claudio santamaria

CLAUDIO SANTAMARIA, ATTORE IMPEGNATO - ''QUANDO MI DEFINISCONO COSÌ, DICO: 'CERTO, SONO IMPEGNATO, DOMANI CIÒ DA FA'. PENSO ANCORA DI AVER SBAGLIATO MESTIERE. RIMPIANGO DI NON AVER DATO TUTTO IN 'ROMANZO CRIMINALE', LO RIGIREREI DOMANI'' - ''JEEG ROBOT È UN FILM CHE AIUTA LA SOCIETÀ, TI FA PENSARE CHE RISALIRE DAL FONDO È POSSIBILE''

Malcom Pagani per ''Vanity Fair''

 

claudio santamaria da vanity fair  4claudio santamaria da vanity fair 4

Fino a 15 anni fa, dice Claudio Santamaria: «Agli attori italiani sputavano in faccia». Va da sé che in una mattina di ordinario caos romano, al tavolo di un bar a cui si presenta assonnato: «Ma che sia sveglio da 10 minuti è una calunnia» uno dei nostri interpreti più moderni reciti con orgoglio da ambasciatore del nuovo corso. Candidato al David di Donatello come miglior attore protagonista per Lo chiamavano Jeeg Robot, Santamaria ha vinto comunque. Non più asfittico cinema nazionale da camera e tinello quindi, ma solo buon cinema, aria in circolo, cambiamento: «Rialzarsi dal pregiudizio è stato difficile.

 

Tra commedie tremende e film pseudo intellettuali che con la pretesa del messaggio risultavano ancor più ridicoli, i nostri registi erano screditati. Il primo che suonò la riscossa indifferente agli insulti fu Muccino con L’ultimo bacio. Mainetti arriva dopo, ma il suo è un film spartiacque che aiuta a far rialzare la testa, non solo al nostro microcosmo, ma anche a quel pezzo di società che nel riscatto non crede più da un pezzo».

 

In che modo Jeeg Robot darebbe una mano alla società?

 

claudio santamaria da vanity fair  5claudio santamaria da vanity fair 5

Chi lo vede si sente sollevato: «Ma allora- ti ripeti- risalire dal fondo è possibile». Siamo abituati a sentirci dire: «Siamo in Italia, non cambierà mai niente» ma io non ci credo. Non sopporto l’auto-rassegnazione. Arrendersi è sinonimo di complicità.

 

40 Film, 41 anni, un solo David a disposizione.

 

Vincerlo sarebbe un bel colpo, ma Luca Marinelli è stato straordinario. Vedremo.

 

Molto british per un supereroe.

 

La competizione tra attori c’è, è forte ed è sacrosanta. Quando ho visto Suburra ho avuto un po’ di sana invidia nei confronti di Favino, ma invece di covare rancori nell’ombra gli ho telefonato: “Picchio, mannaggia, è un gran film. Sei stato bravo”. Ero sincero.

 

È in un momento in cui può permetterselo?

 

Essere generosi quando le cose ti vanno bene è più facile. Adesso sono contento, ma se avessi perso la possibilità di fare Jeeg Robot mi sarei tagliato una mano.

claudio santamaria da vanity fair  3claudio santamaria da vanity fair 3

 

Prego?

 

Avevo sostenuto un provino con Mainetti, il regista, senza poi sapere più niente per settimane. Negli stessi giorni mi aveva cercato anche Olmi per Torneranno i prati e avevo accettato la proposta. A Olmi non si può dire di no.

 

Quindi?

 

Quindi all’improvviso telefona Mainetti, mi dice che mi ha scelto e dall’altra parte avverte il gelo: «Mi dispiace, ma ho detto sì a Olmi», «Ma non si era ritirato?» fa lui «non aveva promesso di non girare più un fotogramma?». Alla fine per fortuna Mainetti mi ha aspettato.

