migranti - naufragio nel canale di sicilia

1. CHI DICE 700, CHI ARRIVA A 950 MORTI. POCO CAMBIA: DAVANTI ALLE COSTE LIBICHE È ANDATA IN SCENA LA PIÙ GRANDE TRAGEDIA SUL FRONTE DELLA SPENDING REVIEW SUI MIGRANTI 2. LA MATTANZA È ANDATA IN SCENA NELLE ACQUE INTERNAZIONALI, QUELLE CHE NON PRESIDIAMO PIÙ DAL PRIMO GENNAIO. OVVERO DA QUANDO ABBIAMO MANDATO IN SOFFITTA L’OPERAZIONE “MARE NOSTRUM”

strage migranti soccorsistrage migranti soccorsi

Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota) per Dagospia

 

1. LA SPENDING REVIEW SUI MIGRANTI

Chi dice 700, chi arriva a 950 morti. Poco cambia: davanti alle coste libiche è andata in scena la più grande tragedia di sempre sul fronte dell’immigrazione. Uomini, donne, ragazzi, bambini in fuga da guerre e povertà che speravano di arrivare in Italia e ottenere asilo. Si sono salvati appena in 28 ed è già un piccolo miracolo.

 

soccorsi mediterraneo strage migranti copiasoccorsi mediterraneo strage migranti copia

La mattanza è andata in scena nelle acque internazionali, quelle che non presidiamo più dal primo gennaio. Ovvero da quando abbiamo mandato in soffitta l’operazione “Mare nostrum”, che ci costava 110 milioni di euro l’anno e ha salvato 150mila persone, per sostituirla con il pattugliamento delle coste di “Triton”, che costa meno di un terzo ed è finanziata dall’Europa. Con “Triton” sono già morte 1.600 persone in 4 mesi, contro le 3.500 dell’intero 2014 con “Mare Nostrum”.

 

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Non è ovviamente scientificamente dimostrabile che con “Mare Nostrum” la strage di ieri non sarebbe avvenuta, ma è certo che abbiamo fatto un robusto passo indietro nell’opera di salvataggio dei migranti. Adesso le nostre imbarcazioni operano fino a 30 miglia dalle nostre coste e basta. La cosa profondamente immorale, e che dovrebbe farci vergognare tutti quanti, è che abbiamo mollato il vecchio programma di assistenza ai profughi perché “costoso”. Nove milioni e rotti al mese per “Mare nostrum” erano visti come uno spreco, manco fossero soldi per un consiglio provinciale. La realtà è che abbiamo fatto la spending review sul dolore e sullo sfruttamento.

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2. LA PIÙ ANNUNCIATA DELLE TRAGEDIE

Giorni fa ci avevano avvisato persino i burocrati di Bruxelles che questa primavera sarebbe stata peggiore sul fronte dell’immigrazione e dei profughi. E in effetti è proprio così. Corriere: “Siamo salvi’. Dalla speranza all’Apocalisse. I disperati si gettano verso i loro soccorritori e il vecchio peschereccio finisce per ribaltarsi. Impossibile stabilire il numero delle vittime: ‘Sono oltre 700’. La tragedia più grave nel Mediterraneo dal dopoguerra. Quei morti in mare ricordano quando a morire c’erano i nostri nonni. Versiamo ai paesi poveri aiuti pari allo 0,13% del Pil: un sesto di quanto ci chiede la comunità internazionale” (pp. 2-3).

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Repubblica affronta il problema della prevenzione e scrive: “Un tratto di mare senza controlli e i ritardi negli interventi. Il disastro annunciato di Triton” (p. 4). Poi intervista il direttore della Croce Rossa in Europa, Vincent Cochetel, che dice: “Più di 1.600 migranti morti in quattro mesi, mezzi di soccorso inadeguati” (p. 5).

 

Il Messaggero indica chiaramente il colpevole: “Settecento morti’, ecatombe in mare. E l’Europa guarda” (p. 2). E a suo modo anche il Giornale trova il colpevole e titola in prima: “Settecento morti di buonismo. Renzi convoca l’Ue, ma finora è stato fermo dando retta ad Alfano & C: la politica dell’accoglienza è diventata la politica del lutto. Le navi vanno affondate nei porti africani”. Il colpevole del Fatto Quotidiano è direttamente il ministro degli Interni: “Mar morto. Alfano ministro dannoso” (p. 1).

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3. LE PAROLE DEI POLITICI

Difficile stare zitti di fronte a un’ecatombe del genere, ma difficile dire anche qualcosa di coraggioso. “L’Europa non può lasciarci da soli’. Renzi: entro giovedì un Consiglio straordinario dell’Unione. No a polemiche inqualificabili sulla tragedia. Mattarella denuncia: insufficiente l’azione internazionale. Berlusconi: è il momento dell’unità, basta divisioni. Per il premier è inutile invocare Mare Nostrum: non sarebbe cambiato nulla” (Corriere, p. 8). Ma anche questo non lo si può dire con certezza.

naufragio sicilianaufragio sicilia

 

Lady Pesc, ovvero la Moscerini, rilascia dichiarazioni fondamentali: “Bisogna impedire che i barconi partano”. Ma va? E poi: “Capisco la frustrazione degli italiani, ma l’Europa è utile. Occorrono una presa di coscienza e l’affermazione di una politica chiara e determinata” (Stampa, p. 5). Cambia tutto, con queste esortazioni così ispirate.  

