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IL CINEMA DEI GIUSTI - QUANDO VEDRETE NELLA STESSA STANZA BRUCE WILLIS NEI PANNI DELL SUPEREROE INDISTRUTTIBILE DAVID DUNN, IL MALIGNO “MR GLASS” DI SAMUEL L. JACKSON E JAMES MCAVOY CON LE SUE 24 PERSONALITÀ, DA QUELLA DI KEVIN WENDELL CRUMB AL PERICOLOSISSIMO THE BEAST, IN QUESTO “GLASS” LA VECCHIA MAGIA DEL MONDO MAGICO DI M. NIGHT SHYAMALAN VI INCANTERÀ ANCORA - VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

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Potete anche non amare il film, ma quando vedrete nella stessa stanza Bruce Willis come il supereroe indistruttibile David Dunn, il maligno Mr Glass di Samuel L. Jackson e James McAvoy con le sue 24 personalità, da quella di Kevin Wendell Crumb al pericolosissimo The Beast, beh, la vecchia magia di Unbreakble e di Split e il mondo magico di M. Night Shyamalan vi incanteranno ancora. Certo, dopo un filmone come Split, che aveva fatto risorgere dall’oblio il nome di Shyamalan, da un sequel di Unbreakable girato 19 anni dopo con James McAvoy e la sua “orda” di personalità come alleati di Mr Glass, tutti avremmo preteso molto di più.

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Ma, in realtà, questo Glass, che vede per la prima volta nella storia come coproduttori la Walt Disney e la Universal, che avevano i diritti dei due film, 20 milioni di dollari di budget, 39 giorni di set, già con una marea di critiche negative sul groppone, è un film meno sbagliato di quanto possa apparire. E’ vero. La psicanalista di Sarah Poulson, che tiene ingabbiati i tre personaggi nello stesso manicomio criminale, e gli studia cercando di convincerli che credersi supereroi non vuol dire esserlo, è un po’ noiosetta.

 

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Il fatto che James McAvoy e il suo Kevin Wendell Crumb dalla personalità multiple, permettano all’attore degli esercizi di bravura impressionanti, ci obbliga all’allungamento infinito di qualsiasi dialogo, perché i suoi 24 alterego ogni volta tornano a galla e ognuno vuol dire la sua.

 

Ma i fan dei due film precedenti, e questo, ricordiamo, è una parte allungata del vero finale di Unbreakble scritto 19 anni fa e mai girato, non potranno non amare un film che cerca di muovere i suoi eroi o supereroi come marionette che come principale compito hanno quello di completare una storia a fumetti secondo i meccanismi del genere. Più vicino a Unbreakble che a Split, questo Glass ha molte analogie anche con operazioni diverse, come il nostro Jeeg Robot, perché all’origine c’è sempre la creazione del supereroe, la sfida quindi dell’uomo con Dio come creatore di miti.

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Il Glass di Samuel L. Jackson, catatonico per quasi metà film, sogna il momento della rivelazione contro un mondo che non vuole dare spazio al non omologato, al diverso, ma anche a chi cerca di riscrivere uno storytelling secondo parametri non ripetitivi. Per questo l’incontro con l’uomo dalle personalità multiple, combattuto dal paladino del bene, David Dunn, non può che essere esaltante.

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Magari hanno ragione i critici che non hanno amato questo Glass, che lo ritengono una conclusione sbagliata della saga, ma credo che sia un film più difficile e affascinante di quel che sembri. E se ascoltare James McAvoy con le sue 24 personalità è uno shock, già ritrovare assieme i due vecchi eroi di Unbreakble, Bruce Willis e Samuel L. Jackson, è un tale piacere che non può che addolcire qualsiasi commento critico. In sala dal 17 gennaio.  

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