1. ALLA FINE, COME VOLEVASI DIMOSTRARE, MATTEO RENZI HA SCELTO UNA FIGURA PERBENE MA SBIADITA. 2. SILVIO HA DETTO “NO”, MA HA TEMPO PER CALCOLARE I RISCHI A CUI SI ESPONE. LUI E LE SUE AZIENDE NON POSSONO PERMETTERSI LA FINE DEL PATTO DEL NAZARENO. ECCO PERCHÉ LA PARTITA È ANCORA APERTA

Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota) per Dagospia

 

1. AVVISI AI NAVIGATI

sergio mattarella sergio mattarella

Alla fine, come volevasi dimostrare, Matteo Renzi ha scelto una figura perbene ma sbiadita. Issare il giurista Sergio Mattarella sul Colle significa garantirsi un presidente lontano dai giochi, senza smanie di popolarità e protagonismo, conosciuto a stento nel Palazzo, privo di rapporti internazionali. Insomma, quanto di meno ingombrante si possa immaginare per l’ego ipertrofico dell’inquilino di Palazzo Chigi.

 

In parallelo, però, c’è un mezzo colpo di scena ed è la quasi rottura del patto del Nazareno, motivata dal fatto che Berlusconi e Bersani stavano per chiudersi a tenaglia su Renzie con la candidatura di Giuliano Amato. Ieri il Cavaliere ha detto praticamente “no” a Mattarella, ma ha tempo per pensarci e calcolare i rischi a cui si espone. Renzie potrebbe portare a casa l’elezione di Mattarella con i voti di Pd finalmente compatto, di Sel, dei fuoriusciti grillini e di vari cespugli centristi.

 

Equivarrebbe a una nuova maggioranza di governo e di questo tanto Alfano quanto Berlusconi devono tener conto. Il Banana è in un cul de sac perché lui e le sue aziende non possono permettersi la fine del Patto del Nazareno. Ecco perché la partita è ancora aperta e il Cavaliere, obtorto collo, può ancora cambiare idea.

 

renzi berlusconirenzi berlusconi

 

2. L’AZZARDO DI RENZIE…

Renzie dunque è uscito allo scoperto e ora la partita è ufficialmente cominciata. “Il Pd spinge per Mattarella. L’incontro con Bersani, poi due ore con l’ex Cavaliere che insiste su Amato. Guerini e Serracchiani: la partita è lunga e aperta, nulla di definito”. “Renzi sicuro di poter contare su 580 voti: non è divisivo, garanzia per la legislatura. L’asse possibile con Sel e fuoriusciti 5 Stelle. Le parole a Confalonieri per convincere Berlusconi. Il leader pd ai suoi: è la mia prima scelta, altrimenti punterò su un nome non politico” (Corriere, pp. 2-3). Repubblica: “Renzi sfida Berlusconi. ‘Il candidato è Mattarella, no ai veti di Forza Italia. Così il Pd torna unito’. Forza Italia e Ncd dicono no al giudice costituzionale. ‘Noi insistiamo su Amato’. Oggi la prima votazione” (p. 2).

lorenzo guerinilorenzo guerini

 

Anche per la Stampa “Renzi sfida Berlusconi”, ma ci sarebbero anche delle carte di riserva che Pittibimbo è pronto a giocare se saltasse tutto: Raffaele Cantone e Piero Fassino (p. 3). Così, tanto per impaurire il Banana. Il Messaggero fa capire che la partita è tutt’altro che conclusa e titola così: “Al Colle voglio il pd Mattarella’. Ma poi Renzi vede Amato e Casini” (p. 2). Secondo Maurizio Belpietro, la mossa di Renzie è assai rischiosa: “Così va in mano ai nemici. Rompere l’intesa con Berlusconi è doppio rischio per l’ex sindaco: rallenta le riforme e lo rende ostaggio di minoranza Pd, Sel e Cgil. Pronti a pugnalarlo” (Libero, p. 3).

 

 

3. …E L’IMBARAZZO DEL BANANA

Berlusconi finisce spalle al muro e ora cerca una via d’uscita. Corriere: “Il nervosismo dell’ex premier (che non chiude). Il leader di FI resiste al nome del giudice costituzionale ma teme di restare fuori dai giochi. E chiede il permesso al Tribunale di Milano di poter rimanere a Roma tutta la settimana” (p. 5). Repubblica: “L’exit strategy del Cavaliere. ‘Quel nome non mi piace ma si può fare come nel 2006 e votare scheda bianca’. Il leader Fi studia un’alternativa per non rompere il patto con Renzi. La consultazione con Alfano” (p. 6). La Stampa di Torino svela una possibile strategia del capo di Forza Italia: “Berlusconi tentato dalla carta Finocchiaro per fermare Mattarella” (p. 4).

 

Significativa la prudenza del Giornale: “I dubbi di Berlusconi. Una notte di trattative. Il Cavaliere riflette su Mattarella e studia altre ipotesi. Fallito il blitz su Casini” (p. 3). Poi, spazio a un po’ di propaganda di partito: “Elettori azzurri compatti. ‘Basta avversari sul Colle’. Berlusconi incontra i gruppi. Nessuno si sbilancia su un nome preciso ma c’è l’identikit: politico, conosciuto all’estero, non radicato a sinistra. Scheda bianca nei primi tre voti” (p. 4).

