harvey weinstein scott rosenberg

LA CONFESSIONE-ACCUSA DI UNO SCENEGGIATORE CHE HA LAVORATO CON WEINSTEIN PER ANNI: ‘TUTTI SAPEVANO, CAZZO!’ -  SCOTT ROSENBERG IN UN LUNGO, IMPERDIBILE POST: ‘OGGI FINGETE SDEGNO E SORPRESA. REGISTI, ATTORI, POLITICI. MA SAPEVATE COSA FACEVA. PERCHÉ IO C’ERO. E VI HO VISTO. TUTTI’ - ‘HARVEY ERA LA GALLINA DALLE UOVA D’ORO. CANNES! OSCAR! VENEZIA! SUPER BOWL! CARAIBI! E ALLORA CHE SARÀ MAI STATO SE FACEVA USCIRE IL PISELLO DALL’ACCAPPATOIO DAVANTI A UNA MODELLA CHE AVEVA FATTO CARTE FALSE PER ENTRARE A UNO DEI SUOI PARTY?’ - ECCO PERCHE' MI FATE SCHIFO QUASI QUANTO LUI

 

 

DAGOTRADUZIONE DEL POST DI SCOTT ROSENBERG SU FACEBOOK

Qui l'originale, che nel frattempo è stato rimosso dal social network

http://mashable.com/2017/10/16/scott-rosenberg-screenwriter-weinstein-hollywood/#ZV0TY.8oiOqB

 

Allora, beh, insomma.

Dobbiamo parlare di Harvey.

 

Io c’ero, per un bel pezzo.

Da, boh, dal 1994 ai primi anni 2000?

scott rosenberg

Qualcosa del genere.

Di sicuro l’Età dell’Oro.

Gli anni di PULP FICTION, SHAKESPEARE IN LOVE, CLERKS, SWINGERS, SCREAM, WILL HUNTING, IL PAZIENTE INGLESE, LA VITA È BELLA.

 

Harvey e Bob hanno prodotto i miei primi due film.

Poi mi hanno ingaggiato con un contratto a lungo termine.

Poi hanno comprato una mia sceneggiatura horror sulle Dieci Piaghe.

Per un sacco di soldi.

E poi hanno comprato quella mia sceneggiatura sul motociclista-mannaro.

Che non piaceva a nessun altro ma che era la mia preferita.

Avrebbero pubblicato il mio romanzo.

Mi hanno consacrato.

Hanno fatto in modo che gli altri studios pensassero che fossi the real deal (quello giusto).

Mi hanno dato la mia carriera.

 

Avevo a malapena 30 anni.

Ero sicuro di aver trovato l’oro.

Mi amavano, quei due fratelli, che avevano reinventato il cinema.

E che erano divertenti e tosti e se ne sbattevano il loro cazzo della East Coast di tutti quegli stronzi fighetti a Los Angeles.

 

E quei giorni gloriosi a Tribeca?

Quegli uffici vecchi e angusti?

kate beckinsale e weinstein

La meravigliosa gang di manager e assistenti?

Tutti i registi che facevano film su film?

I fratelli volevano creare una ‘famiglia di film’.

E hanno fatto esattamente questo…

Non vedevamo l’ora di incontrarci in quel posto.

Le riunioni diventavano programmi che poi diventavano notti folli in giro per la città.

Per farla breve: Miramax era una figata.

 

Quindi sì, io c’ero.

E lasciatemi dire una cosa.

Lasciatemi essere perfettamente chiaro su una cosa:

 

TUTTI SAPEVANO, CAZZO.

 

Non che stuprasse.

No, quello non l’abbiamo mai saputo.

Ma sapevano una storia di comportamenti aggressivi che era piuttosto spaventosa.

Sapevamo della fame di quell’uomo; il suo fervore; il suo appetito.

Non c’era niente di segreto sulla sua rapacità vorace; come un orco insaziabile uscito dalle favole dei fratelli Grimm.

Tutto avvolto in promesse vaghe di ruoli nei film.

(e, questo deve essere detto: c’erano molte che cedevano davvero al suo fascino ingombrante. Volontariamente. Che di sicuro lo avrà solo incoraggiato a lanciare la sua rete fetida in modo ancora più ampio).

 

Ma come ho detto: tutti sapevano, cazzo.

 

E per me, se il comportamento di Harvey è la cosa più disgustosa che uno possa immaginare, al secondo posto (di poco) c’è l’attuale ondata di condanne ipocrite e smentite che si infrange su queste coste di rettitudine come una marea di virtù farlocca.

 

OBAMA WEINSTEIN

Perché tutti sapevano, cazzo.

 

E sapete perché sono sicuro che sia così?

