freccero

FRECCERO NO LIMITS – “NON E’ VERO CHE SPENDO TROPPO. DEVO RESTARE NELLA MEDIA DI 400MILA € A PUNTATA E IL PROGRAMMA PIÙ COSTOSO, CHE PURTROPPO È PROPRIO ‘POPOLO SOVRANO’, COSTA 150MILA EURO. CERTO, ‘THE VOICE’ COSTERÀ DI PIÙ, MA SONO SICURO CHE PORTERÀ PUBBLICITÀ. SFERA EBBASTA? NON SO CHI LO SOSTITUIRÀ” – E POI SANTORO, SORTINO, IL RITORNO DI LUTTAZZI IN AUTUNNO, BERLUSCONI E IL BISCIONE: "LI’ HO IMPARATO TUTTO”…

freccero

Donatella Aragozzini per “Libero quotidiano”

 

C' è chi lo definisce «un genio assoluto», come il presidente Rai Marcello Foa, e chi invece lo accusa di aver affondato gli ascolti di Rai2 con format nuovi che non hanno fatto breccia nel cuore dei telespettatori. Ma Carlo Freccero, direttore «a tempo determinato» della seconda rete Rai - il suo mandato, iniziato lo scorso novembre, ha la durata di un solo anno - non si cura né delle lodi, né delle critiche. Da grande esperto di televisione qual è, con 40 anni di carriera come autore e manager alle spalle, si preoccupa soltanto di dare un' identità alla rete. Anche se questo significa fare scelte impopolari.

 

Come risponde alle critiche sugli ascolti bassi della rete?

CARLO FRECCERO

«Il dramma che ho dovuto affrontare è costruire un simil-palinsesto perché la televisione generalista ha una regola fondamentale che non si può infrangere mai, quella di essere strutturata in un palinsesto ben definito per ogni giorno della settimana, cosa che Rai2 non aveva».

Le critiche riguardano soprattutto Popolo sovrano, che fa registrare poco più del 2% in prima serata.

«Ho avuto la presunzione di voler fare la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Avevo Nemo che era fatto da un gruppo di lavoro formato da due grandi personalità, Lucci e Sortino, ho pensato di sdoppiarlo in due programmi: uno è Reality sciò, un format originale con Lucci che sarà una presa in giro del reality, dell' Italia del selfie, in onda al venerdì dalla terza settimana di marzo, l' altro è Popolo sovrano, con Sortino che affronta l' Italia dei problemi».

CARLO FRECCERO RAI

 

Cos' è che non ha funzionato?

«Sortino è un autore molto impegnato ma non ha mai fatto il conduttore su canali dalla grande audience. La prima puntata è stato un disastro perché il presentatore non può fare anche l' autore e l' inviato, abbiamo cambiato qualcosa ed è andata meglio ma non ha ancora dato risultati. Vedremo dopo la terza: i programmi hanno bisogno di tempo per affermarsi, se non crescerà almeno di uno 0,2% vuol dire che il pubblico lo rifiuta e che quindi bisogna cambiarlo. Mi assumo ogni responsabilità, se non funziona è anche colpa mia».

CARLO FRECCERO

 

Anche Povera patria, partito bene, sta stentando. Perché?

piero chiambretti alberto sordi carlo freccero

«Quel programma soffre per la collocazione. Io avrei voluto mandarlo in onda il martedì o il mercoledì ma per non dare fastidio a Vespa sono stato costretto a metterlo al venerdì, perché Rai2 deve lavorare come ancella di Rai1, non volevano che ci fosse sovrapposizione di genere».

 

Perché punta tanto sull' informazione?

«Perché è un genere fondante per il servizio pubblico ma su Rai2 non c' è più stato approfondimento dopo la dipartita di Santoro. Ho allungato i telegiornali e creato il Tg2 Post, una striscia dopo il telegiornale, per far sì che diventi un genere potabile per la rete».

 

 

 

Altra accusa: quella di spendere troppo.