 

Sarebbe stato presto per avere rimpianti.

claudio santamaria da vanity fair  2claudio santamaria da vanity fair 2

 

E invece qualche rimpianto ce l’ho. Non aver dato tutto quel che potevo su Romanzo Criminale di Placido, ad esempio. Ho reso al minimo e ho perso la possibilità di lavorare in profondità su un personaggio interessante. Peccato. Lo rigirerei domani, ma tornare indietro non si può.

 

Il suo Dandi non sembrava così male.

 

Merito di Placido. Sa dirigere gli attori e salvò la situazione. Per stimolarmi diceva cose bastardissime: «Ieri Kim Rossi Stuart è stato eccezionale, oggi vediamo come te la cavi tu, sarai alla sua altezza? Ho i miei dubbi».

 

Sul set discute spesso con i registi?

 

claudio santamaria da vanity fair  1claudio santamaria da vanity fair 1

Con Roberto Faenza, ne Lo strano caso dell’infedele Klara, accadeva quasi tutti i giorni. Il film, tutto in inglese, non era una passeggiata. Dopo 48 ore in un appartamento tra una doccia, una scena d’amore e un’altra di passione con Laura Chiatti, ero stravolto. Il giorno dopo Faenza è nervoso: “Claudio, svegliati” urla. Poi grida stop: «Ma cos’è sta roba? Hai sempre quest’aria di sufficienza, sembra che vieni sul set e non te ne frega niente, guarda che io ti sostituisco, ti caccio!». Mi dissi che potevo fare due cose: incazzarmi e strappargli le orecchie oppure comprendere posta in palio,  processo creativo e tensione e moderarmi.

 

Che opzione scelse?

 

Mi avvicinai: «Roberto, ma sei matto? Non c’è bisogno di fare così, sono due giorni che ci facciamo il culo. Se non sei soddisfatto ti chiedo scusa, però calmiamoci». Diventò un altro. «Sei stanco? Allora ti chiedo scusa io». A quel punto, sull’onda, ci scherzai su: “E poi, con chi mi avresti sostituito? Ormai il film è iniziato”. “E che problema c’è. Avrei chiamato Accorsi”, “Accorsi?”, “Accorsi sì, mi piace” e io di getto: “E allora potevi prendere lui”. Abbiamo riso molto. Litigare non mi preoccupa, basta che il campo di battaglia sia un terreno comune.

 

SANTAMARIASANTAMARIA

Faenza le imputava una certa svagatezza?

 

Ero molto svagato da ragazzo. Ero quello a cui si poteva rinunciare. Se giocavamo a calcio ed eravamo dispari, per dire, rimanevo a guardare sempre io.

 

Era scarso?

 

Scarso e con la testa tra le nuvole. Una volta, nell’intervallo di una partita, non mi accorsi neanche che bisognasse cambiare lato del campo. A un certo punto, dagli spalti, si sentì una voce: “Numero 3, guarda che te devi spostà, devi andà dall’altra parte”.

 

Che ragazzo era?

 

Uno che stava sempre per strada. Mi sono divertito e mi sono anche annoiato. Ma la noia è fondamentale per diventare migliori. Quando mia figlia dice che si annoia le rispondo: “Brava, annoiati un po’, ti fa bene. Rifletti, pensa e torna tra un’ora”.

claudio santamariaclaudio santamaria

 

I suoi genitori?

 

Mamma casalinga, papà pittore edile. Estati a Senise, in Basilicata e odissee sulla Salerno- Reggio Calabria. Viaggiavamo in una 131. Nella foto di quelle vacanze io sono ‘Boccia’, quello incazzato con il cesto di capelli biondi sulla testa. Immobile sul sedile posteriore. Stretto tra i miei fratelli.

 

È stato figlio, adesso è padre.

 

claudio santamaria ai david  claudio santamaria ai david

Ho una sola figlia, Emma, ma domani non escludo di averne altri. Li avrei fatti anche a vent’anni i figli, se solo avessi avuto idea di come mantenerli.

