IL G8 DEI GIUSTI - "LA RAI DOVREBBE TRASMETTERE 'BELLA CIAO', IL DOCUMENTARIO SULLA DIAZ CHE REALIZZAMMO IO, ROBERTO TORELLI E CARLO FRECCERO, ALLORA DIRETTORE DI RAI2. E CHE NON È MAI STATO TRASMESSO DA UNA RETE GENERALISTA"

Marco Giusti per Dagospia

 

bella ciao documentario di giusti torelli e freccero  9bella ciao documentario di giusti torelli e freccero 9

Sì. La penso come Carlo Freccero. Sarebbe giusto che Rai Uno trasmettesse in prima serata Bella Ciao, il documentario sul G8 di Genova che realizzammo io, Roberto Torelli e Carlo Freccero, allora direttore di Rai Due, e che da allora non è mai stato trasmesso da una rete generalista. Né, malgrado le tante richieste, dopo la proiezione a Cannes nel 2002 nel più totale disinteresse aziendale ma nella luce fin troppo clamorosa dei media internazionali, venne mai mostrato a altri festival, rassegne, né ebbe diffusione come film.

 

bella ciao documentario di giusti torelli e freccero  7bella ciao documentario di giusti torelli e freccero 7

Sarebbe giusto sia per cosa racconta, sia per come lo racconta, rappresentando anche i sentimenti che provavamo quindici anni fa, sia per una sorta di risarcimento morale per i tanti che ci lavorarono, meravigliosi operatori e tecnici della Rai che ci dettero le immagini da loro riprese che nessuno prima di noi aveva voluto trasmettere, e i tanti video maker indipendenti che ci passarono le loro riprese per ricostruire una storia terribile di violenza e repressione che ha segnato per sempre gli anni che seguirono.

 

bella ciao documentario di giusti torelli e freccero  5bella ciao documentario di giusti torelli e freccero 5

Bella Ciao fu il primo film a raccontare senza censure i fatti di Genova e ne rappresenta ancora, assieme a Diaz di Daniele Vicari, la documentazione storica più completa. E’ una storia complessa. Nell'estate del 2001, con il ritorno di Berlusconi, ma in una Rai ancora in mano al centrosinistra, Zaccaria presidente e Cappon direttore generale, sotto la direzione di Carlo Freccero a Rai Due, stavo realizzando la seconda serie di "Stracult".

 

Uno dei registi del programma, Roberto Torelli, mi aveva chiesto di seguire il Social Forum che si sarebbe svolto a Genova nei giorni del G8, visto che avevamo deciso di dedicare una puntata al movimento no-global. Roberto avrebbe seguito anche le tre giornate del G8, pronto a riprendere quello che poteva servire non solo alla nostra trasmissione. Avevamo pensato, con Freccero, che era meglio avere una telecamera in più. Ma certo non dovevamo essere noi a fare informazione.

bella ciao documentario di giusti torelli e freccero  10bella ciao documentario di giusti torelli e freccero 10

 

Non si sa perché nessuno del gruppo di Santoro, allora a Rai Due, ma in quei giorni in vacanza, e nessun altro da Rai Uno o Rai Tre, tiggì esclusi, avesse voluto seguire il G8 e il Social Forum, malgrado i ripetuti avvertimenti di un possibile scoppio di violenza e la vicinanza con i fatti di Napoli. Così, a due giorni dalla fine del G8, nello stupore generale, mentre Santoro trasmetteva uno speciale sul sushi, eravamo i soli a poter andare in onda, come "Stracult", delle riprese assolutamente inedite su Genova, che mostravano quello che era accaduto fuori dalla Diaz e gran parte degli scontri.

 

Facendo capire, magari, che avevamo qualcosa in più di quel che realmente avevamo. Il programma, intitolato Bella Ciao, doveva andare in onda mercoledì 25 luglio, ma venne immediatamente sospeso. Il motivo ufficiale, allora, era la mancanza di equilibrio politico. Mancava la controparte. Una cosa buona, però, quel 25 luglio era accaduta. Il Tg1, col ritorno dalle vacanze di Albino Longhi, aveva deciso infatti di mandare in onda nell'edizione delle 20 riprese mai viste degli scontri a Corso Europa relative a sabato 21. Immagine senza commento, fortissime, di una violenza che nessuno sospettava si fosse scatenata da parte della polizia e della guardia di finanza.

 

bella ciao documentario di giusti torelli e freccero  1bella ciao documentario di giusti torelli e freccero 1

Immagini che arrivavano però con 5 giorni di ritardo, girate dagli operatori della Rai per i Tg. E arrivavano lo stesso giorno (un caso?) della nostra "sospensione". Perché non le avevano mandate in onda prima? Intanto, Bella Ciao, non era stato cancellato. Così decidemmo di andare avanti con il programma. La vera rivoluzione a Genova era stata mediatica, decine e decine di telecamere, di operatori esperti e di ragazzi alle prime armi. Era possibile ricostruire ogni scontro, ogni azione.

