cui è impegnata la sua squadra".

Luigi SartorLuigi Sartor

Si parla di Napoli-Chievo, di Inter-Chievo e di Bari-Chievo. Agli atti, oltre a una cena organizzata per il 12 ottobre 2011 e saltata all'ultimo istante tra Antonio Benfenati, il socio di Doni nello stabilimento balneare"I figli del sole" di Cervia, un pregiudicato per associazione a delinquere, Nicola De Tullio e Pellissier con messaggio inviato da Benfenati a quest'ultimo: "Rinviato appuntamento a mercoledì prossimo, il mio amico ha problemi di lavoro e non può muoversi", anche una telefonata sospetta in cui Pellissier discute con un anonimo non ancora identificato dal fortissimo accento meridionale.

Pellissier: "Si può sapere quanto mi fai prendere da queste cose?",
Anonimo: "Dai 250 ai 400".
Pellissier ride e a questo punto, l'interlocutore aggiunge: "Ho esagerato?"
Pellissier: "No... anche un po' di meno".

Luigi SartorLuigi Sartor

LE TELEFONATE DI CAROBBIO
Filippo Carobbio, scarcerato l'altro ieri, ex centrocampista di Genoa, Bari, Grosseto e Siena, cardine dell'inchiesta di Cremona amava telefonare. Teneva con gli ex compagni della città toscana, protagonisti in Serie A, molteplici contatti. Dall'analisi dei tabulati, emergono cifre impressionanti. In pochi mesi tra l'aprile del 2010 e i primi mesi dell'anno successivo Carobbio parlerà 960 volte con il difensore Claudio Terzi, 628 con il centrocampista Francesco Bolzoni,121 volte con il terzino Del Grosso, 86 con l'omologo di ruolo Vitello e 45 con la punta Emanuele Calaiò. Tra le 13 chiamate al Siena e le 28 all'Albinoleffe, anche 33 telefonate al Ministero dell'Interno.

Il 19 luglio del 2011, Mauro Gervasoni, ex difensore corrotto di Piacenza e Cremonese è in macchina con il proprio avvocato. Gervasoni è appena atterrato a Linate e di rientro dall'interrogatorio da parte dei giudici di Roma sbadiglia sostenendo che "è proprio una giornata di merda". Ignari dei nuovi passi dell'indagine, i due discutono dell'impostazione difensiva. I concetti espressi adombrano l'omertà.

Gervasoni: "(...) non c'è alcun altra evidenza di ulteriori contatti con nessuno di questi soggetti... in nessun altra occasione... a ragione ulteriore mi sembra impossibile che tu abbia escluso ogni coinvolgimento in qualsivoglia... mi sembra francamente impossibile... perchè se fosse così allora non ci sarebbe niente, vaffanculo ce la facciamo..." (...)

Avvocato: "Io starei calmo, attenzione, più o meno tanto... di più o di meno è ...comunque tanto, vuol dire fare l'infame con della gente che tu conosci, il cui spessore criminale conosci già... io non so che gente siete, lo posso immaginare tu lo sai...che cosa farei io in una situazione del genere credo che conti ben poco, ti posso dire che starei ben attento, perché se parli devi dire tutto, tutto quello che sai, si può limare su qualche cosa per carità...".

CORVIA E LA GAZZETTA
L'attaccante del Lecce Daniele Corvia è indagato. La Questura di Lecce lo intercetta mentre scopre con preoccupazione che nell' iPhone di Marco Paoloni, l'ex portiere di Cremonese e Benevento da cui l'affaire scommesse originò, c'è il suo nome sotto la dicitura "Panteron Corvia". L'ex soprannome di Marcelo Zalayeta, ex punta di Juventus, Napoli e Bologna. La Gazzetta dello Sport ha riportato il nome di Corvia e la pantera, al telefono con l'amico Massimiliano Brigida il 23 agosto ruggisce.

Damiano TommasiDamiano Tommasi

Brigida insulta il giornalista Luigi Perna, autore dell'articolo che lo citava "Io gli darei una pizza in faccia, cioè ha rotto il cazzo", Corvia cerca di saperne di più parlando di "carriera rovinata". Qualche giorno prima, l'8 agosto, si era sfogato con il procuratore di Marco Paoloni, Luca Puccinelli.

Puccinelli: "Oh morto"
Corvia: "Morto, porco d."
Puccinelli:"Hai vista come è finita bene Daniè? Ti sei ripulito... dobbiamo fare tutta una serie di cose... per questa cosa perché non va bene come è stata gestita..."
Corvia: "In che senso?"
Puccinelli: "Eh..nel senso..che bisogna far capire..."