 

Con Delfina Delettrez Fendi, la madre di Emma, non si è mai sposato.

 

Eravamo giovani. Io e Delfina ci siamo lasciati da tanto tempo, ma ci vogliamo ancora bene. Fino a qualche anno fa non sapevo tenermi accanto una fidanzata per più di qualche mese. Vivevo male il conflitto e alla prima frizione rompevo.

 

Adesso va meglio?

 

A me sembra vada meglio, ma in effetti una ragazza adesso non ce l’ho.

 

claudio santamariaclaudio santamaria

Sciocchezza della vita?

 

Avevo la chitarra sulle spalle e guidavo un motorino. Chiusi gli occhi per 10 secondi e naturalmente mi feci molto male. Mi lacerai il legamento. Ho ancora 17 punti sulla schiena.

 

Perché?

 

Venivo da un festa con più di 100 persone, ma se ti senti solo puoi avere intorno il mondo e sempre solo rimani. Feci una cazzata perché volevo proprio farmi del male. Ero perfettamente lucido e non avevo bevuto. Ma ero scisso. Una parte di me diceva: “Apri gli occhi, imbecille” e l’altra rispondeva: “Tienili chiusi”. Avevo lo stomaco stretto, stretto. Diedi retta all’impulso sbagliato. Finii con il motorino sul marciapiede e poi su una macchina in sosta. Un botto tremendo. Sono fortunato a poterlo raccontare.

 

 

claudio santamaria 4claudio santamaria 4

È vero che non avrebbe voluto fare l’attore?

 

Penso ancora di aver sbagliato mestiere. Volevo fare l’architetto. Sognavo case semplici in cui l’abitazione si confondesse con i materiali con cui era stata costruita. Case di legno, circondate dall’edera, oppure erette con la pietra di fiume.

claudio santamaria claudio santamaria

 

Il legno brucia. Come si fa a non bruciare una carriera?

 

Si prova a dire no. Un percorso si costruisce più sui no che sui sì. Dire ‘no’ è difficile. Ma è tanto liberatorio. Ora posso scegliere. Sono un privilegiato. Mi dispiace solamente che una donna come Graziella Bonacchi, un’agente che è stata fondamentale per farmi crescere come attore e come persona, non sia più. Questo è momento felice. Graziella se lo sarebbe goduto, ma se ne è andata troppo presto.

 

Quante volte si è pentito di aver detto sì?

claudio santamaria  6claudio santamaria 6

 

Tante. Un compromesso che proprio non avrei dovuto fare, non tanto per il film, ma per come  stavo a livello emotivo, fu Amarsi può darsi. Lavoravo in Patagonia e seppi che in Sicilia si era suicidato uno dei miei più cari amici, il fotografo Arturo Patten. Tornai con un barbone lungo da apostolo e invece di chiudermi in casa e soffrire in silenzio accettai il ruolo per senso del dovere e per rispetto nei confronti del regista. Non volevo metterlo nei guai, ma sbagliai. Sul set, durante i trasferimenti, piangevo a dirotto a fianco dell’autista. Lui non capiva. Io ero distrutto.

 

Sui set italiani di solito si ride molto.

 

claudio santamaria  5claudio santamaria 5

Anche troppo. L’armonia nel lavoro è fondamentale, ma armonia non significa cagnara. Con le troupe straniere non vola una cazzo di mosca. Sui set italiani, non so per quale strana eredità felliniana, c’è sempre casino. Lavorando con Campiotti non riuscivo a concentrarmi e ho protestato: “Scusate, vi voglio bene, ma non siamo in un pub. La fate finita? La birra la beviamo dopo».

 

Quindi severo, non svagato.

