CLIC! IL CARAVAGGIO DELLA FOTO - DA LADY DIANA IN BIKINI A SALVINI DESNUDO, GLI SCOOP DEL PIU’ GRANDE FOTOREPORTER ITALIANO, MASSIMO SESTINI -"CORONA? UNA VITTIMA DELL’ASSURDO" - DOTTO INTERVISTA

Sestini: “La foto più complicata? Quella del barcone: 500 disperati che vedono arrivare questo elicottero e guardano tutti all’insù con i loro occhi bianchi” - La foto più straziante? Lo strazio, purtroppo, l’ho metabolizzato... - “La sfrontatezza? Sono timido. Con le donne ho sempre avuto un approccio difficile..”

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Giancarlo Dotto per “Diva e Donna”

 

LADY DIANA SESTINI 1 LADY DIANA SESTINI 1

So quello che dico. Massimo Sestini è pazzo. Una pazzia che ne ha fatto il fotografo di cronaca più celebre d’Italia, certo il più bravo, certo il più maledetto, di sicuro inimitabile. Molto più di un paparazzo. Il Caravaggio dei fotografi. Un Polifemo tecnologicamente modificato, l’occhio trasformato nel mirino di un fucile ad alta precisione, un cecchino via terra, mare e cielo, sempre più cielo, da Kabul alla Costa Smeralda, alle coste africane e il deserto.

 

Se Massimo Sestini decide di fotografare una talpa al centro della terra, state sicuri che lo farà, niente e nessuno lo possono fermare. L’ho visto convincere un presunto pedofilo a farsi fotografare come un fauno nei boschi, un riccastro in vestaglia e zuccotto sotto le lenzuola con la moglie al fianco e il fucile a bordo del letto, all’epoca delle rapine nelle ville venete, Lele Mora mentre si faceva massaggiare i piedi come un pascià dai suoi tronisti.

 

sestini sestini

Per non dire delle incursioni notturne nei locali a luci rosse con l’obiettivo nascosto nella cravatta, per poi ripartire all’alba, senza un minuto di sonno, per fotografare non ricordo quale divo a Lampedusa. Da anni si è dato alla foto zenitale. T’inchioda perpendicolare dallo Zenit. Se avete qualcosa da nascondere e vedete un elicottero in avvicinamento, stile Apocalypse Now, scappate a gambe levate e nascondetevi in un armadio. Non so se basterà. Ha 52 anni, è nato a Prato e vive a Firenze. Il resto è pura dispersione nel pianeta.

francesco arca e lele mora francesco arca e lele mora

 

Ti regalo l’anagramma di Massimo Sestini: “Assisti immenso”.

(Ride) “Che meraviglia. Mi piace troppo questa cosa… La metto sulla targa del mio ufficio”.

A cosa assisti mentre ti parlo?

“Sono in ufficio, dietro al mio tavolo molto disordinato. Sto montando un servizio in totale relax”.

Sestini in totale relax. Non ci credo.

“In realtà il lunedì per noi è un giorno di fuoco. Arrivano le paparazzate gossipare del sabato e della domenica dalle spiagge di tutta Italia, dalla Puglia alla Versilia, dall’Argentario a Portofino”.

Cos’è finito nella rete?

“Buffon con la D’Amico incinta al mare. Finalmente si vede un po’ di pancia”.

 

Il tuo ultimo grande colpo?

“Salvini desnudo sotto le lenzuola con la cravatta verde”.

Quanti fotografi lavorano per te?

“Una quarantina tra l’Italia e l’Europa. Gente brava, motivata, che non molla mai. Come me”.

Come te è impossibile. Tu sei pazzo.

sestini 2 sestini 2

“Quest’anno ho avuto la fortuna di fare quella foto per cui mi hanno dato il World Press Photo 2015, un premio prestigioso”.

 

Il barcone dei naufraghi ripreso dall’alto. Un capolavoro.

“Eletta dal Times come una delle foto più significative dell’anno. L’ho regalata a tutte le onlus che si occupano di immigrati. Ne abbiamo tirato nove copie del formato 150x100. Una l’ha comprata Elton John per la sua collezione privata”.

A che cifra?

“Seimila euro. Stampata e incorniciata”.

 

Ci siamo conosciuti nel 2000. Eri già un forsennato. Nel frattempo il mondo è cambiato intorno a noi e a te. La sopraffazione del digitale, la crisi dei giornali.

“Prima facevo acrobazie folli per riuscire ad arrivare in un posto e scattare per primo. Oggi non ci sono più i budget di un tempo, la concorrenza è aumentata e devi essere sempre più bravo, curare i dettagli, affinare l’invenzione”.

Cosa rende di più?

massimo sestini migranti massimo sestini migranti

“Sempre il gossip. Se fai bene la stagione estiva porti a casa un fatturato con cui ci puoi vivere tutto l’anno. Devi essere molto bravo a tirarti fuori dalla mischia di tutti gli altri fotografi”.

Come si batte la concorrenza?

“Con quel pizzico di follia che ti spinge a spendere un sacco di soldi, noleggiare un elicottero o un aeroplano, partire all’improvviso, senza sapere se riuscirai a farla quella foto”.

