dolce roma -film barbareschi

IL CINEMA DEI GIUSTI – NON MANCA NIENTE IN ‘’DOLCE ROMA’’ DI FABIO RESINARO, NÉ I PRODUTTORI PIPPATISSIMI DI SÉ, SEMPRE ARRAPATI DI ATTRICETTE DALLO SNIFFO FACILE, NÉ I GIOVANI REGISTI SAPUTELLI STRAFATTI, NÉ I CAMORRISTI COMICI, NÉ I POLIZIOTTI TRISTI, NÉ I ‘’VAFFA’’ E I ‘’TESTA DI’’, NÉ CLAUDIA GERINI NUDA NEL MIELE DELLO ZIMBABWE - PRODOTTO E INTERPRETATO DA LUCA BARBARESCHI IN DEBORDANTE STATO DI GRAZIA (“NON RIESCO PIÙ AD ABBRACCIARE LE MIE FIGLIE TANTO PUZZO DI MERDA”), È UN FILM FUORI DI TESTA MA TOTALMENTE STRACULT. UN IMPERDIBILE "CHI E' CHI" DEL CINEMA ITALIANO - VIDEO

 

Dolce Roma di Fabio Resinaro

 

Marco Giusti per Dagospia

 

Barbareschi e Gerini - Dolce roma

Ah, Roma, il cinema, i produttori, le attrici, la bella vita, i fiumi di champagne, i ristoranti alla moda, le feste… Non manca niente, né i fiumi di coca, né le feste in terrazza, né i giovani registi saputelli strafatti, né i camorristi comici, né i poliziotti tristi, né i vaffanculo e i testa di cazzo. Senza scordare le pillole di saggezza sparse in qua e in là: “In questa città nessuno pensa quello che dice e nessuno fa quello che dice”, “Aveva due idee nella testa, la fica e la coca”.

Valentina Bille - Dolce Roma

 

Inutile dire che questo stravagante, strampalato, poco controllato Dolce Roma, diretto dal Fabio Resinaro di Mine, che lo ha scritto assieme a Fausto Brizzi, tratto dal romanzo di Pino Corrias “Dormiremo da vecchi”, prodotto e interpretato da Luca Barbareschi in stato di grazia come il produttore figlio di mignotta Oscar Martello della Incudine Film, un uomo che non dorme pensando alle fiction, è un film fuori di testa ma totalmente stracult.

 

 

Dolce Roma

Anche perché nascosto in una trama da giallo, c’è un ritratto preciso del mondo e della fiction romana che Barbareschi e i suoi autori sembrano conoscere molto bene. E insomma, se riconoscete almeno qualcuno dei personaggi reali, c’è davvero da divertirsi. Come già accadde ai tempi di La grande bellezza di Paolo Sorrentino, che aveva molte più ambizioni, e più recentemente nel film di Paolo Virzi Notte magiche.

 

Luca-Barbareschi - Dolce roma

C’è un giovane sceneggiatore, l’Andrea Serrano di Lorenzo Richelmy, che ha scritto un romanzo sulla camorra e lavora alla morgue lavando i cadaveri. E ha dei problemi con il camorrista Lello Jovine di Libero De Rienzo. C’è un produttore barbuto col perenne sigaro in bocca, l’Oscar Martello di Luca Barbareschi, sposato con la bella e gelida Claudia Gerini, è lei quella che ha i soldi lui viene dal nulla, che glielo ha comprato per farci un film.

Fabio Resinaro - Dolce roma

 

“Sai perché ho scelto il tuo romanzo?”, gli dice al primo incontro. “Mi piaceva il colore della copertina. Lo devo dire al mio arredatore, sarebbe ottimo per il colore delle mie tende”. Oscar Martello avrà letto sì e no 30 pagine del libro, non è in grado di leggere di più. Come tanti veri produttori romani. Ma è deciso a farne un successo affidandolo al suo regista di fiducia, un Luca Vecchi pippatissimo che gioca tutto sui piani sequenza per non farsi tagliare le scene dal produttore, che lo definisce un “Tarkovski dei poveri”, e alla sua attrice di punta delle fiction tv, certa Jacaranda Ponti, interpretata da Valentina Bellé.

 

Dolce Roma

Tra Oscar Martello e la svalvolata Jacaranda Ponti (“la fiction italiana è ’na merda”), c’è ovviamente una storia, che la moglie di lui accetta a patto che non venga troppo sbandierata. I patti sono chiari. Mettiamoci anche un socio truffaldino di Oscar Martello, un potente distributore, interpretato addirittura dall’Armando De Razza di “Esperanza d’escobar”. E una serie di feste e di incontri dove il giovane sceneggiatore si renderà conto del livello del mondo che sta frequentando.

luca barbareschi pino corrias

 

“Non riesco più ad abbracciare le mie figlie tanto puzzo di merda”, gli dirà lo stesso Martello in un momento di tristezza. La parte più divertente e scatenata del film, che scivolerà poi in una trama gialla con tanto di poliziotto alla Tenente Colombo interpretato dal sempre bravo Francesco Montanari, è proprio nel ritratto di questo mondo e nel rapporto fra il giovane sceneggiatore e il produttore. E lì che Barbareschi si lancia nelle battute migliori, “Menta per il mojito, così imparate a bere, froci!”, terminando ogni osservazione con un “e vaffanculo”.

Grande anche quando detta al telefono un soggetto di thriller a uno sceneggiatore sbagliato.

 

Lorenzo Richelmy Luca-Barbareschi - Dolce roma

Ma è notevolissima anche Claudia Gerini come sua degna compagna, soprattutto quando si concede un bagno completamente nuda (complimenti!) nel miele dello Zimbabwe che resterà negli annali del cinema italiano stracult. Nel libro c’era una storia tra lei e lo sceneggiatore che qui scompare. Alla Jacaranda Ponti della Bellé rimangono il ruolo dell’attrice pazza nelle mani di un produttore più pazzo di lei e una storia con lo sceneggiatore.

 

Malgrado sembri assurdo, in qualche modo il film mostra dei personaggi spesso più sobri e contenuti di come sono i loro modelli nella realtà e il tipo di rapporto avvolgente che esiste tra il produttore e lo sceneggiatore alle prime armi è credibile e ben costruito. Da Fabio Resinaro avremmo voluto un vero film d’azione, questo lo è solo in parte. Ma il finalone al ritmo di “Roma brucia” di Antonello Venditti ci ripaga di qualche mancanza. Imperdibile per chi lavora nel cinema italiano. Anche per amici, soci, amanti e camerieri dei nostri produttori. In sala da giovedì 4 aprile.

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