IL CINEMA DEI GIUSTI - “TAKE FIVE”, UN CAST FORMIDABILE DI MEZZI ATTORI E MEZZI (EX) CRIMINALI PER UN NOIR NAPOLETANO TESO, DURO E MAI OVVIO

Marco Giusti per Dagospia

 

Take Five di Guido Lombardi

 

TAKE FIVE TAKE FIVE

Gomorra insegna. E almeno banditi e cattivi, a Napoli, non mancano. Va detto che qui non siamo nel solito camorra movie o nel realismo a oltranza sulla miseria di Napoli, ma in un vero e proprio noir con rapina per cinque voci soliste, come spiega bene il titolo jazzistico “Take Five”, diretto dal Guido Lombardi di “Là-bas”, che a Venezia nel 2011 vinse sia la Settimana della Critica che il premio della miglior opera prima.

 

In “Take Five”, che venne presentato con successo al Festival di Roma giusto un anno fa, siamo di fronte a una storia ultraclassica, che conosciamo perfettamente dai tempi di capolavori come “Giungla d'asfalto” di John Huston o come “Rapina a mano armata” di Stanley Kubric, senza scomodare le “Iene” tarantiniane e i molti rimandi al milieu dei romanzi di Edward Bunker, ma che a me ricorda molto un film che non ho più rivisto dagli anni '60 e che molto vi consiglio, “I sei della grande rapina” (The Split) di Gordon Flemyng, tratto da un romanzo di Donald Westlake con un cast pauroso: Jim Brown, Gene Hackman, Ernest Borgnine, Warren Oates, Donald Sutherland.

TAKE FIVE TAKE FIVE

 

In questo caso, va detto, non c'è proprio un testo nobile, il soggetto è dello stesso Lombardi e del suo produttore e attore Gaetano Di Vaio, ma la storia è molto simile. Una rapina apparentemente facile messa in piedi da cinque personaggi marginali, ognuno dei quali ha un buon motivo per non voler dividere il malloppo, non andrà come dovrebbe. Guarda un po’…  E come finirà lo capirete da soli. Il piacere, e il senso del film, stanno soprattutto nella conoscenza dei cinque personaggi in gioco e nel seguire i loro piani, i loro flashback e le loro triangolazioni.

 

TAKE FIVE TAKE FIVE

Va detto da subito che Lombardi e Di Vaio hanno messo un piedi un cast formidabile. E che quasi tutti i protagonisti non solo mantengono i loro nomi, ma molti dei riferimenti che fanno agli anni in carcere e ai loro trascorsi criminali sono reali. A cominciare dal grandissimo "Sasà" Salvatore Striano, già scoperto da Garrone in “Gomorra” e poi protagonista di “Cesare deve morire” dei Taviani, che fa qui un fotografo dalla doppia vita criminale e un cuore che andrebbe cambiato, se solo ci fosse un milione di euro da spendere.

 

TAKE FIVE TAKE FIVE

E da Gaetano Di Vaio stesso, che è stato qualche anno "ospite" di Poggioreale, per poi rifarsi una vita nel cinema napoletano e che è il vero zio del giovane Salvatore Ruocco, che nel film come nella vita è, appunto, Salvatore, un pugile che ha dovuto lasciare lo sport agonistico per una squalifica e che si è poi fatto un nome nei match clandestini. Ovviamente, prima di diventare attore.

 

L'operaio che ha l'idea del colpo, Carmine, è invece interpretato da Carmine Paternoster, anche lui con qualche anno di reclusione alle spalle e una grande interpretazione teatrale in "Chiove" di Francesco Saponaro. Infine c'è Sciomen, nel film il più grande rapinatore di Napoli che esce dopo dieci anni di galera, interpretato dal grande Peppe Lanzetta, l'unico dei cinque che non ha precedenti penali ma una lunga attività teatrale e cinematografica.

 

salvatore ruocco in una scena di take five di guido lombardi salvatore ruocco in una scena di take five di guido lombardi

E Lanzetta fa veramente paura. Forse perché è un bravo attore. Mettiamoci qualche bella faccia del nuovo cinema napoletano, Gianfranco Gallo, Antonio Pennarella, Antonio Buonomo, due bellezze un po' fuori dalle regole, Esther Elisha e Vittoria Schisano, e un bambino che viene veramente dai Quartieri, Emanuele Abbate. Lombardi non solo gioca benissimo coi suoi attori, ottenendo risultati strepitosi da questa contaminazione tra realtà e fiction, ma costruisce un bel noir teso e duro che non è mai ovvio.

 

La sua Napoli non è né miserabile né troppo realistica, ma solo la giusta cornice per l'azione dei suoi cinque disperati. Magari c'è qualche lunghezza nella parte centrale, ma le storie di ognuno dei cinque ha un giusto peso nel racconto e Sasà Striano e Peppe Lanzetta valgono davvero i grandi attori americani di “I sei della grande rapina” e non si dimenticano facilmente. In sala dal 2 ottobre.

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....