«Non è vero, non ho speso una lira. Devo restare nella media di 400mila euro a puntata e il programma più costoso, che purtroppo è proprio Popolo sovrano, costa 150mila euro. Certo, The Voice costerà di più, ma sono sicuro che porterà pubblicità».

C'E' GRILLO RAI2

 

Ci sono novità per The Voice, dopo il no della Rai a Sfera Ebbasta?

«Faremo una riunione in settimana con il nuovo produttore, Marco Tombolini, e Simona Ventura che è capoprogetto. Io ho bisogno di recuperare il pubblico giovane che si è un po' sparpagliato sulle altre reti, Sfera Ebbasta mi sembrava una scelta giusta ma la Rai ha un protocollo di politicamente corretto che va rispettato. Non so chi lo sostituirà, ci stiamo lavorando per poter andare in onda dal 16 o 23 aprile».

 

Il Pd ha visto nello speciale C' è Grillo un ammiccamento ai Cinquestelle. Come replica?

«Macché, proprio per evitare critiche ho "spurgato" Grillo di tutti i riferimenti alla politica e alle polemiche, ho conservato solo gli spezzoni di quando era giovane: ne è venuto fuori un Grillo "anemico" e non a caso è lo speciale che ha funzionato di meno, se avessi lavorato anche su materiali nuovi sarebbe andato meglio. Ormai Grillo ha lasciato la politica: è ossessionato dal futuro e mette la sua vis comica in funzione di diventare un Piero Angela, un divulgatore di tutto ciò che è nuovo».

 

freccero ultimo tango

Altri speciali monografici?

«Stasera ci sarà Lucci incontra Funari, ovvero Funari raccontato da quello che lui stesso aveva indicato come suo erede. Ad aprile vorrei farne uno su Boncompagni raccontato da Renzo Arbore e poi ne farò un altro su Tortora, per avere omaggi a tutti quelli che hanno fatto la storia di Rai2».

 

È ancora dell' idea di riportare Daniele Luttazzi in tv?

«Sì, ma in autunno. Naturalmente devo sottoporre la cosa al consiglio di amministrazione e all' amministratore delegato Salini. E parlare con il suo avvocato per definire il perimetro in cui muoverci».

 

carlo freccero

E l' edizione de Il collegio ambientata in epoca fascista?

«Mi stuzzica molto l' idea perché ci sarebbe una disciplina molto forte e contenuti diversi».

 

Quali altre idee ha per il futuro della rete?

«Ho una scaletta pronta fino al 2020. In autunno ci sarà una novità assoluta, un programma di intrattenimento un po' speciale che sto studiando con Giovanni Veronesi. E poi ho individuato a Milano un gruppo nuovo di comici, vorrei prenderli ma ho bisogno di lavorarci in estate per consegnarli al mio successore. Io sono un supplente, delegato a preparare il terreno a chi verrà dopo di me».

 

Chi glielo fa fare a lavorare per un incarico tanto breve e senza stipendio?

carlo freccero

«Ho accettato per verificare alcune regole della mia teoria sulla televisione generalista. Io sono un drogato di televisione, non penso che a quello. Sono come quegli allenatori di calcio che si riguardano tutte le partite».

 

La sua carriera è cominciata nel 1979 in Finivest, dove è rimasto per 10 anni. Che ricorda di quel periodo nella tv di Berlusconi?

«Sono stati anni di formazione, lì ho imparato tutto perché Berlusconi mi ha fatto fare gli annunci, i promo, i programmi, la nascita di Canale 5. Mi ha insegnato a non mollare mai perché nel 1980 mi disse che dopo due anni avremmo battuto la Rai: mi sembrava folle ma dopo un po' ci riuscimmo».

freccero de santis

 

Lo scorso anno ha dichiarato di votare i Cinquestelle e trovare simpatico Salvini. La pensa ancora così?