 

naufragio canale sicilia 3naufragio canale sicilia 3

Il Messaggero invece intervista Emma Bonino: “Dopo due guerre mondiali l’Europa sta commettendo un altro genocidio. Mare nostrum è stata cancellata per risparmiare: è disumano. L’Italia ha rinunciato a fare la sua parte” (p. 5).

 

Intanto Salvini ha prontamente approfittato dei morti: “Colpa del governo se avvengono le stragi”. E si è giustamente beccato dello “sciacallo” dal Pd (Repubblica, p. 9).

 

 

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4. UN UOMO SOLO AL COMANDO

Alla vigilia della presentazione degli emendamenti all’Italicum sale la tensione nel Pd. “Il premier avverte la minoranza: antidemocratico ignorare le regole”. “Pochi e strategici. Gli emendamenti trappola dei ribelli. Esponenti del PD alleati a M5S e FI. Il rischio di agguati su apparentamento e capilista” (Corriere, p. 17). Repubblica insiste con l’apertura di una trattativa sul Senato: “Riforme, Boschi conferma: ‘Ora possibili modifiche per il nuovo Senato” (p. 15).

 

 

5. ULTIME DA FARSA ITALIA

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“Valori smarriti, nessun erede del capo. Per il 70% Forza Italia è senza progetto”. Il sondaggio di Nando Pagnoncelli per il Corriere dice che “il 55% degli elettori pensa che non ci sarà un ricambio adeguato. Pessimisti anche gli azzurri” (p. 19). Ma da Arcore arriva la notizia che “Berlusconi lavora a una ‘nuova classe dirigente’. L’iniziativa dopo le Regionali. L’ex premier e gli addii: chi lascia dimostra di essere inaffidabile” (p. 19). Basterà a ridare fiducia agli elettori? Il Giornale comunque, tramite “Oggi”,  informa gli elettori del Banana che ad Arcore è arrivato anche il cucciolo Harley, per tenere compagnia a Dudù e Dudina (p. 8). Non è vero che se ne vanno tutti. C’è anche chi arriva.

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6. L’ESILIO DEL ROTTAMATO

Il rottamato più illustre di Matteo Renzi annuncia l’addio al Parlamento. “La scelta di Enrico Letta. ‘Mi dimetto dal Parlamento ma non lascio la politica e rimarrò dentro il Pd. L’ho detto a Mattarella, non a Renzi. Con lui rapporti sereni’. L’ex premier insegnerà a Parigi: ‘Vivrò del mio lavoro’” (Repubblica, p. 14). Sulla Stampa: “L’attacco al suo successore: pericoloso seguire il sentiment della Rete” (p. 9).

 

Il Giornale non se la beve e scrive: “Il ritorno-vendetta di Letta all’ombra del padrino Prodi. In tv l’annuncio: ‘Lascio il Parlamento per guidare la scuola di affari internazionali di Parigi’. Ma la mossa è un tassello del piano segreto per far cadere Renzi e sostituirlo a Palazzo Chigi” (p. 9).

COVER DEL LIBRO DI ENRICO LETTACOVER DEL LIBRO DI ENRICO LETTA

 

 

7. NON FA SOSTA LA SUPPOSTA

Notizie edificanti dal mitologico Jobs Act, la riforma del lavoro che il mondo intero ci invidia: “Due buchi nel Jobs act: precari senza ammortizzatori e metà  assegno agli stagionali. L’Inps: la bozza della circolare attuativa è stata spedita ai ministeri, nessuna risposta” (Repubblica p. 12).  

 

 

GIOVANNI BAZOLI ED ENRICO LETTA FOTO LAPRESSE GIOVANNI BAZOLI ED ENRICO LETTA FOTO LAPRESSE

8. TRAMONTO GIUDIZIARIO PER I DUE GRANDI VECCHI?

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Abramo Bazoli è sotto inchiesta per il suo ruolo in Ubi Banca e Giuseppe Guzzetti è indagato per aggiotaggio sul Monte dei Paschi. I due grandi vecchi della finanza italiana non sono più intoccabili e hanno più di ottant’anni. Il Corriere riprende la notizia data ieri dalla Stampa: “Montepaschi, l’inchiesta arriva a Milano. Ipotesi di aggiotaggio per Guzzetti. Il presidente di Cariplo: ho soltanto aiutato la Fondazione” (p. 24).

 

 

9. LA CURA MORETTI PER UNA FINMECCANICA PIÙ PICCOLA

Il Corriere Economia si dedica al colosso pubblico della difesa e scrive: “Capitalismo di Stato. Moretti: basta distrazioni. Finmeccanica si concentra. In due anni persi con le cessioni cinque miliardi di ricavi. Ma il titolo in Borsa vola. E l’India ha riaperto le gare. Entro l’anno divisioni invece delle società. Su Drs scelta in autunno. Per crescere in Avio Spazio il prezzo è alto: si parla di circa 200 milioni per il 36%” (p. 2).

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10. LA SAGGEZZA DI RE GIORGIO, QUELLO VERO

Giorgio Armani parla ai gay e dice: “Vestitevi da uomini, non da omosessuali. Non vedo perché ci si debba esibire all’eccesso” (Repubblica, p. 19). Più modestamente, noi siamo per il “vestitevi come vi pare”

 

 

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