LE CELLE DI FORMELLO
Uno dei principali indiziati dell'inchiesta, l'ex calciatore Alessandro Zamperini, aveva tempo. L'estate impegnata a farsi fotografare in spiaggia con Nicole Minetti e poi l'autunno. Puntata a Gubbio in Porsche bianca d'ordinanza per tentare di corrompere invano l'ex collega di giovanili romaniste Simone Farina. Zamperini era Zelig. Sempre in viaggio, sempre pronto al cambio d'abito, da nord a sud.

CARLO GERVASONICARLO GERVASONI

Gli investigatori trovano tracce di "Zampe"anche a Lecce, alla vigilia dell'ultima gara di campionato tra i salentini e la Lazio, a fine maggio. Zamperini alloggia all'Hilton Garden, dove dormono anche i giocatori del Lecce, già salvo. Zamperini dirà prima di essere stato lì su invito di un amico, salvo poi, trapela, ammettere il tentativo di agganciare un calciatore giallorosso. In quei giorni Lecce è molto ambita.

Marco Paoloni portiereMarco Paoloni portiere

Nello stesso albergo, infatti, c'era anche Hristyian Ilievski, macedone, punta di lancia del gruppo degli "zingari" scommettitori dell'Est in contatto con la testa pensante dell'organizzazione, di stanza a Singapore. Non è l'unica stranezza di quello scorcio di maggio. La Lazio che insegue l'Udinese per un posto in Champions League è infatti reduce dalla vittoria sul Genoa per 4-2. Gara su cui Mauro Gervasoni ha espresso "dubbi", conclusa tra i fischi dei suoi tifosi nei primi 45 minuti e poi conquistata nella ripresa.

Il problema è che all'indagine di Cremona partecipa attivamente uno dei reparti d'eccellenza delle forze dell'ordine, Lo Sco. Il servizio centrale operativo che pedina, fotografa, intercetta.

MARCO PAOLONI VIENE PORTATO IN CARCEREMARCO PAOLONI VIENE PORTATO IN CARCERE

Anche le posizioni degli indagati. Secondo gli inquirenti seguendo le tracce telefoniche di Viktor Kondic e Thamrong Prachum, elementi delle bande interessate a lucrare sulle scommesse nel calcio, si desume che lo stesso Kondic si trovasse a Formello a metà maggio: "A conferma dell'assunto secondo il quale l'organizzazione invia i propri emissari per parlare direttamente con i giocatori e/o dirigenti coinvolti nella manipolazione delle partite, di particolare valenza investigativa appare essere la circostanza che la cella impegnata da Kondic (Viktor, uno degli indagati che in quel momento era sotto intercettazione) è quella di Formello (...) via delle Macere dove si trova la cella è contigua proprio al centro sportivo (...)".

MARCO PaoloniMARCO Paoloni

SANTONI. GATTUSO E ZAMPERINI
Mentre l'avvocato di Nicola Santoni nega qualsiasi contatto "anche indiretto" tra il suo assistito e i nazionali Buffon, Cannavaro e Gattuso e Maurizio Zamperini parla di quattro sfigati, dimenticando che Santoni è stato a lungo un suo dipendente, è curioso notare come almeno un contatto tra Gattuso e Santoni ci fu. Il 23 ottobre del 2005. Stretta di mano nel sottopassaggio e gol di Gattuso a Santoni. Si giocava in serie A, Santoni era ancora presentabile e la partita si concluse 2-1. Per il Milan.

ALESSANDRO ZAMPERINIALESSANDRO ZAMPERINI


2- SANTONI: "BUFFON, CANNAVARO E GATTUSO? MAI CONOSCIUTI"
Luca De Carolis per "il Fatto Quotidiano"

Buffon, Cannavaro e Gattuso? "Mai conosciuti, i loro nomi li ho fatti a caso, sono i primi che mi sono venuti in mente in una conversazione banale". Parola di Nicola Santoni, ex preparatore dei portiere del Ravenna, che nel-l'interrogatorio reso ieri al gup di Cremona, Guido Salvini, ha assicurato di non aver avuto mai rapporti, "neppure in via indiretta", con i tre azzurri.

