BOLLORÉ VUOLE DIVENTARE IL MURDOCH EUROPEO, E MEDIASET VOLA IN BORSA (+37% DA INIZIO ANNO, +68% IN SEI MESI) ANCHE PER LE IPOTESI DI FUSIONE CON VIVENDI - IL RIASSETTO DEL BISCIONE: TUTTO È VENDIBILE

1. VIVENDI SPINGE MEDIASET AI MASSIMI IN PIAZZA AFFARI

Maddalena Camera per “il Giornale”

TARAK BEN AMMAR BOLLORe? PADRE E FIGLIATARAK BEN AMMAR BOLLORe? PADRE E FIGLIA

 

Mediaset ai massimi in Borsa. Ieri il titolo del gruppo del Biscione è salito del 2,2% e da inizio anno lo scatto è stato del 37%. I meriti, secondo gli analisti, vanno alla ripresa economica ma anche alle possibili strategie di «merger» che la francese Vivendi potrebbe mettere in atto. In un'intervista al Financial Times, infatti, l'ad di Vivendi, Arnaud De Puyfontaine ha precisato che il gruppo non è interessato a Sky e considera la britannica Itv «troppo cara».

 

BOLLORE HAVASBOLLORE HAVAS

C'è però la volontà di diventare un operatore «completamente dedicato ai media e ai contenuti» anche attraverso «acquisizioni di trasformazione» sfruttando gli 11 miliardi di cassa a disposizione. Non c'è dubbio che, a parte Sky, anche se qualcuno ritiene il merger tra le due società «possibile», tra i candidati a una fusione con la pay tv francese Canal Plus, controllata da Vivendi ci potrebbe essere proprio Mediaset. Anche Mediobanca Securities, in un report, sottolinea questa possibilità.

 

Vincent Bollore e Alberto Nagel foto LaPresse Vincent Bollore e Alberto Nagel foto LaPresse

«Riteniamo che Mediaset potrebbe costituire una interessante opzione strategica per Vivendi - spiega Mediobanca - la fusione consentirebbe a Canal Plus di entrare direttamente nel mercato televisivo italiano e in quello spagnolo: un'operazione in contanti, carta o un mix delle due potrebbe essere fattibile». L'opzione è da tempo sotto osservazione.

 

Vivendi è stata a lungo in trattative con Cologno Monzese per un ingresso nella pay-tv Premium, ma l'operazione è, per il momento, in stand-by. «Prima o poi - ha spiegato Mediobanca - verrà anche per il settore media e tv europeo il tempo delle fusioni e acquisizioni anche grazie alla mossa di Sky, che ha creato un leader europeo con una forte presenza nella pay tv in Gran Bretagna, Italia e Germania. Per questo anche altre società potrebbero intravedere la necessità di creare un'alternativa internazionale nel medio termine».

 

Tarak Ben Ammar e signora Tarak Ben Ammar e signora

Il gruppo è presieduto da Vincent Bolloré, primo azionista che, proprio ieri, è salito dal 12 al 14,5% una mossa questa che prelude nuovi equilibri. Bollorè dunque tramite la sua Vivendi si ritroverà dunque ad essere primo azionista di Telecom quando sarà completata la cessione a Telefonica di Gvt, operazione che porterà in dote anche l'8,3% della società telefonica.

 

Tra le mosse che potrebbero favorire un accordo tra Canal Plus e Mediaset c'è anche la presenza di Tarak Ben Ammar, imprenditore franco tunisino molto amico sia di Bolloré che della famiglia Berlusconi, nel consiglio di Vivendi che sarà rinnovato il prossimo 17 aprile in occasione dell'assemblea degli azionisti.

dailymotion dailymotion

 

Vivendi nel frattempo ha annunciato di essere in trattative esclusive per rilevare l'80% di Dailymotion da Orange per 217 milioni. na acquisizione che può essere interpretata come il primo tassello nella strategia «all media» che la società si sta apprestando ad intraprendere e che potrà portare Bolloré a sfidare il vecchio tycoon australiano Rupert Murdoch e la sua Sky nel settore della pay tv in Europa.

 

 

2. BERLUSCONI CERCA SOCI FORTI O LA PACE TV CON MURDOCH

Ettore Livini per “la Repubblica”

 

MURDOCH BERLU MURDOCH BERLU

Le grandi pulizie sono finite. Dopo l’ annus horribilis del 2012 (chiuso in passivo di 287 milioni) Mediaset è tornata al dividendo e al centro del risiko prossimo venturo dei media in Europa. Non ci voleva l’outing di Vivendi per capirlo. Il primo segnale della svolta è arrivato con l’asta per i diritti della Champions League per il triennio 2015-2018. Una partita dove il Biscione — con una super-offerta vicina ai 700 milioni — ha ribaltato i pronostici battendo la favoritissima Sky.

