satana

CHE FINE HA FATTO IL DIAVOLO? LO SVELA PADRE RANIERO CANTALAMESSA: “LA NOSTRA SOCIETÀ HA CONFINATO NELLA SUPERSTIZIONE I DISCORSI SUL DEMONIO. MA SONO MOLTI, ANCHE INTELLETTUALI, AD AMMETTERE CHE QUESTO OBLIO NON HA RESO PIÙ SERENA LA VITA DEGLI UOMINI, PIÙ OTTUSI DI FRONTE AGLI ORRORI DEL MALE” - RICHARD BENSON E IL SACRIFICIO A SATANA (VIDEO)

 

Pubblichiamo alcuni brani dell' articolo Dov'è finito il diavolo? Appunti sul male (e non solo) di Raniero Cantalamessa, frate cappuccino e predicatore della Casa pontificia. Il testo integrale è contenuto nel nuovo numero della rivista Vita e Pensiero, in uscita

 

Brani di Raniero Cantalamessa pubblicati da “la Verità”

 

raniero cantalamessaraniero cantalamessa

Dov' è finito il diavolo? Più radicalmente: esiste ancora il diavolo? Per rispondere a queste domande, premettiamo qualche cenno sulla situazione attuale circa la credenza nel demonio. Dobbiamo distinguere, a questo riguardo, due livelli: il livello delle credenze popolari e il livello intellettuale, rappresentato da arte, letteratura, filosofia e teologia. A livello popolare, o di costume, la nostra situazione attuale non è molto diversa da quella del Medioevo, o dei secoli XIV-XVI, tristemente famosi per l' importanza accordata ai fenomeni diabolici.

il diavolo in corpo vintage eroticail diavolo in corpo vintage erotica

 

Non ci sono più, è vero, processi dell'inquisizione, roghi per indemoniati, caccia alle streghe e cose simili; ma le pratiche che hanno al centro - sia esorcizzato sia adorato - il demonio sono ancora più diffuse che allora, e non solo tra i ceti poveri e popolari. È divenuto un fenomeno sociale (e commerciale!) di proporzioni vastissime. Si direbbe, anzi, che quanto più si cerca di scacciare il demonio dalla porta, tanto più egli rientra dalla finestra; quanto più viene estromesso dalla fede, tanto più imperversa nella superstizione.

 

PROCESSO IN TRE FASI

LA CADUTA DI LUCIFEROLA CADUTA DI LUCIFERO

[...] Possiamo riassumere il processo che ha portato alla situazione attuale in tre fasi. Il primo passo, nel processo di distacco dalla visione tradizionale, avviene nel campo estetico. Il demonio che nelle arti figurative e nella poesia (per esempio in Dante) era stato rappresentato in chiave grottesca o mostruosa, a partire da una certa data comincia a essere rappresentato come bello, o almeno malinconico e poetico.

 

Alcuni pittori (per esempio Lorenzo Lotto, in un dipinto conservato al Museo di Loreto) dipingono il demonio come un bellissimo giovane, più «lucifero» (cioè astro luminoso), che «angelo delle tenebre», con San Michele che lo scaccia dal Paradiso con una mano, mentre con l' altra sembra quasi volerlo proteggere.

LUCIFERO  LUCIFERO

 

Anche in poesia, a partire da Milton, il demonio assume un aspetto di decaduta bellezza. Se in questa fase il nemico comincia a diventare «simpatico», nella fase successiva, che ha nell' Ottocento il suo acme, le parti sono addirittura invertite: il «dio dei sacerdoti» è, semmai, «il nemico», Satana è l'alleato e l' amico, colui che sta dalla parte dell'uomo.

 

Il demonio viene assimilato a Prometeo, colui che, per amore dell'uomo, fu castigato da Dio e precipitato sulla terra. Si compongono, in questo clima, inni e poemi per celebrare il riscatto di Satana. Bisogna dire che, in ciò, non tutto era «diabolico» e satanismo puro e semplice. [...] Molta parte del satanismo non era culto del male per se stesso, ma di quello che, secondo i rispettivi autori (e non sempre, a dir vero, senza fondamento), la Chiesa condannava come male e come «diabolico»: la scienza, lo spirito critico, l'amore per la libertà e la democrazia. Lo si vede dai noti, ingenui, versi del Carducci nell'Inno a Satana: «Salute, o Satana, / o ribellione, / o forza vindice /della ragione».

LUCIFERO LUCIFERO

 

Arriviamo poi alla terza fase, quella attuale. Essa si può riassumere così: silenzio sul demonio. Un silenzio però che non è lodevole discrezione, ma negazione. Nessuno è più contento di questo esito che il demonio stesso, se è vero, come ha scritto Charles Baudelaire, che «la più grande astuzia del demonio è di far credere che non esiste». Il nemico, dunque, non esiste più. Meglio, esiste, ma si riduce a quello che San Paolo chiamava «la carne e il sangue» (Ef 6,12), cioè il semplice male che l'uomo porta in sé.

Il demonio è simbolo dell'inconscio collettivo o dell'alienazione collettiva, una metafora.

 

LA LINEA DELLA CHIESA

LUCIFEROLUCIFERO

[...] Alcuni interpretano la linea di maggior discrezione adottata dal magistero della Chiesa in questo campo come una prova che anche la Chiesa ha rinunciato alla credenza nel demonio o che almeno non sa più bene cosa fare di questo punto tradizionale della sua dottrina.

 

Ma non è vero. Paolo VI ha riaffermato con forza la dottrina biblica e tradizionale intorno a questo «agente oscuro e nemico che è il demonio». Scrive tra l'altro: «Il male non è più soltanto una deficienza, ma un' efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa» (discorso Liberaci dal male, 15 novembre 1972). È vero che in passato si è spesso esagerato nel parlare del demonio, si è visto dove non era, si sono commessi molti torti e ingiustizie, con il pretesto di combatterlo; è vero che in questo campo occorrono molta discrezione e prudenza per non cadere precisamente nel gioco del nemico.

 

Vedere il demonio dappertutto non è meno fuorviante che non vederlo da nessuna parte.

LA CACCIATA DI LUCIFEROLA CACCIATA DI LUCIFERO

Diceva Agostino: «Quando viene accusato, il diavolo ne gode. Addirittura, vuole che tu lo accusi, accoglie volentieri ogni tua recriminazione, se questo serve a non farti fare la tua confessione!» (Sermoni, 20,2). Nonostante tutto questo, resta però fermo il dato biblico che parla del demonio come di una potenza personale, dotata di intelligenza e volere, contro cui Cristo ha lottato, che ha vinto definitivamente sulla croce, al quale è ancora «concesso di fare guerra ai santi» (Ap 13,7), per la loro purificazione, e che tenta in tutti i modi di «sedurre» gli uomini.

 

CREDENZA SECONDARIA

statua di satana nella grottastatua di satana nella grotta

Si afferma a volte che la credenza nel demonio sarebbe qualcosa di tardivo e secondario nella Bibbia, derivato dal contatto con altri universi religiosi. Si dimentica che l' idea di un «nemico» e di una lotta senza quartiere tra esso e l'umanità, fino alla sua sconfitta finale («egli ti schiaccerà il capo»), è presente fin dalla prima pagina della Bibbia, nel racconto della caduta (cfr. Gen 3).

 

Ma anche in questo campo la demitizzazione non è passata invano e senza portare anche frutti positivi. Caduto il polverone creatosi intorno al demonio, oggi siamo forse in una situazione più vantaggiosa per riscoprire il vero nucleo biblico di questa credenza e il suo profondo impatto esistenziale. Sottratto al folclore, il demonio appare un elemento di spiegazione importante del mistero dell' esistenza umana.

 

Sono molti oggi, anche tra gli intellettuali, ad ammettere che l'oblio del demonio non ha reso più serena e razionale la vita degli uomini, ma al contrario ci rende più ottusi e assuefatti di fronte agli orrori del male. Ammettere l' esistenza di un tentatore e della tentazione non significa vanificare la libertà umana, perché resta vero che ognuno è tentato «dalle proprie passioni» (Gc 1,14), cioè da se stesso.

 

invocazione di satanainvocazione di satana

Anche Adamo ebbe la causa principale della sua colpa in se stesso, non nel tentatore; altrimenti non si giustificherebbe la condanna pronunciata da Dio anche contro di lui e contro Eva, oltre che contro il serpente. Nessuna tentazione, da sola, può indurre al male, senza il concorso della libertà.[...] L' ultima parola da dire sul demonio è quella che riguarda il suo posto nella fede cristiana.

 

Esso non ha nel cristianesimo un'importanza pari e contraria a quella di Cristo. Cristo, sulla croce, ha vinto il male e il demonio; egli è l'unico «Signore» e nessuno può nuocere a chi si tiene unito a lui nella fede. Non è neppure del tutto giusto dire che noi crediamo «nel» demonio, se credere significa fidarsi di qualcuno e affidarsi a qualcuno. Crediamo «il» demonio, non «nel» demonio; esso è un oggetto e, per giunta, negativo della nostra fede, come lo sono il peccato e l' inferno.

 

candele attorno alla statua di satanacandele attorno alla statua di satana

Dio e il demonio non sono due principi paralleli, eterni e indipendenti tra di loro, come lo sono in certe religioni dualistiche, per esempio nella religione di Zarathustra. Per la Bibbia, il demonio non è che una creatura di Dio «andata a male»; tutto ciò che esso è di positivo viene da Dio, solo la malizia viene dalla sua libertà.

 

Tutto quello che ha di proprio è il suo voler essere indipendente da Dio e tutto quello che egli cerca nel mondo è trascinare l' uomo in questo voler essere indipendente da Dio. E bisogna dire che egli ha un largo seguito in ciò, nel mondo in cui viviamo.

satana modernosatana moderno

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