«La politica l' ho lasciata perdere, ora sono solo televisivo. Se volete tiratemi le pietre, come canta Antoine, ma solo per quello che faccio a livello televisivo».

freccerofreccerofreccerocarlo freccero freccero

Ultimi Dagoreport

antonio barbera giulio base monda buttafuoco borgonzoni mantovano

FLASH! – BIENNALE DELLE MIE BRAME: IL MANDATO DI ALBERTO BARBERA ALLA DIREZIONE DELLA MOSTRA DEL CINEMA TERMINA FRA UN ANNO MA DA MESI SI SUSSEGUONO VOCI SULLE ASPIRAZIONI DI ANTONIO MONDA (SPONSOR MANTOVANO) E DI GIULIO BASE, SUPPORTATO DALLO STRANA COPPIA FORMATA DALLA SOTTOSEGRETARIA LEGHISTA LUCIA BORGONZONI E DA IGNAZIO LA RUSSA (GRAZIE ALLO STRETTO RAPPORTO CON FABRIZIO ROCCA, FRATELLO DI TIZIANA, MOGLIE DI BASE) - IL PRESIDENTE ‘’SARACENO’’ BUTTAFUOCO, CHE TREMA AL PENSIERO DI MONDA E BASE, NON VUOLE PERDERE LA RICONOSCIUTA COMPETENZA INTERNAZIONALE DI BARBERA E GLI HA OFFERTO UN RUOLO DI ‘’CONSULENTE SPECIALE’’. RISPOSTA: O DIRETTORE O NIENTE…

peter thiel narendra modi xi jinping donald trump

DAGOREPORT - IL VERTICE ANNUALE DELL'ORGANIZZAZIONE PER LA COOPERAZIONE DI SHANGHAI (SCO), SI AVVIA A DIVENTARE L’EVENTO POLITICO PIÙ CLAMOROSO DELL’ANNO - XI JINPING ATTENDE L’ARRIVO DEI LEADER DI OLTRE 20 PAESI PER ILLUSTRARE LA “VISIONE CINESE” DEL NUOVO ORDINE GLOBALE – ATTESI PUTIN, L’INDIANO MODI (PER LA PRIMA VOLTA IN CINA DOPO SETTE ANNI DI SCAZZI), IL BIELORUSSO LUKASHENKO, IL PAKISTANO SHARIF, L’IRANIANO PEZESHKIAN E IL TURCO ERDOGAN - SE DA UN LATO IL SUMMIT SCO RAPPRESENTA IL TRIONFO DEL DRAGONE, CHE È RIUSCITO A RICOMPATTARE MEZZO MONDO, DALL’INDIA AL BRASILE, MINACCIATO DALLA CLAVA DEL DAZISMO DI TRUMP, DALL’ALTRO ATTESTA IL MASSIMO FALLIMENTO DELL’IDIOTA DELLA CASA BIANCA – L’ANALISI SPIETATA DELL’EMINENZA NERA, PETER THIEL, A “THE DONALD”: "A COSA SONO SERVITI I TUOI AMOROSI SENSI CON PUTIN PER POI RITROVARTELO ALLA CORTE DI PECHINO? A COSA È SERVITO LO SFANCULAMENTO DELL’EUROPA, DAL DOPOGUERRA AD OGGI FEDELE VASSALLO AI PIEDI DEGLI STATI UNITI, CHE ORA È TENTATA, PER NON FINIRE TRAVOLTA DALLA RECESSIONE, DI RIAPRIRE IL CANALE DI AFFARI CON LA CINA, INDIA E I PAESI DEL BRICS?” – "DONALD, SEI AL BIVIO’’, HA CONCLUSO THIEL, "O SI FA UN’ALLEANZA CON LA CINA, MA A DETTAR LE CONDIZIONI SARÀ XI, OPPURE DEVI ALLEARTI CON L’EUROPA. UNA TERZA VIA NON C’È…”

