BEVI E GODI CON CRISTIANA LAURO - LA PRESENTAZIONE DELLA “GUIDA ESSENZIALE AI VINI D’ITALIA 2019” DI DOCTOR WINE (DANIELE CERNILLI) ALL‘HOTEL PRINCIPE DI SAVOIA A MILANO, HA FATTO I BOTTI A COLORI IN CHIUSURA DELLA WINE WEEK - IL “MASSIMO” DELL’EVENTO? D’ALEMA CHE ALLA DEGUSTAZIONE DEI VINI PREMIATI HA SERVITO PERSONALMENTE I SUOI PRODOTTI

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Cristiana Lauro per Dagospia

 

La presentazione della “Guida essenziale ai vini d’Italia 2019” di Doctor Wine (Daniele Cernilli) all‘hotel Principe di Savoia a Milano, ha fatto i botti a colori in chiusura della Wine Week che, di questo passo, si candida a diventare uno degli eventi del vino più coinvolgenti e divertenti d’Italia. Il vino va spiegato in poche mosse, pena la lontananza del consumatore, perché a nessuno piace sentirsi dire che è ignorante. Oltretutto il vino è convivio, vivere insieme.

 

La produzione di vino di buona qualità è fra le poche cose che riescono ancora molto bene qui da noi, ma dobbiamo proteggerlo e raccontarlo in modo semplice. Occorre avvicinare i consumatori, non permettere che ci sfuggano di mano, convocati dalle grandi braccia del mondo degli spiriti. Ché quelli il marketing lo sanno fare sul serio, hanno tanti soldi e poco tempo per smancerie e salamelecchi.

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Il vino raccontato attraverso terminologie assurde spiega niente dentro al bicchiere. Ancor di meno canta la storia di quel vino e la tradizione che il produttore tramanda e difende con la fatica del suo lavoro nelle vigne. Impegno colossale, e ogni anno è sempre peggio per chi lavora la terra, perché qui non si capisce più una mazza. Da una parte il clima che ha perso completamente la bussola, dall’altra tutti noi, fermi qui impalati con lo sguardo beota, come se la colpa non fosse anche un po’ nostra.

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 Il geologo Mario Tozzi e il produttore di vino abruzzese Francesco Paolo Valentini hanno parlato più volte, in maniera semplice e diretta di questo brutto guaio dei cambiamenti climatici e delle conseguenti influenze dirette, molto dannose sull’agricoltura. Stiamo a vedere che succede. Madre Natura fa come le pare, di solito è dotata un buon senso della giustizia, ma va a finire che si rompe i coglioni di tanta ingratitudine spocchiosa e, Madre Natura, se si incazza vince 6-0 6-0.

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Il vino deve parlare una lingua pop e uno degli ispiratori di questo pensiero - oramai divenuto necessario - è stato Andrea Scanzi, col suo  “Elogio dell’ invecchiamento”, fra le narrative più avvincenti sul vino che siano mai stati scritte. Scanzi in un capitolo ci fa capire quanto per descrivere il vino - e fare bella figura nei salotti - siano sufficienti pochissime parole. Il resto sono tutte cagate, noiose e inservibili.

 

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Alla presentazione della guida di Cernilli c’era una fortissima rappresentazione del mondo del vino italiano. In prima fila il Ministro Centinaio, Ruenza Sant’Andrea (Presidente dell’ Alleanza delle Cooperative vitivinicole), Luciano Ferraro (voce del vino di riconosciuto successo di pubblico, a proposito di pop, del Corriere della Sera, nonché membro del BIWA di Luca Gardini e Andrea Grignaffini, sempre in tema di linguaggio pop). E poi Renzo Cotarella (amministratore delegato di Antinori),  Alessandro Torcoli di Civiltà del Bere, Andrea Gori di Intravino e nuovo membro della commissione BIWA.

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Molti premi assegnati ma il più importante se l’è aggiudicato Tenuta San Guido con Bolgheri  Sassicaia 2015 che ha preso ben 100/100, confermando il giudizio della commissione BIWA. Quindi poche storie: è una delle migliori annate di Sassicaia mai prodotte dopo la memorabile 1985. E se qualcuno dice che quel vino è ancora troppo giovane rispondete pure, in leggerezza, che essere giovani non è mai stato un difetto. (Visto che parlar di vino è più facile di quanto sembri?)

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Il Massimo della vita, stavolta, però, è stato d’Alema che alla degustazione dei vini premiati - in mezzo a circa un migliaio di persone - ha servito personalmente i suoi vini e si è divertito come un matto. Simpaticissimo, non ci crederete ma è così. E non era assolutamente sbronzo, ovviamente.

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