 

claudio santamaria   claudio santamaria

Un conto è l’apparenza, un altro è la sostanza. Chi giudica senza sapere può fare male. Sa chi ferì davvero? Marco Risi. Giravamo L’ultimo capodanno ed ero ansioso di sapere se la mia interpretazione di Cristiano Carucci, non esattamente una cima, lo convinceva. Mi guardò con sufficienza: “È perfetta, tu sei esattamente così”. Non ero così. Rimasi di merda. Non gliel’ho mai detto.

 

Se le chiedo una cosa promette di non darmi una risposta democristiana?

ylenia pastorelli e claudio santamariaylenia pastorelli e claudio santamaria

 

Le ho dato risposte democristiane?

 

Meglio un film da festival poco visto e malpagato o 10 milioni di spettatori su Rai uno e un ricco bonifico sul conto corrente?

 

Meglio il cinema, perché il cinema rimane. Per anni ho detto no a priori alla tv, poi ho capito che avevo bisogno di leggerezza e di non essere più considerato soltanto un attore di nicchia. Adesso se mi capita una serie scritta bene non chiudo più la porta. I soldi sono importanti anche per questo. Ti permettono di mantenerti e accettare ingaggi modesti per realizzare imprese in cui credi. Ci sono colleghi che dicono: “Sotto quella cifra non scendo”. Io no. Se avessi ragionato così mi sarei perso un sacco di belle cose.

 

Claudio Santamaria, attore impegnato.

 

claudio santamariaclaudio santamaria

Quando mi dicono attore impegnato rispondo sempre: “Certo, sono impegnato, domani ciò da fa”.

 

 

 

 

 

 

claudio santamaria e arrivata la felicita  3claudio santamaria e arrivata la felicita 3claudio santamariaclaudio santamaria

 

marco travaglio con francesco montanari claudia gentili e claudio santamariamarco travaglio con francesco montanari claudia gentili e claudio santamariafrancesco montanari  veronica gentili  claudio santamaria e marco travagliofrancesco montanari veronica gentili claudio santamaria e marco travaglioclaudio santamariaclaudio santamariatorneranno i prati santamariatorneranno i prati santamariaGAETANO SANTAMARIA AMATO PROCURATORE GENERALEGAETANO SANTAMARIA AMATO PROCURATORE GENERALEclaudio santamariaclaudio santamariaClaudio Santamaria Claudio Santamaria Claudio Santamaria Claudio Santamaria Claudio Santamaria Claudio Santamaria Claudio Santamaria Claudio Santamaria Claudio Santamaria Claudio Santamaria Claudio Santamaria Claudio Santamaria claudio santamaria isabella ferrari marco travaglio claudio santamaria isabella ferrari marco travaglio claudio santamaria il venditore di medicine claudio santamaria il venditore di medicine claudio santamariaclaudio santamariatre tocchi argentero santamaria giallinitre tocchi argentero santamaria giallinifabrizio salini (ad fox ch. ) claudio santamariafabrizio salini (ad fox ch. ) claudio santamariafabrizio salini, ad fox channels, e claudio santamariafabrizio salini, ad fox channels, e claudio santamariaclaudio santamaria. ben  cclaudio santamaria. ben cclaudio santamariaclaudio santamariaclaudio santamaria alessandro sperduticlaudio santamaria alessandro sperdutimarco travaglio veronica gentili claudio santamaria  francesco montanarimarco travaglio veronica gentili claudio santamaria francesco montanarimontanari gentili santamaria e travaglio leggono le intercettazioni  di mafia capitalemontanari gentili santamaria e travaglio leggono le intercettazioni di mafia capitaleclaudio santamariaclaudio santamariaclaudio santamaria  3claudio santamaria 3

 

claudio santamaria e arrivata la felicita  2claudio santamaria e arrivata la felicita 2

 

claudio santamaria e arrivata la felicita  1claudio santamaria e arrivata la felicita 1SANTAMARIASANTAMARIAclaudio santamaria ylenia pastorelli gabriele mainetti luca marinelliclaudio santamaria ylenia pastorelli gabriele mainetti luca marinelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimi Dagoreport

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...