Perché io c’ero.

E vi ho visto.

E ne abbiamo parlato insieme.

Voi, i grandi produttori; voi, i grandi registi; voi, i grandi agenti; voi, i grandi finanzieri.

E voi, i capi dei grandi studios rivali; voi, i grandi attori; voi, le grandi attrici; voi, le grandi modelle.

Voi, i grandi giornalisti; voi, i grandi sceneggiatori; voi, le grandi rockstar; voi, i grandi ristoratori; voi, i grandi politici.

 

Vi ho visti.

Tutti.

E che dio mi aiuti, io ero là con voi.

 

Di nuovo, ripeto, forse non conoscevamo il livello.

La magnitudine della schifezza.

Non gli stupri.

Non le donne sbattute contro un muro.

Non lo sborrare nei vasi delle piante.

Ma sapevamo qualcosa.

scott rosenberg

Sapevamo che qualcosa bolliva sotto la superficie.

Qualcosa di odioso.

Qualcosa di marcio.

 

Ma…

E questo è patetico quanto vero:

Che avremmo dovuto fare?

A chi avremo dovuto dirlo?

Le autorità?

Quali autorità?

La stampa?

Harvey aveva la stampa in pugno.

Internet?

Non c’era internet o qualcosa che ci somigliasse.

Avremmo dovuto chiamare la polizia?

Per dire cosa?

Avremmo dovuto rivolgerci a un immaginario procuratore generale di Movieland?

Non esiste.

 

Per non dire del fatto che la maggior parte delle vittime ha scelto di non parlare.

Si è limitata a condividere i dettagli sordidi con qualche amica o persona di fiducia.

E se ne avessero parlato con i loro agenti e pr?

Gli stessi agenti e pr gli avrebbero detto di tacere.

Perché chi poteva sapere le conseguenze?

Quel vecchio detto “Non lavorerai più in questa città” è tornato putridamente in vita come un cadavere rianimato in un film di zombie da seconda serata.

Ma, sì, tutti conoscevano qualcuno che aveva ricevuto le sue avances luride.

O conosceva qualcuno che conosceva qualcuno.

 

Qualche attrice amica mi aveva raccontato storie: di una agghiacciante riunione in hotel; di un ripugnante pisello che sguscia dall’accappatoio; di una tremenda richiesta di massaggi.

E anche se erano scosse, in qualche modo ridevano della sua arroganza; della sua temerarietà nel pensare che la sola vista della sua carne nuda e molliccia le avrebbe eccitate.

Quindi pensavo che fosse solo una grottesca esibizione di potere; un tizio che non capisce la platea che ha davanti e che ci prova come un viscido ma in fondo sfigato.

 

Era molto più facile crederci.

Era molto più facile per TUTTI noi crederci.

 

harvey weinstein hillary clinton

Perché…

 

Ed è qui che lo schifo incontra la melma:

Con Harvey abbiamo passato i momenti migliori.

Produceva i nostri film.

Organizzava le feste più pazzesche.

Ci portava ai Golden Globes!

Ci presentava le persone più incredibili (incontri con il vicepresidente Gore! In discoteca con Quentin e Uma! A bere con Salman Rushdie e Ralph Fiennes! A cena con Mick Jagger e Warren-oh mio dio-Beatty!).

 

I più clamorosi weekend degli Oscar.

Sembrava durassero settimane!

Sundance! Cannes! Toronto!

Telluride! Berlino! Venezia!

Jet privati! Limousine extralusso! Concerti di Springsteen!

Diamine, Harvey una volta mi ha portato sull’isola caraibica di St. Barth per Natale.

Per 12 giorni!

Ero un ragazzino di Boston con le pezze al culo che non aveva mai neanche SENTITO NOMINARE St. Barth prima che lui prenotasse il mio viaggio.

Una volta mi ha fatto trovare i biglietti per i 7 show più di successo a Broadway in una settimana. Così che potessi regalare a una nuova fidanzata un tour teatrale da far girare la testa.

Mi ha trovato posti sulla linea delle 40 yard al Super Bowl, quando i Patriots sfidavano i Packers a New Orleans.

Mi ha pure trovato una stanza d’albergo, cosa impossibile quel weekend.

Lui dava, e dava, e dava, e dava.

Aveva la generosità di un monarca vulcanico per chi era parte del suo giro.

E i suoi capos e soldati dovevano ripagarlo con una fedeltà degna di un padrino mafioso.

harvey weinstein circondato di donne

Ma non pensate a noi!

Pensate a tutto quello che faceva per la cultura!

Faceva film incredibilmente belli in un momento in cui tutti sfornavano scimmiottature di “Indipendence Day”.

 

Era glorioso.

Tutto.