Un esempio?

“I funerali a L’Aquila. Duecentotrenta bare, una accanto all’altra. Mi dico: una ripresa dal cielo sarebbe un documento straordinario. Ma c’è il divieto delle forze dell’ordine, lo spazio aereo vietato. Allora devi inventarti un modo”.

 

Che ti sei inventato?

“Trovare un elicottero e un pilota folle che ti porti in volo al di sopra del divieto di sorvolo, una quota altissima, da cui fare una fotografia impossibile. Non saprai mai se riuscirai a farla, fino a che non hai fatto quel passaggio in cielo. Questo vuol dire giocarsi qualche migliaio di euro sull’azzardo puro. Mi succede spesso”.

In quel caso sei riuscito.

“Sì. Una foto straordinaria”.

 

Scoop planetari. Lady Diana fotografata in bikini del ‘91.

“Mi ha lanciato nel mondo. Invitato nelle televisioni inglesi e tedesche. The Sun e The Independent mi pagarono per raccontare in esclusiva questo scoop”.

Ricordalo anche a noi.

“Carlo e Diana erano sbarcati da quindici giorni a Napoli e se ne stavano a bordo dell’Alexander, un maxi yatch di un armatore greco, ma nessuno sapeva dove. Grecia, Marocco, Italia..”.

 

 

SESTINI SESTINI

Nessuno sapeva, eccetto Sestini.

“C’erano i fotografi più celebri e ricchi del mondo. Aerei ed elicotteri per cercarli anche dal cielo. Io avevo rinunciato dopo una settimana di soldi buttati. Torno sconfortato a Firenze in pieno agosto…”.

Sconfortato ma non rassegnato.

“Ho un’intuizione. Chiamo un mio amico in Sardegna e gli chiedo: “Ma se tu fossi Carlo d’Inghilterra e volessi andare in Sardegna a ferragosto senza essere importunato dai media che affollano la Costa Smeralda, dove andresti?”. “Nella Tavolara”, mi fa lui”.

 

E li stavano i due piccioncini reali.

“Una nave blu, enorme, che batteva bandiera inglese. Blocco Riccardino che stava partendo per le ferie con la moglie…”.

Chi è Riccardino?

“Un mio collaboratore vittima. Gli faccio: “Vai di corsa a Livorno e blocca la partenza del traghetto. Dammi il tempo di arrivare”.

 

Come si fa a bloccare la partenza di un traghetto?

SESTINI SESTINI

“Ci siamo inventati che doveva arrivare uno, cioè io, con dei medicinali urgenti per una persona a bordo. Faccio duecento all’ora l’autostrada e m’imbarco con un sacchetto di plastica e delle medicine a caso dentro”.

Già questa un’impresa.

“Arrivo a Olbia, un amico mi porta in moto a Capo di Coda Cavallo. Noleggio un gommoncino. Tirava un maestrale pazzesco. Vado verso la Tavolara con tutta l’attrezzatura nello zaino, sballottato dalle onde. Tutto questo senza sapere se c’era Diana in quella nave”.

 

La fortuna premia gli audaci.

“Porca puttana! Ero l’unico giornalista al mondo davanti a quella nave. Imploro un passaggio a un off shore nei paraggi. Questi mi fanno montare, dei farmacisti di Como molto simpatici. Era l’Alexander davanti a me. Diana, Carlo e i figli che scendono a fare il bagno in spiaggia. Trenta rullini ho scattato”.

A quanto l’hai venduta quella foto?

“Mezzo miliardo di lire ai giornali inglesi. Noleggiarono un jet privato per venirla a prendere a Firenze. La mia foto più pagata in assoluto. Mai nessuna della famiglia reale inglese era stata fotografata in bikini prima di allora”.

 

L’unico, l’anno prima, a entrare al funerale di Stefano Casiraghi.

“Tutti i fotografi del mondo fuori dalla chiesa. Feci una foto incredibile di Carolina disperata che deponeva un mazzo di rose sulla bara di Casiraghi. Un’esclusiva mondiale pagata tantissimo. Già questa mi fece diventare famoso”.

SESTINI SESTINI

 

Qualche anno prima. 1984. La strage del rapido nella galleria di Val di Sambro.

“Avevo 21 anni. Fui l’unico a entrare nella galleria dove era rimasto il vagone della morte, quello con la valigia esplosa. Nessuno poteva entrare. Era un segreto di Stato”.

Ma perché tu riesci a entrare dove gli altri non riescono?

“Sono stato così incosciente da salire sopra un vagoncino di soccorso delle ferrovie. Mi sono seduto su un sedile tutto bagnato. Ho scoperto dopo che era il sangue dei feriti”.

 

 

Sestini: una combinazione d’incoscienza, perspicacia e audacia.

“Dopo però mi hanno beccato. Sono riuscito a passare una manciata di rullini nascosti un po’ nel taschino della giacca, un po’ nei calzini, a un collega che mi ha teso la mano. Mi portarono in questura e mi sequestrarono l’attrezzatura per una settimana. Quei rullini furono pubblicati in tutto il mondo. Stern ci fece la copertina”.

