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IL DIVANO DEI GIUSTI – DOVETE ASSOLUTAMENTE VEDERE IL VIDEO DI ALESSIO BONI CHE RECITA GLI ULTIMI MINUTI DI GEORGE FLOYD IN ITALIANO. NON CI SAREI MAI ARRIVATO DA SOLO. E’ IL PESSIMO MONDO DEL CINEMA ITALIANO CHE ME LO HA SEGNALATO COME CAPOLAVORO ASSOLUTO. LO È. A SUA INSAPUTA. CIOÈ A INSAPUTA DI BONI – PER IL RESTO, È ANCORA GUERRA TRA FELLINI E VERDONE, MA IL FILM PIÙ STRACULT DELL’INTERA SERATA È L’ADORABILE PASTICCIO “L’ISOLA DEGLI UOMINI PESCE” DI SERGIO MARTINO – VIDEO

 

 

 

 

 

Marco Giusti per Dagospia

 

alessio boni recita gli ultimi minuti di george floyd 1

Che vediamo oggi? Dovete assolutamente vedere il video più stracult del momento su Instagram. Alessio Boni che recita gli ultimi minuti di George Floyd in italiano. Non ci sarei mai arrivato da solo. E’ il pessimo mondo del cinema italiano che me lo ha segnalato come capolavoro assoluto. Lo è. A sua insaputa. Cioè a insaputa di Boni che, armato sicuramente di ottime intenzioni, recita il testo terribile del povero Floyd mentre sta morendo come se fosse in un film italiano diretto da un regista italiano. Non mi fate fare i nomi, pietà. Tanto li sapete tutti. Sono rimasto senza parole.

 

Per il resto, stasera alle 21, è ancora guerra tra Fellini e Verdone. “La città delle donne” con Marcello Mastroianni, Rai Movie, contro “I due carabinieri” con Verdone e Montesano, ma soprattutto Boldi, Cine 34. “La città delle donne” è un film per molti versi maledetto e non del tutto riuscito. Si sente che manca Nino Rota, ahimé, amico fraterno e collaboratore fondamentale, morto da pochissimo (aprile 1979, il film esce l’anno dopo), e si sente che non lo ha potuto finire come forse avrebbe voluto per la morte di Ettore Manni (luglio 1979), che si sparò (per caso o per suicidarsi?) un colpo all’arteria femorale con una 44 Magnum appena comprato a riprese non ancora terminate.

 

la citta' delle donne 3

Con lui c’era una donna, certa Francesca M. Si dice, almeno lo dicevano i suoi amici, che Manni, era distrutto dalle battute che gli faceva sul set Fellini, che pur lo aveva voluto per il ruolo fondamentale di Katzone, il maschio perennemente eretto, e poi lo demoliva di fronte a tutti. Non si sa neanche con precisione se Fellini abbia davvero terminato lui le riprese, dopo una pausa, un fermo di varie settimane che aumentò il budget del film, già arrivato a 4 miliardi e mezzo di lire. Certo, qualcosa nel film non torna, e si sente che manca una fine sia per Katzone sia per lo Snaporaz di Marcello. Il processo delle femministe è solo accennato. Ma è un film maledetto anche perché molto simile al “Viaggio di G Mastorna”, il film mai fatto da Fellini su consiglio del sensitivo Gustavo Rol.

i due carabinieri

 

E il film che tutte le femministe del tempo, ancora oggi, detestano, perché dà delle donne una pessima immagine. Fellini e il fido Bernardino Zapponi, forse, non avevano la grazia per trattare un tema del genere. Dovette intervenire Adele Cambria come mediatrice per rassicurarle. Alla fine, però, il film funziona solo quando Fellini si ributta in pieno nel suo mondo, mandando il vecchio Snaporaz-Marcello, smick-smack, nel mondo dei sogni e dei ricordi con le donnine e le donnone, con la ballerina dal seno meraviglioso Donatella Damiani (l’ho trovata qualche anna fa, ma non voleva rilasciare interviste), le due ragazze in moto pronte al Giro della Morte, Malisa Longo e Marina Frajese, le tante parodie delle mogli e delle amanti, Anna Prucnal reduce da “Sweet Movie” di Makavejev, e Bernice Stegers, che diventano parodie anche delle donne de “La dolce vita” e di “8 ½”, la grande scena in triestino di Jole Silvani, che a un certo punto ruba il film a tutti, i due servitori di Katzone, Marcello/Marcellona Di Falco e Mimmo Poli. Ma il numero della donna che risucchia la pallina da ping pong con non mi fate dire cosa può essere disturbante. Per non parlare dell’immagine delle femministe a congresso.

la citta' delle donne 2

 

“I due carabinieri”, invece, non è considerato uno dei film più riusciti e personali di Carlo Verdone, ma fu un grande successo al tempo, aprendo una strada più popolare al suo regista e attore. Strada che però non volle seguitare, cercando di fare film più suoi, mentre Montesano girò subito dopo con Maurizio Ponzi regista e Nino Manfredi “Il tenente dei carabinieri”, che sembra quasi un sequel. La prima visione de “I due carabinieri” in tv nel 1987 fece, sembra, 13 milioni di spettatori.