 

Quindi che sarà mai stato se era un po’ prepotente con qualche giovane modella che aveva smosso le montagne pur di entrare a una delle sue feste?

Quindi che sarà mai stato se mostrava i genitali in qualche stanza di hotel a cinque stelle, come gli esibizionisti del parco in qualche vignetta di “MAD Magazine” (basta sostituire l’accappatoio con l’impermeabile!).

Perché avremmo dovuto noi fermare il gioco?

La gallina dalle uova d’oro non capita molte volte nella vita di un uomo.

 

E torniamo al discorso principale:

Tutti sapevano, cazzo.

Ma tutti si stavano divertendo troppo.

E stavano facendo un gran lavoro; stavano facendo ottimi film.

 

Come dice la vecchia battuta:

Ci servivano le uova.

 

harvey weinstein bill clinton

Okay, forse non ci SERVIVANO.

Ma ci PIACEVANO. Davvero, davvero, davvero molto.

Quindi eravamo pronti a ignorare quello che faceva la gallina dalle uova d’oro, nell’ombra oscura dietro al pollaio.

 

E per questo, sarò eternamente dispiaciuto.

A tutte le donne che hanno dovuto subire…

Mi dispiace.

Ho lavorato con Mira (Sorvino) e Rosanna (Arquette) e Lysette (Anthony).

Conosco Rose (McGowan) e Ashley (Judd) e Claire (Forlani) da anni…

Il loro coraggio è una lanterna che illumina la mia vergogna.

E mi scuserò in eterno con tutti quelli che hanno sofferto in silenzio per tutto questo tempo.

E hanno scelto di rimanere in silenzio oggi.

 

Ho perlopiù perso i contatti con i fratelli Weinstein all’inizio degli anni 2000.

Per nessuna ragione particolare.

Solo che c’erano altri lavori, altre case di produzione.

Ma qualche mese fa, Harvey mi ha chiamato, come un fulmine a ciel sereno.

Per parlare dei tempi andati.

Per dirmi quanto sarebbe stato bello riunire la banda.

Fare un film.

Evidentemente sapeva che il nodo scorsoio si stava stringento.

C’era una tristezza in lui che non avevo mai sentito prima.

Una malinconia.

Avevo la sensazione di uno che camminava verso il patibolo.

gwyneth paltrow

Quando abbiamo attaccato, mi sono chiesto: “Che cosa voleva dire?”

In poche settimane avrei capito.

Era il condannato che voleva solo smuovere un po’ delle rovine del suo vecchio regno.

Un’ultima volta.

 

Quindi, sì, mi dispiace.

Mi scuso, e mi vergogno.

Perché, alla fine, sono stato complice.

Non ho detto un cazzo.

Non ho fatto un cazzo.

Harvey con me è stato solo una cosa: meraviglioso.

Quindi ho incassato i benefici e ho tenuto la mia bocca chiusa.

E per quello, ancora una volta, mi scuso.

 

Ma anche voi dovreste scusarvi.

Con tutte queste vittime che offrono la loro voce…

Per raccontare le loro storie.

Non dovrebbero fare lo stesso quelli che hanno osservato da bordo campo?

Invece di rifugiarsi nei terreni comodi e lussuosi del falso sdegno?

Il fatto di essere testimone non porta con sé la responsabilità di dire la verità, indipendentemente da quanto possa essere vergognosa per voi?

 

Voi sapete chi siete.

meryl streep harvey weinstein

E sapete che sapevate tutto.

E sapete come so che voi sapete?

 

Perché io ero lì con voi.

 

E perché tutti sapevano, cazzo. Everybody-fucking-knew.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

matt damon harvey weinstein

 

 

 

matt damon con moglie monica bellucci harvey weinsteinmeryl streep harvey weinstein

 

 

 

 

 

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte giorgia meloni elly schlein