ALESSANDRO ZAMPERINIALESSANDRO ZAMPERINI

Proprio lui, che in un'intercettazione del 30 settembre scorso discettava: "Buffon gioca 100-200mila euro al mese...Lui, Gattuso, Cannavaro, sono proprio malati". Ma il suo avvocato, Lorenzo Tommasini, ribadisce: "Quelle erano chiacchiere da bar, Santoni non ha mai avuto rapporti con i tre calciatori". Il procuratore di Cremona, Roberto Di Martino, precisa: "Non so se questa storia corrisponde al vero, e un'intercettazione non è un interrogatorio. Il fatto che calciatori scommettano è privo di rilevanza penale: a noi interessano le frodi, non le scommesse".

ALESSANDRO ZAMPERINIALESSANDRO ZAMPERINI

Di certo l'inchiesta continua a macinare indizi e riscontri. Nell'ordinanza con cui concede i domiciliari all'ex calciatore del Piacenza Carlo Gervasoni (scarcerato ieri), il gip Salvini scrive: "Il calciatore ha dato piena collaborazione, facendo venire alla luce l'alterazione di molti risultati di Serie B e di alcuni risultati di Serie A e Coppa Italia". Non solo. "Gervasoni - continua il giudice - ha narrato come nel 2009 il gruppo degli Zingari, di cui era portavoce Gegic, abbia intrapreso in modo sistematico contatti con giocatori italiani. Un rapporto che ha coinvolto decine di giocatori".

Cristian doni e nicola santoniCristian doni e nicola santoni

Dal provvedimento emerge un episodio. Prima di Atalanta-Piacenza del 19 marzo, Gervasoni e Doni si accordarono su un eventuale rigore. Il capitano dell'Atalanta l'avrebbe dovuto tirare centralmente, e il portiere non l'avrebbe parato: proprio come avvenne in partita. Secondo fonti della procura, verranno iscritti sul registro degli indagati venti dei calciatori, citati negli interrogatori. Alcuni sono giocatori di A. Tirati in ballo da Gervasoni, che ai magistrati ha parlato di tre gare combinate nella massima serie.

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Il club di Lotito risponde: "La Lazio è totalmente estranea a qualunque indagine sul calcioscomesse". E "totalmente estraneo" si dice anche il laziale Stefano Mauri. Secondo il Corriere della Sera, Gervasoni l'avrebbe descritto come in stretti rapporti con gli "zingari". Il tramite sarebbe stato Alessandro Zamperini, cresciuto nella giovanili della Lazio. Nell'interrogatorio di martedì, Zamperini ha negato il coinvolgimento di Mauri. Nel frattempo in Svizzera, tramite rogatoria, sono stati trovati conti cifrati, riconducibili all'ex laziale Giuseppe Signori e all'ex di Roma e Inter Luigi Sartor.

Nicola SantoniNicola Santoni

Sempre Signori, in un'intercettazioni, si mostra preoccupato perché l'attaccante del Bologna, Marco Di Vaio (estraneo alle indagini) "è stato chiamato a Cremona" per via di due assegni da 2500 euro con cui aveva pagato alcune bollette. In un'altra telefonata, l'ex bomber laziale spiega che andrebbe a "Porta a Porta" solo se pagato. Intanto il presidente della Federcalcio, Abete, afferma: "No a giudizi per sentito dire, servono prove". Oggi a Cremona verrà interrogato Sartor.

TRE COMBINE - LE GARE DI CAMPIONATO TRUCCATE, SECONDO GERVASONI
Tre partite di A: Palermo-Bari, Lazio-Genoa, Lecce-Lazio. Combinate, secondo la verità (tutta da dimostrare) raccontata da Gervasoni al gip di Cremona.

NICOLA santoniNICOLA santoni

PALERMO-BARI 2-1
Il 7 maggio 2011, i rosanero affrontano il Bari già retrocesso. A passare in vantaggio nel primo tempo sono proprio gli ospiti, con Bentivoglio. Il Bari è spigliato. Al 39' però il Palermo pareggia con Miccoli, al rientro da un infortunio. Rete in fuorigioco, probabilmente. All'8' della ripresa, Bovo segna il gol della vittoria. Negli occhi però rimane l'erroraccio di Miccoli al 19', che su rigore prova il cucchiaio, fallendolo goffamente.

Rino GattusoRino Gattuso

LAZIO-GENOA 4-2
Il 14 maggio, i biancazzurri cercano punti per scavalcare l'Udinese al quarto posto, che vale l'accesso in Champions League. Il Genoa non ha più obiettivi. La Lazio segna subito con Biava, che colpisce di testa, indisturbato . Ma al 12' il Genoa pareggia con Palacio. Gli ospiti sfiorano più volte il gol. A fine primo tempo per la Lazio sono fischi. Nella ripresa i padroni di casa cambiano ritmo. E Rocchi segna, in contropiede. La doppietta di Hernanes sigilla la gara, conclusa dal gol di Floro Flores. Pessima la difesa del Genoa.

