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CINA, ULTIMO PARADISO DEL CAPITALISMO - MAURO MASI, TRA I MAGGIORI ESPERTI DI TUTELA DEL DIRITTO D’AUTORE: "IL TRIBUNALE DI PECHINO HA EMESSO UN’ORDINANZA PER CUI UNA SERIE DI IMMAGINI GENERATE DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE POSSONO ESSERE TUTELATE DALLE LEGGI SUL COPYRIGHT. LA VINCENDA HA UN VALORE DI GRANDE PORTATA VISTO CHE SI RITIENE CHE L'IA È IN GRADO DI ESPRIMERE UN CONTENUTO CREATIVO CHE VA AL DI LÀ DELL’INPUT ORIGINARIO DATO DALL’UOMO. È IN CONTROTENDENZA RISPETTO A QUANTO DECISO NEGLI USA..."

Estratto dell'articolo di Mauro Masi per www.adnkronos.com

 

intelligenza artificiale

Diritto d'autore/AI. La notizia è recentissima e, a suo modo, clamorosa. Lunedì 27 novembre il Tribunale specializzato per Internet di Pechino ha emesso un’ordinanza per cui una serie di immagini generate da un sistema AI vanno considerate come 'prodotto artistico' e pertanto possono essere tutelate dalle vigenti leggi sul copyright.

 

La vicenda in sé riguarda un episodio di modesto valore commerciale (una sequenza di 'simil foto' di una ragazza orientale creata da una procedura AI e riprodotta su alcune piattaforme cinesi) ma ha un valore segnaletico di grande portata.

 

mauro masi

Tra l’altro, si pone in completa controtendenza rispetto a quanto si è -sinora- deciso negli Usa dove sia l’Ufficio Americano dei Brevetti sia il Tribunale Federale di Washington avevano escluso che tali opere (fossero foto, disegni, frasi o brani musicali) potessero essere protette dalle norme sul diritto d’autore/copyright perché non avevano un sufficiente e originale contenuto creativo.

 

Il giudice cinese ritiene, invece, che i sistemi AI autogenerativi sono in grado di esprimere (non tutti e non sempre, tant’è che afferma esplicitamente che ogni valutazione va fatta caso per caso) un contenuto creativo che va al di là dell’input originario dato dall’uomo. E’ evidente che la vicenda non finisce (e non finirà) qui ma fin d’ora non può che stupire che la Cina tuteli (almeno all’apparenza) il diritto d’autore più degli USA. Un mondo capovolto, direbbe qualcuno... [...]

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