DAGOREPORT – SCHLEIN E CONTE SE LE DANNO DI SANTA RAGIONE, SCIORINANDO UNA MINCHIATA DOPO L'ALTRA – PEPPINIELLO SCRIVE UNA LETTERA A “REPUBBLICA” NELLA QUALE, PRENDENDO FISCHI PER FIASCHI, RINNEGA LA ''CULTURA WOKE'': UN CALCIONE A ELLY, CHE HA COSTRUITO LA SUA ASCESA POLITICA SUL WOKISMO – PER FAR CAPIRE A CONTE CHE LA PRIMA VOCE DEL CENTROSINISTRA E' IL LEADER DEL MAGGIORE PARTITO, ANCHE ELLY SCRIVE A "REPUBBLICA" PER INVITARE MELONI A CERCARE INSIEME SOLUZIONI PER LA CRISI ENERGETICA - UNA MOSSA CHE SI È RIVELATA UN DOPPIO BOOMERANG: LA DUCETTA FURBETTA L’HA SBERTUCCIATA E CONTE, COME REAZIONE, HA INGRANATO LA QUINTA SULLO STOP AGLI AIUTI ALL’UCRAINA - E NESSUNO DEL PD GLI HA REPLICATO CHE IL NOSTRO SOSTEGNO A KIEV, DAL 2022 A OGGI, E' STATO DI TRE MILIARDI, CIOE' 50 EURO PRO-CAPITE PER OGNI ITALIANO. UNA CIFRA NOTEVOLMENTE PIÙ BASSA DEI 230 EURO PRO CAPITE DELLA GERMANIA O DEI 206 EURO DELLA GRAN BRETAGNA, MA ANCHE DEI 90 EURO DELLA FRANCIA... 

maria rosaria boccia sigfrido ranucci

IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO ESCLUDE OGNI FORMA DI RELAZIONE SENTIMENTALE CON L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” MA SCRIVE: “NON SO SE, IN QUALCHE MOMENTO, SIGFRIDO MI ABBIA CORTEGGIATA” - E LO SFOTTE PURE: “E’ UN SUPERMAN CHE AVREBBE AVUTO BISOGNO DI MANUTENZIONE”. LA DESCRIZIONE DELLA POLEMICA SULLA LOBBY GAY CON CERNO E GILETTI. LEI GLI CHIEDE: “VADO DA FORMIGLI IL GIOVEDÌ OPPURE DA GILETTI IL LUNEDÌ?” E LUI SUGGERISCE IL CIMITERO, “INDICANDOMI COME POSSIBILI ALTERNATIVE IL VERANO OPPURE PRIMA PORTA” - RANUCCI E SALLUSTI A PIEDI NUDI - LA GELOSIA DI LAURA CIANFONI…

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT – FERMI TUTTI! DOMANI FABIO RAMPELLI, IL FONDATORE DELLA COMUNITÀ DEI GABBIANI DI COLLE OPPIO, LA BETLEMME DI FRATELLI D'ITALIA, PARLERÀ A FENIX AL LAGHETTO DELL'EUR DAVANTI AI GIOVANI FRATELLINI – IL TITOLO DEL DIBATTITO SARÀ “È RABBIA È AMORE”, CHE FU IL PRIMO MANIFESTO CON CUI SI PRESENTÒ ALLE COMUNALI DEL 1993 – FIBRILLAZIONE GENERALE: UNA PAROLA D'ORDINE QUASI, ANZI UN RICHIAMO ANCENSTRALE ALLA BATTAGLIA. SI CANDIDERÀ COME SINDACO DI ROMA? O MEGLIO, LO CANDIDERANNO LE SORELLE MELONI CHE CON LUI SONO CRESCIUTE?

trump netanyahu bin salman

DAGOREPORT – TRUMP IN CUL DE SAC: A UN MESE E MEZZO DALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IN CUI RISCHIA DI PERDERE OLTRE ALLA CAMERA ANCHE IL SENATO, IL DISTURBATO DELLA CASA BIANCA E' POSSEDUTO DALL'URGENTE BISOGNO DI USCIRE DAL PANTANO IN CUI SI È INFILATO NEL GOLFO - PER RISOLLEVARE I SUOI CONSENSI AGONIZZANTI, HA DAVANTI TRE GLI SCENARI POSSIBILI: PER DIMOSTRARE CHE IL CIUFFO CE L'HA ANCORA DURO, CONTRO IL PARERE DEI SUOI GENERALI, TRUMP ORDINA UN NUOVO MASSICCIO BOMBARDAMENTO DELL’IRAN – SECONDO IPOTESI: IL TYCOON ABBASSA LA CRESTA E RAGGIUNGE UN COMPROMESSO CON IL REGIME DI TEHERAN (PASDARAN E CIA TRATTANO DA TEMPO SOTTOTRACCIA), USCENDONE DI FATTO CON L'IMMAGINE DELLO SCONFITTO – LA TERZA STRADA VEDE I PAESI DEL GOLFO, LE CUI ECONOMIE STANNO PAGANDO UN PREZZO ALTISSIMO PER LA SCELLERATA GUERRA TRUMPIANA, TENTARE UN ACCORDO DIRETTO CON IRAN E HOUTHI PER RIPRENDERE A MACINARE PETRODOLLARI – TRA LO STALLO IRANIANO, IL CONFLITTO CHE CONTINUA IN UCRAINA, NETANYAHU SCARICATO E MELANIA INVEPERITA DI PORTARE LE CORNA, “THE DONALD” E' UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSO...