ACCATTATEVI I BOND? ACCATTATE VIA SOLFERINO! - COME STA MESSO MALE IL “CORRIERE” SE UNA PAGINA INTERA COSTA SOLO 20MILA €, MENO DI UN QUINTO DELLE TARIFFE UFFICIALI DI LISTINO - SERVE UN ALTRO APPELLO: “ITALIANI, IMITATE DELLA VALLE E COPRITE I DEBITI DI RCS (900 MILIONI), BASTANO 45MILA PERSONE CHE COMPRANO PAGINATE!” - ANCHE “MF” AVEVA LANCIATO L’IDEA DI COMPRARCI NOI IL NOSTRO DEBITO, FIORISCONO LE INIZIATIVE AUTARCHICHE…

1- COME STA MESSO MALE IL CORRIERE...
Riceviamo e pubblichiamo:

Il tipo che ha comprato una pagina sul Corsera per invitare gli italiani a comprare Bot dice di averla pagata 20 mila euro. Inquietante: meno di un quinto delle tariffe ufficiali di listino. Se i giornali sono costretti a svendere la loro pubblicita' a prezzi così bassi, bisogna lanciare un altro appello: italiani, imitate Della Valle, dite la vostra comprando anche voi paginate sul Corsera. Basterà che lo facciate in 45 mila, e avrete coperto i debiti Rcs (900
milioni)...
Mauro Suttora


2- SUI TITOLI APPELLO DI «L'ITALIA C'È» IN 15 MILA PRONTI ALL'ACQUISTO
Fabrizio Massaro per il "Corriere della Sera"

Non è una proposta solitaria, quella dell'imprenditore Giuliano Melani di invitare gli italiani ad acquistare titoli di Stato per sostenere il debito pubblico nazionale, lanciata venerdì con una pagina di pubblicità sul Corriere della Sera. Al contrario con lui ci sono già altre 15 mila persone, fra imprenditori, uomini di finanza, manager e gente comune che hanno sottoscritto l'appello «Se l'Italia ha bisogno noi ci siamo» lanciato all'inizio di agosto da MF-Milano Finanza.

Sembra un'era fa, visto che il richiamo all'acquisto di Bot e Btp da parte delle testate del gruppo Class era nato per stemperare uno spread rispetto ai titoli di stato tedeschi che aveva sfondato quota 300. Oggi quel divario si è innalzato oltre 450 punti base, e le future emissioni di Btp per sostituire il debito in scadenza appaiono non così agevoli da superare.

«Le nostre industrie, le nostre banche, sono solide. La ricchezza liquida del paese è più di dieci volte (oltre 3.000 miliardi) l'ammontare dei titoli che ogni anno lo Stato italiano deve emette per rinnovare quelli in scadenza», era scritto nell'appello di agosto. «Il 50% del debito pubblico è in mano a noi italiani. Se all'Italia serve, se dovesse servire il nostro aiuto per le emissioni, noi ci siamo».

Le prime adesioni sono arrivate dall'establishment economico-finanziario: Diego Della Valle, Luca Cordero di Montezemolo, Fulvio Conti, Giuseppe Recchi, Giovanni Perissinotto, Carlo Pesenti, Marco Tronchetti Provera, Sergio Marchionne, Francesco Micheli, John Elkann, Antonio Vigni, Gianni Zonin.

Un elenco lievitato fino a quota 15 mila e diventato un'associazione, «L'Italia c'è», che ha elaborato anche una proposta di legge per abbattere drasticamente il debito. «Anche Mario Draghi ci telefonò perché l'iniziativa aveva avuto effetto anche a livello internazionale», racconta Paolo Panerai, giornalista ed editore di MF-Milano Finanza, «questo vuol dire che la strada è giusta. Anche il presidente della Repubblica, attraverso il segretario generale del Quirinale, ci ha dato sostegno».

L'idea che siano gli italiani a comprare il debito pubblico è utile «perché consente di non far fallire le aste, non far salire gli spread e far rimanere in Italia la ricchezza garantita dagli alti rendimenti», spiega Panerai. Ma c'è un'altra fase da sviluppare. «Come dice Barack Obama, l'Italia è un grande Paese, cioè è un Paese ricco, abbiamo 3000 miliardi netti di ricchezza immobiliare a altri 3000 miliardi come ricchezza finanziaria, titolo di Stato compresi. Insomma i fondamentali sono buoni anche se siamo schiacciati da un enorme debito. E come farebbe ogni imprenditore, anche l'Italia deve ridurre il suo debito non solo cercando di far crescere le entrate». Ma come?

«Lo stato italiano ha circa 2000 miliardi di asset, soprattutto immobiliari», è la premessa. La proposta di «L'Italia c'è», consegnata al ministro dell'Economia Giulio Tremonti e al governo, è che per decreto tutti gli italiani debbano avviare un investimento forzoso, «naturalmente con criteri di equità», in una spa o un fondo in cui lo Stato abbia conferito beni immobiliari e partecipazioni azionarie non vendibili, «come il Bancoposta che da solo vale 50 miliardi, oppure quote di Eni, Enel e Terna», spiega Panerai.

I cittadini sottoscriverebbero sulla base della dichiarazione dei redditi e della tassazione delle rendite finanziarie conosciuta dai sostituti d'imposta, come le banche. In più sarebbe chiesta un'addizionale dal 10-15% sui capitali rientrati con lo scudo fiscale. «E non ci sarebbe bisogno della patrimoniale, anche mini, come propone la Confindustria, perché è una imposta regressiva e fa fuggire i capitali come sta già avvenendo.

Con l'investimento forzoso farebbe un buon affare lo Stato, che ridurrebbe il debito diciamo di 100 miliardi l'anno per tre anni, ma anche i cittadini per i rendimenti offerti. Con 300 miliardi in meno il rapporto deficit-pil scenderebbe, e abbattendo lo spread si pagherebbero meno interessi da destinare allo sviluppo e alla crescita del Paese».

 

Mauro e Barbara Suttora L APPELLO DI GIULIANO MELANI A COMPRARE I TITOLI ITALIANI GIULIANO MELANIElkann, Montezemolo, Botìn e MarchionneGIOVANNI PERISSINOTTO FRANCESCO MICHELI PAOLO PANERAI

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…