luca zaia giorgia meloni matteo salvini

DAGOREPORT - MAI VISTA L’ARMATA BRANCAMELONI BRANCOLARE NEL BUIO COME PER LE REGIONALI IN VENETO - SENZA QUEL 40% DI VOTI DELLA LISTA ZAIA SIGNIFICHEREBBE LA PROBABILE SCONFITTA PER IL CENTRODESTRA. E DATO CHE IN VENETO SI VOTERÀ A NOVEMBRE, DUE MESI DOPO LE MARCHE, DOVE IL MELONIANO ACQUAROLI È SOTTO DI DUE PUNTI AL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA RICCI, PER IL GOVERNO MELONI PERDERE DUE REGIONI IN DUE MESI SAREBBE UNO SMACCO MICIDIALE CHE RADDRIZZEREBBE LE SPERANZE DELL’OPPOSIZIONE DI RIMANDARLA AL COLLE OPPIO A LEGGERE TOLKIEN - LA DUCETTA HA DOVUTO COSÌ INGOIARE IL PRIMO ROSPONE: IL CANDIDATO DI FDI, LUCA DE CARLO, È MISERAMENTE FINITO IN SOFFITTA – MA PER DISINNESCARE ZAIA, URGE BEN ALTRO DI UN CANDIDATO CIVICO: OCCORRE TROVARGLI UN POSTO DA MINISTRO O MAGARI LA PRESIDENZA DELL’ENI NEL 2026 - SE LA DUCETTA È RABBIOSA, SALVINI NON STA MEJO: I TRE GOVERNATORI DELLA LEGA HANNO DICHIARATO GUERRA ALLA SUA SVOLTA ULTRA-DESTRORSA, ZAVORRATA DAL POST-FASCIO VANNACCI - IL PASTICCIACCIO BRUTTO DEL VENETO DEVE ESSERE COMUNQUE RISOLTO ENTRO IL 23 OTTOBRE, ULTIMA DATA PER PRESENTARE LISTE E CANDIDATI…

peter thiel donald trump

SE SIETE CURIOSI DI SAPERE DOVRÀ ANDRÀ A PARARE IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA TRUMPIANA, È INTERESSANTE SEGUIRE LE MOSSE DELLA SUA ‘’EMINENZA NERA’’, IL MILIARDARIO PETER THIEL - PUR NON COMPARENDO MAI IN PUBBLICO, ATTRAVERSO PALANTIR TECHNOLOGIES, UNO TRA I POCHI COLOSSI HI-TECH CHE COLLABORA CON LE AGENZIE MILITARI E DI INTELLIGENCE USA, THIEL HA CREATO UNA VERA E PROPRIA INFRASTRUTTURA DI POTERE CHE NON SOLO SOSTIENE IL TRUMPONE, MA CONTRIBUISCE A DEFINIRNE L’IDENTITÀ, LE PRIORITÀ E LA DIREZIONE FUTURA - LA SVOLTA AUTORITARIA DI TRUMP, CHE IN SEI MESI DI PRESIDENZA HA CAPOVOLTO I PARADIGMI DELLO STATO DI DIRITTO, HA LE SUE RADICI IN UN SAGGIO IN CUI THIEL SOSTIENE APERTAMENTE CHE ‘’LIBERTÀ E DEMOCRAZIA SONO INCOMPATIBILI’’ PERCHÉ IL POTERE SI COLLOCA “OLTRE LA LEGGE” – OLTRE A INTERMINABILI TELEFONATE CON L'IDIOTA DELLA CASA BIANCA, THIEL GODE DI OTTIMI RAPPORTI CON LA POTENTE CAPOGABINETTO DEL PRESIDENTE, SUSIE WILES, E COL SEGRETARIO AL TESORO, SCOTT BESSENT, CON CUI ORDISCE LE TRAME ECONOMICHE - SE MEZZO MONDO È FINITO A GAMBE ALL’ARIA, IL FUTURO DELLA MENTE STRATEGICA DEL TRUMPISMO SEMBRA TINTO DI “VERDONI”: LE AZIONI DI PALANTIR SONO QUINTUPLICATE NEGLI ULTIMI 12 MESI, E NON SOLO GRAZIE ALLE COMMESSE DI STATO MA ANCHE PER GLI STRETTI INTERESSI CON L’INTELLIGENCE ISRAELIANA (UNO DEI MOTIVI PER CUI TRUMP NON ROMPE CON NETANYAHU...)