SESTINI SESTINI

Eri tu anche sul cielo di Capaci.

“Noleggiai un aereoplanino a Bocca di Falco. C’era un divieto di sorvolo. Avevo un grosso teleobiettivo, pagando moltissimo il pilota mi feci portare a una quota alta e, smontando la porta e sporgendomi molto, riuscii a fotografare”.

 

Una foto meravigliosa e tragica. Il tuo più grande “imbucamento”?

“All’interno dell’emiciclo della Camera dei deputati, il primo giorno del governo Berlusconi. Misi la macchina sotto la cravatta col buco e riuscii a farla entrare nonostante il metal detector”.

Come hai fatto a convincere Lele Mora a farsi fare quella foto?

EVACUAZIONE DELLA COSTA CONCORDIA PH MASSIMO SESTINI PER L ESPRESSO EVACUAZIONE DELLA COSTA CONCORDIA PH MASSIMO SESTINI PER L ESPRESSO

“Nella sua villa a Porto Cervo. “Vi posso fare una foto?” e, mentre lo dicevo, già l’avevo fatta”.

 

L’unico a entrare al matrimonio di Eros Ramazzotti.

“Arrivo con un elicottero noleggiato e lo faccio parcheggiare dietro la collina. Mi metto il tight, mi travesto con barba, parrucca e baffi finti, capelli bianchi lunghi. Nascondo la macchina sotto la pancera del tight e vado da un fotografo amico. Altero un po’ la voce e gli chiedo: “Scusi, che ore sono?”.

Un test?

MASSIMO SESTINI CON OMBRELLO MASSIMO SESTINI CON OMBRELLO

“Esatto. Non mi ha riconosciuto. Sono stato l’unico al mondo a fare le foto lì dentro con tanto di Tina Turner testimone di nozze accanto all’altare. Alla fine della messa, corro a prendere l’elicottero, vado in volo e, penzolando fuori dallo sportello, in tight, faccio tutte le foto dall’alto sul giardino”.

 

Stessa impresa al matrimonio di Montezemolo.

“Arrivo con una macchina diplomatica blu con autista. Ci aprono il cancello della villa come se niente fosse. Vado subito davanti all’altare, scatto tre foto, poi me ne torno inginocchiato sulla panca. Vedo i gorilla molto nervosi. Chiedo: “Che succede?”. “Pare ci sia un paparazzo infiltrato in chiesa, lo stanno cercando disperatamente, un certo Sestini”.

Cosa ti fa così sfrontato?

SESTINI04 fede cade berlusconi sardegna cor SESTINI04 fede cade berlusconi sardegna cor

 “La mia grande timidezza. Con le donne ho sempre avuto un approccio difficile. Ho deciso che questo mio problema non doveva ostacolare la mia professione. Sono diventato il contrario di me stesso. Il bello è che ancora adesso, a cinquantadue anni, sono timido da morire”.

 

Ti hanno mai menato di brutto?

“Porco Giuda, le ho prese eccome. Una volta un celerino con il manganello durante una carica della polizia, quando i Pontello decisero di vendere Roberto Baggio alla Juventus. Due costole incrinate. Non so quante volte i gorilla mi hanno riempito di cazzotti”.

La foto più complicata,

“Sempre quella del barcone. Non riuscivamo a stare sullo zenit. L’avevo sognata qualche notte prima quella foto. Un barcone zeppo di cinquecento disperati, due notti passate nel nulla, con la morte addosso, che vedono arrivare questo elicottero e guardano tutti all’insù con i loro occhi bianchi”.

La foto più straziante.

“Lo strazio, purtroppo, l’ho metabolizzato. Non ce l’ho. In quel momento penso solo a quello che devo fare, non vivo il dramma che ho davanti, il corpo dilaniato. Controllo i parametri. Ho vissuto, invece, uno strazio interiore con le foto di gossip”.

Tipo?

LADY DIANA BIKINI SESTINI LADY DIANA BIKINI SESTINI

“Qualcuno che ti supplica di non pubblicare certe foto che per me magari sono degli scoop, ma per loro sono la rovina. Persone disposte a pagare. In quei casi ho scelto sempre di regalargliele”.

 

La storia di Fabrizio Corona.

“Corona è stato una vittima dell’assurdo. Dargli una condanna così pesante, quando fuori ci sono i criminali veri, killer, uxoricidi. Non giudico Corona, dico solo che la sua è una pena sproporzionata e ingiusta”.

La foto di cui sei più fiero.

“Una foto di mia figlia Chiara con un violoncello in mano che mi fa la linguaccia quand’era piccolina”.

Che prezzo hai pagato per questa esistenza folle?

SESTINI SESTINI

“Non avere la mia famiglia. Non aver vissuto mia figlia quanto avrei voluto, sentirmi un egoista che sacrifica gli affetti più grandi per non si sa bene cosa. Lo capisco solo ora. Devo la mia carriera alle persone care che ho sacrificato e mi hanno sopportato per tanti anni”.

In fuga da cosa?

 “È una fuga continua la mia. Ma non sono riuscito ancora a capire da cosa”.

 

 

MASSIMO SESTINI MASSIMO SESTINI

 

 

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