 

 

4. IL DISTURBO DEI GRILLINI

SILVIO BERLUSCONI E ANGELINO ALFANO SILVIO BERLUSCONI E ANGELINO ALFANO

Forse un po’ in ritardo, i grillini tentano l’azione di disturbo sul Pd: “Anche Bersani e Prodi nelle quirinarie M5S per tentare la sinistra Pd. Nove candidati al voto sul blog. Ma i grillini sono divisi. Di Battista: ‘Dobbiamo spezzare il patto del Nazareno” (Repubblica, p. 8). Ma Bersani non era un nemico?

 

 

5. MAGALLI FOR PRESIDENT

Il Corriere intervista “Turbofregna” Magalli, che con 23mila voti ha stravinto le quirinarie online del Fatto Quotidiano: “Io come Reagan e Schwarzenegger. Non mi ritiro, so che in tanti mi voteranno. I voti per me sono un messaggio preciso a quei due che poco fa si sono chiusi in una stanza di Palazzo Chigi a decidere da soli, per conto loro, secondo le loro reciproche convenienze, il nome e il cognome del prossimo presidente della Repubblica” (p. 8)

giancarlo magalli   fotomontaggi  4giancarlo magalli fotomontaggi 4FEDERICA GAGLIARDI DA FACEBOOK FEDERICA GAGLIARDI DA FACEBOOK

 

 

6. A COSA SERVE BERLUSCONI

Storia istruttiva, quella di Federica Gagliardi, la “dama bianca” comparsa al fianco di Berlusconi al G8 del 2010 in Canada. “LA ‘dama bianca’ in volo con la droga. ‘Ero famosa e saltavo tutti i controlli’. Un poliziotto era suo complice. ‘Agevolata dai finanzieri dopo le foto con Berlusconi’. Era al secondo viaggio come corriere della droga: 50 mila euro la sua ricompensa” (Corriere, p. 21).

 

 

7. FA SOSTA LA SUPPOSTA?

Cominciano ad arrivare previsioni positive sull’andamento dell’economia nel 2015, dopo che ieri Bankitalia ha parlato di situazione in miglioramento. “L’ottimismo di Confindustria. 2015 fuga dalla recessione. ‘Crescita più forte del previsto’. Secondo il centro studi gli effetti di euro e petrolio deboli rappresenteranno una spinta del 2,1% per il Pil italiano”. “Economisti divisi: ‘Anno record’, “No, ripresina da 1%” (Repubblica, p. 10).

 

RENZI SQUINZI RENZI SQUINZI

Intanto il Tesoro starebbe lavorando a una sorta di Google-tax, come riporta il Messaggero: “Riforma fiscale, il piano del Tesoro per tassare in Italia i giganti del web. Cambia il concetto di stabile organizzazione: oltre una soglia di ricavi l’impresa sarà italiana” (p. 7).

 

 

8. MENO LIBRI PER TUTTI

Dopo le indiscrezioni degli ultimi mesi, il Cetriolo Quotidiano torna alla carica sulla grande concentrazione libraria d’Italia: “Rizzoli, trasloco a Segrate. La trattativa tra Mondadori e Rcs per il grande polo del libro: insieme sfiorerebbero il 40% del mercato. L’azienda di Marina B. punta a comandare. E chi comanda metterà anche una parola definitiva sulla direzione del ‘Corriere della Sera’. Prove generali: Bruno Vespa in prestito ai ‘rivali’ per un libro con Candida Morvillo e pure Aldo Cazzullo cambia casacca” (p. 19). 

Mondadori a SegrateMondadori a Segrate

 

 

9. ULTIME DA FINMECCANICA

mauro moretti (3)mauro moretti (3)

Mauro Moretti presenta il piano industriale di Finmeccanica, ecco le novità: “Finmeccanica, cessioni e un partner per Drs. Moretti: gruppo più forte. Presto la vendita Ansaldo. Ci sono margini sui dividendi. Il titolo su del 2%” (Corriere, p. 39). Repubblica: “Finmeccanica, presto nuovi soci per Drs. L’ad Moretti: ‘Previsto taglio costi da 150 milioni’. La Borsa premia il piano (+2,3%). Fitch lascia i rating sotto pressione” (p. 24).

 

 

10 LINGOTTI IN FUGA

ELKANN E MARCHIONNE ELKANN E MARCHIONNE

“Ricavi Fca su dell’11%, utile in calo a 632 milioni, ancora niente dividendo. I numeri del 2014 approvati a Londra dal cda. Per il 2015 previste vendite a quota 5 milioni. Marchionne ottimista: ‘Nessuna area in perdita, la vera incognita è l’Asia” (Repubblica, p. 22). Meno comprensivo Libero: “Fca tira ma si mangia i dividendi. Oltre 4 milioni di vetture vendute, utile a 632 milioni, ma nella parte bassa della forchetta (600-800 milioni). Il debito scende a 7,7 miliardi. Ma il mercato reagisce male. Per la terza volta di fila il gruppo non stacca la cedola” (p. 19).

 

 

11. BANCHE TROPPO POPOLARI

maria elena boschi   maria elena boschi

Il Messaggero non molla la storia dei rialzi di Borsa delle popolari alla vigilia del blitz di Renzie: “Popolari, il faro Consob si allarga sull’Etruria. Il balzo del titolo (+50%) e le quantità scambiate vanno oltre l’effetto decreto” (p. 16). La banca schiera come vicepresidente il papà del ministro Maria Elena Boschi.

 

 

 

Ultimi Dagoreport

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCIZZARSI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, PERCHE' I CAPOCCIONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...