 

fuga per la vittoria 3

Al di fuori della mischia Fellini-Verdone, stasera vedo che su Irisi alle 21 danno il cultissimo “Fuga per la vittoria” di John Huston con megacast che va da Michael Caine a Max Von Sydow, da Pelé a Sylvester Stallone, da Bobby More a Osvaldo Ardiles. Era stato scritto come un dramma per Clint Eastwood e Alain Delon protagonisti, poi il copione venne molto modificato. Divertente, anche se stravisto. Come “Ocean’s Eleven” di Steven Soderbergh con George Clooney, Brad Pitt, Matt Damon e Andy Garcia, Rete 4 alle 21, 25. Su Nove alle 21, 25 c’è anche una commedia con Ficarra e Picone, “Nati stanchi” di Dominick Tabasco.

 

burn after reading

In seconda serata su Rete 4 alle 23, 50 uno dei film che meno funzionano dei fratelli Coen, lo spionistico “Burn After Reading – A prova di spia” con George Clooney, Frances McDormand, John Malkovich, Tilda Swinton e un buffo Brad Pitt. Aprite gli occhi per una nuova visone di “Ultimo tango a Parigi” di Bernardo Bertolucci con Marlon Brando e Maria Schneider su Rai Movie alle 00, 05. Solo un anno fa Carlo Freccero volle darlo in prima serata su Rai Due con tanto di sua presentazione. Fu un evento, visto che il film era stato addirittura bruciato dopo essere stato massacrato dalla censura alla fine degli anni ’70. Non so quale copia verrà data stasera su Rai Movie. Ma è comunque una buona occasione per rivederlo.

 

maria schneider ultimo tango a parigi 3

Ma il film più stracult dell’intera serata non può che essere l’adorabile pasticcio un po’ Verne un po’ Lovecraft un po’ H.G.Wells “L’isola degli uomini pesce” di Sergio Martino su Cine 34 all’1, 12 con Claudio Cassinelli, la bellissima Barbara Bach nel momento del suo massimo splendore pronta a roteare gli occhioni, l’inglese Richard Johnson, un bollitissimo Joseph Cotten e il grosso caratterista napoletano Franco Javarone come uomo-pesce.

 

C’è anche una versione americana della New World con una decina di minuti in più interpretati da Mel Ferrer e Cameron Mitchell, diretti da Miller Drake, ma dove troviamo come assistenti alla regia James Cameron e Gale Ann Hurd. Il film, in America, venne alla fine rimontato da Jim Wynorski e intitolato “Screamers”, col pubblico pubblico che alla prima in un drive-in di Atlanta rivoleva i soldi perché non c’era una scena che avevano visto nel trailer. Scena che poi venna aggiunta in “Screamers”. Ma non nella nostra versione.

 

 

l’isola degli uomini pesce 3

 

Rivedrei anche il film di culto australiano “E morì con un felafel in mano” diretto da Richard Lowenstein con Noah Taylor nel ruolo della sua vita, ogni tanto lo rivediamo in film ricchissimi in ruoli di contorno, Romane Bohringer e Emily Hamilton. Ha una colonna sonora ancora adorabile. Proprio per i più depravati propongo il cappa e spada “Il pirata del diavolo” di Roberto Mauri con Richard Harrison, Walter Brandt e Paolo Solvay, futuro regista di “La bestia in calore”. Alle 5 parte la terribile favola ecologica “Topo Galileo” diretta da Francesco Laudadio, scritta e ideata da Beppe Grillo e Stefano Benni con Grillo protagonista assieme a Jerry Hall e Eros Pagni. Musiche di Fabrizio De André e Mauro Pagani.

 

Nel pomeriggio nuovo scontro alle 19, 15 tra “L’uccello migratore” di Steno con Lando Buzzanca, Rossana Podestà e Dominique Torrent che fa l’hippy sempre nuda su Cine 34 e il più classico “Ferdinando I re di Napoli” di Gianni Franciolini con i De Filippo, Peppino come Ferdinando I, Eduardo come Pulcinella, Titina come popolana, ma ci sono anche Vittorio De Sica, Renato Rascel, Nino Taranto, su Rai Movie. Quanto a “L’uccello migratore”, coprodotto da una star come Alain Delon, fare commedie sexy era un affare, allora, si chiamava in realtà “Angelico Onorato professore contestato” e doveva essere un film sulla contestazione giovanile, diretto da Marco Vicario, scritto da Scarnicci e Vianello e pensato come terzo titolo della coppia Buzzanca-Podestà. Quando finì fra le mani di Steno si chiamava solo “Il professore”, ma poi la distribuzione osò qualcosa in più e propose “L’uccello migratore”, con disappunto del regista, che non ha mai amato il titolo. E’ la vita.

l’uccello migratore 6e mori' con un felafel in mano 1fuga per la vittoria 1la citta' delle donne 1i due carabinieri 2alessio boni recita gli ultimi minuti di george floydi due carabinieri 1alessio boni recita gli ultimi minuti di george floyd 2fuga per la vittoria 2ocean’s elevenla citta' delle donnel’isola degli uomini pesce 2nati stanchifuga per la vittoriabrad pitt burn after reading fuga per la vittoriaultimo tango a parigi 2l’uccello migratore 2l’uccello migratore 3massimo boldi i due carabinieriferdinando i re di napolie mori' con un felafel in manol’uccello migratore ultimo tango a parigil’isola degli uomini pesce 1l’isola degli uomini pescenati stanchi 1l’isola degli uomini pesce 4

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