LECCE-LAZIO 2-4
Una settimana dopo, il 22 maggio, si gioca l'ultimo turno. La Lazio insegue ancora il quarto posto. Il Lecce, salvo, schiera in porta la riserva Benassi, e in difesa ha il mediano Giacomazzi. La Lazio passa con Rocchi, che poi sbaglia due occasioni. Al 33', pari del Lecce. In sei minuti, altre due reti: Zarate per la Lazio, Piatti per il Lecce. Difese allegrissime. Nella ripresa, i biancazzurri prendono il largo. Benassi stende Rocchi: rosso e rigore, che Zarate realizza. Poi arriva l'autorete di Vives, che su calcio d'angolo, solissimo, infila nella sua porta. (Ldc)


3- LE COMBINE VALGONO 140 MILIARDI...
Marco Bellinazzo per Il Sole 24 Ore

Gattuso con la benda all'occhioGattuso con la benda all'occhio

Come tutti i virus anche quello del "calcio-scommesse" non si ferma certo ai confini nazionali. La scorsa estate "focolai" della malattia si sono accesi in Italia, in Grecia, in Turchia, dove stato arrestato il presidente del Fenerbahce, Aziz Yildrim, e in Corea del Sud, dove la Federazione sta persino pensando di introdurre il test della verità per i giocatori, due per squadra al termine dei novanta minuti, sul modello dell'antidoping. Mentre nell'estate del 2010 a finire sotto i riflettori è stato il calcio tedesco, con uno scandalo che ha (per ora) solo lambito anche le fasi preliminari di Champions ed Europa league.

GATTUSO IN CURVA CON I TIFOSIGATTUSO IN CURVA CON I TIFOSI

La lotta contro le combine e la corruzione è diventata perciò una priorità per la Uefa e la Fifa che da Nyon, lo scorso 25 novembre, hanno chiesto ufficialmente aiuto ai Governi, alle procure e alle Polizie di tutti i Paesi disponibili.

I fenomeni di riciclaggio e di frodi legate al giro d'affari delle scommesse sportive sono in crescita esponenziale. Il volume di quelle illegali, come ha rivelato il segretario generale dell'Interpol, Ronald K. Noble, sarebbe di 90 miliardi di euro all'anno. Una stima ancora più alta è stata fornita da Deni Oswald, membro del Cio e alla guida di un pool anti-scommesse, secondo il quale l'ammontare delle scommesse illegali nel mondo sarebbe di 140 miliardi.

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«Le scommesse sportive non sono nate ieri - ha spiegato Oswald - ma l'avvento di Internet ha totalmente modificato la situazione. È possibile, ad esempio, giocare anonimamente, non importa in quale parte del mondo, in che momento e a che tipo di gioco. Il calcio è quello più scosso dal fenomeno, anche perché le possibilità di guadagno sono elevatissime».

Le indagini condotte negli ultimi anni hanno permesso di svelare una minima parte delle truffe. Tra il 2007 e il 2010 - ha precisato Noble - sono stati confiscati appena 700 milioni di dollari.

L'Italia il 19 ottobre scorso è stata il primo Paese ad aderire al protocollo d'intesa siglato da Fifa e Interpol. I fronti della guerra alle frodi sportive sono due. Il primo è quello dei circuiti clandestini che, come ha sottolineato l'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni, vale circa 2,5 miliardi all'anno.

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Il secondo fronte è quello delle scommesse che transitano sui canali legali ma si riversano su partite truccate. È soprattutto questo filone a preoccupare le autorità italiane. «C'è un sistema sempre più raffinato - ha spiegato, infatti, il capo della Polizia Antonio Manganelli - nella copertura legale di comportamenti illegali. Abbiamo accertato che dietro queste anomalie ci sono fenomeni corruttivi con cifre da capogiro, parliamo di miliardi di euro». In effetti, banalmente, basterebbe investire soldi sporchi sui tre possibili esiti o sul numero dei gol di una partita (over-under 2,5) - anche se non truccata - per riavere comunque indietro una somma di danaro ripulita.

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Nei primi undici mesi del 2011, come comunicato martedì scorso nell'ultimo bollettino dell'Aams (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato), su 3,9 miliardi di euro puntati su avvenimenti sportivi (e il calcio la fa da padrone) gli scommettitori ne hanno riportato a casa 2,8 (oltre il 70%).