 

Berlusconi e Murdoch a ArcoreBerlusconi e Murdoch a Arcore

Il riassetto del business in Spagna, con la cessione di Digital Plus e l’ingresso di Telefonica in Mediaset Premium, ha messo un po’ d’ordine nelle attività del gruppo, chiarendo le strategie e dando una prima (ricca) stampella alla zoppicante pay-tv di Cologno. La Borsa ne ha preso atto da un po’ di tempo, regalando un inverno tutto d’oro — almeno sul fronte degli affari di famiglia — a Silvio Berlusconi: il titolo ha messo le ali, mettendo insieme negli ultimi sei mesi un guadagno dell’84%. E il valore della quota in portafoglio a Fininvest è salito da allora di ben 700 milioni.

 

Reed-Hastings-Netflix_LogoReed-Hastings-Netflix_Logo

Tamponate le emergenze finanziarie e rimessi in sesto i conti, Mediaset deve ora decidere cosa fare da grande. La ripresa della congiuntura, specie in Spagna dove nel 2014 il gruppo ha fatto 60 milioni di profitti, aiuta a essere ottimisti. Il mondo delle tv sta però cambiando e nessuno ad Arcore si illude di poter continuare a lungo a fare tutto da soli: la pay-tv è costata tantissimo, i diritti del calcio sono stati un altro salasso e con l’arrivo di Netflix & C. anche in Italia è necessario iniziare a guardarsi attorno per cercare partner con cui dividere oneri e onori.

 

mediaset premiummediaset premium

L’ingresso di Telefonica in Mediaset Premium (pagando 100 milioni per l’11,1% del capitale) è solo il primo tassello. Il Biscione è pronto ad aprire il business della pay-tv ad altri partner. Al Jazeera e Canal+ hanno già esaminato il dossier per un possibile investimento. Anche se dietro le quinte resta il sogno dello storico armistizio con Sky. Due piattaforme tv a pagamento sono troppe per il nostro paese, dicono gli analisti. E se Berlusconi e Murdoch riuscissero a dimenticare i vecchi rancori e unire le forze, avrebbero molto da guadagnare entrambi.

 

VINCENT BOLLORE VINCENT BOLLORE

Tutto cambierebbe, ovviamente, se la partita delle alleanze si giocasse al piano superiore. Cioè sul capitale di Mediaset. Le avances di Vivendi (come quello di Telefonica prima) confermano come le distanze tra media, tlc e internet si stiano accorciando molto rapidamente. Telecom Italia si prepara ad accogliere come azionista la holding transalpina di Vincent Bolloré, vecchia conoscenza di casa Berlusconi. E pure su questo fronte, anche se allo stato siamo alla fanta-finanza, i possibili sviluppi per il Biscione sono molti.

 

confalonieri con marina e piersilvio berlusconi confalonieri con marina e piersilvio berlusconi

Il rebus, una volta, sarebbe stata l’indisponibilità di Berlusconi a mollare la presa sulle tv di casa. Gli ultimi mesi però hanno detto con chiarezza che in Fininvest non esistono più tabù. Il Milan è in vendita, Villa Certosa pure. Mondadori ha lanciato l’offerta su Rcs libri, Ei Towers si è avventurata nella stranissima (ma non troppo) Opa su Rai Way, mentre anche la partecipazione in Mediolanum, complici i diktat di Banca d’Italia, è sul mercato.

 

Mauro Crippa Confalonieri Mario Giordano Piersilvio Berlusconi Giuliano Adreani Mauro Crippa Confalonieri Mario Giordano Piersilvio Berlusconi Giuliano Adreani

Arcore, come molte altre dinastie industriali tricolori, sta approfittando del buon momento di Piazza Affari per passare all’incasso, rendendo più semplici le gestioni dei patrimoni tra le nuove generazioni. Tasto ancora più sensibile a Villa San Martino dove tra i due rami di famiglia non sempre è filato tutto liscio. A febbraio via Paleocapa ha messo sul mercato il 7,7% del capitale Mediaset senza troppe remore. E se inizierà il risiko delle tv, nessuno dubita che l’ex-Cavaliere sarà pronto a far scelte radicali anche su Cologno.

 

 

Ultimi Dagoreport

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…