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - C’ERA UNA VOLTA LA LEGA DI SALVINI - GETTATO ALLE ORTICHE CIÒ CHE RESTAVA DEI TEMI PIÙ IDENTITARI DEL CARROCCIO, DECISO A RIFONDARLO NEL PARTITO NAZIONALE DELLA DESTRA, SENZA ACCORGERSI CHE LO SPAZIO ERA GIÀ OCCUPATO DALLE FALANGI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA, HA PERSO IL LUME DELLA RAGIONE: UNA FURIA ICONOCLASTA DI NAZIONALISMO, SOVRANISMO, IMPREGNATA DI RAZZISMO, XENOFOBIA, MASCHILISMO E VIOLENZA VERBALE - SECONDO I CALCOLI DEI SONDAGGISTI OGGI QUASI LA METÀ DEI CONSENSI DELLA LEGA (8,8%) APPARTIENE AI CAMERATI DEL GENERALISSIMO VANNACCI CHE MICA SI ACCONTENTA DI ESSERE NOMINATO VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO: CONSAPEVOLE CHE L’ELETTORATO DI ESTREMA DESTRA, AL SURROGATO, PREFERISCE L’ORIGINALE, SI È TRASFORMATO NEL VERO AVVERSARIO ALLA LEADERSHIP DEL CAPITONE, GIÀ CAPITANO - OGGI SALVINI, STRETTO TRA L’INCUDINE DELL'EX GENERALE DELLA FOLGORE E IL MARTELLO DI MELONI, È UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSISSIMO, CAPACE DI TUTTO, ANCHE DI GETTARE IL BAMBINO CON L'ACQUA SPORCA...

giorgia meloni nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein matteo ricci

DAGOREPORT – BUONE NOTIZIE! IL PRIMO SONDAGGIO SULLO STATO DI SALUTE DEI PARTITI, EFFETTUATO DOPO LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO, REGISTRA UN CALO DI 6 PUNTI PER FRATELLI D'ITALIA RISPETTO ALLE EUROPEE 2024 (IL PARTITO DELLA MELONI, DAL 29% PASSEREBBE AL 23) - A PESARE È LA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE, DALLA PRODUTTIVITÀ CALANTE DELLE IMPRESE A UN POTERE D’ACQUISTO AZZERATO DAI SALARI DA FAME - IL TEST DELLE REGIONALI D’AUTUNNO, CHE CHIAMA ALLE URNE 17 MILIONI DI CITTADINI,   POTREBBE DIVENTARE UN SEGNALE D'ALLARME, SE NON LA PRIMA SCONFITTA DELL’ARMATA BRANCAMELONI - A PARTIRE DALLE PERDITA DELLE MARCHE: IL GOVERNATORE RICANDIDATO DI FDI, FRANCESCO ACQUAROLI, È SOTTO DI DUE PUNTI RISPETTO AL CANDIDATO DEL CAMPOLARGO, IL PIDDINO MATTEO RICCI - LA POSSIBILITÀ DI UN 4-1 PER IL CENTROSINISTRA ALLE REGIONALI, MESSO INSIEME ALLA PERDITA DI CONSENSI ALL'INTERNO DELL'ELETTORATO DI FDI, MANDEREBBE IN ORBITA GLI OTOLITI DELLA DUCETTA. NEL CONTEMPO, DAREBBE UN GROSSO SUSSULTO AI PARTITI DI OPPOSIZIONE, SPINGENDOLI AD ALLEARSI PER LE POLITICHE 2027. E MAGARI FRA DUE ANNI LA "GIORGIA DEI DUE MONDI" SARÀ RICORDATA SOLO COME UN INCUBO...