 

Il materiale più forte, però, veniva proprio dagli operatori della sede Rai di Genova, e ce lo dettero subito. Molti pensavano che la Rai avesse in qualche modo bucato Genova, ma non era vero. Ma c'era anche moltissimo materiale, inedito, che iniziava a uscire dalle piccole società indipendenti presenti a Genova, Charta, Indymedia, Radio Sherwood. Roberto Torelli aveva lavorato tutta l'estate a questa ricostruzione. Io avevo cercato di dare al tutto una forma, un montaggio, diciamo qualcosa di cinematografico. Carlo Freccero ci aveva dato l'idea buona per iniziare: l'attacco alla Diaz, da lì sarebbe partito il racconto delle giornate come un lungo flashback.

bella ciao documentario di giusti torelli e freccero  4bella ciao documentario di giusti torelli e freccero 4

 

E ci aveva illuminato sul commento sonoro. Nessuna voce off, nessuna intervista, solo le voci e i rumori veri della strada e una colonna sonora di canzoni rock scelte da una ragazzina, mia figlia Elena, che aveva allora quattordici anni e aveva appena finito la quarta ginnasio (oggi ne ha ventotto e insegna Latino a Cambridge). I Blonde Redhead, gli International Noise Conspiracy, i Kent, i Tool, i Blur. Quello che sentivano i ragazzi. La musica funzionava per ricostruire l'energia giovanile che si deve essere sentita a Genova. Così, alla fine di agosto, eravamo pronti alla messa in onda, o a presentarlo a un festival importante come Venezia.

bella ciao documentario di giusti torelli e freccero  3bella ciao documentario di giusti torelli e freccero 3

 

Chiamai l'allora direttore della Mostra, Alberto Barbera, un mio caro amico. Senza neanche vederlo, mi disse che lui e l'allora presidente Baratta (gli stessi che ci sono oggi), per motivi diversi avevano deciso di non presentare nessuna immagine di Genova a Venezia, né nostra né della pattuglia dei cineasti italiani capitanata da Citto Maselli, che fece poi un film deludente sul G8 e sul Social Forum, escludendo quasi del tutto gli scontri. Perché? Paura, pressioni, una distanza un po' morettistica dai televisivi, un tentativo di non accettare provocazioni di alcun tipo? Boh!

 

bella ciao documentario di giusti torelli e freccero  2bella ciao documentario di giusti torelli e freccero 2

Intanto cerchiamo di mandare in onda "Bella ciao" a metà settembre, quando i ragazzi sono tornati a scuola. Ma dopo l'11 settembre i fatti di Genova erano diventati impresentabili in tv. O, forse, la nuova situazione politica non permetteva questa messa in onda. A novembre, grazie a Steve Della Casa, allora direttore del Festival di Torino, si mostrò per la prima volta Bella Ciao in una versione lunga in video, alla presenza di Heidi e Giuliano Giuliani.

 

Due proiezioni strapiene, di grande intensità emotiva. Intanto, con il cambio di direzione alla Rai, Saccà al posto di Cappon, ogni speranza di mandare in onda Bella ciao era andata perduta, e Freccero era sicuro di andarsene da Rai 2 entro la primavera. L’ultima possibilità era Cannes. Con l'aiuto di Italia Cinema, mandiamo un video ai selezionatori. A Cannes non accettavano video, programmi tv, ma se Bella ciao fosse stato trasformato un film in 35 mm, la cosa sarebbe stata possibile. Dobbiamo però saperlo in tempo per organizzare la stampa, che ha un costo.

Carlo Freccero Carlo Freccero

 

E dobbiamo farlo stampare prima che Carlo Freccero lasci la rete. Claire Clouzot, allora responsabile de "La Semaine de la Critique" a Cannes ci chiama e ci dice che il film aprirà la sua sezione. Grazie al suo fax, con l'aiuto di Frederick Fasano, riesco a far stampare una copia del film e la vedo il giorno prima dell'addio di Carlo alla direzione di Rai Due. E' uno strazio, ma il film è pronto. Tutto regolare, aziendalmente. Bella Ciao può andare a Cannes, ufficialmente distribuito da Rai Trade e prodotto da Rai Due. Se Rai Cinema, ovvio, non si offre di distribuirlo in sala, lo fa Domenico Procacci della Fandango. Non ce la farà, perché trova in Rai un muro di cavilli che ne impediscono la diffusione e la vendita, ma almeno lo presenterà in anteprima al Politecnico.

 

E da quel suo impegno, magari, nascerà poi il progetto di Diaz. Il film viene presentato a Cannes nell'edizione del 2002 con grande rumore. Prime pagine sui giornali (ricordo l'Aspesi su "Repubblica"), fischi a Sgarbi, presente in sala, che rimprovera al film di essere di parte ("non si sentono i genovesi..."). L'intero staff di Rai Cinema, che presentava lì L'ora di religione di Bellocchio, ci evita accuratamente. E un po' anche il cinema italiano impegnato che, Procacci a parte, non vede di buon occhio il fatto che dei televisivi facciano un film e lo portino a Cannes. Guai a far della politica, per carità…

 

Marco Giusti Marco Giusti

Inoltre, allora, un documentario non aveva ancora il diritto di essere visto in un festival. Ci chiedono in tanti di distribuire il film all'estero, di presentarlo in altri festival. Ma il permesso ci viene sempre negato. Dopo la Fandango anche la Teodora vuole distribuire il film. Ma la risposta è sempre no. Bella Ciao è un film scomodo su una storia ancora più scomoda, con immagini che non devono essere viste, ma che in mille modi si vedranno e circoleranno in rete o in mille altre proiezioni.

 

Ma le tre reti generaliste della Rai non lo manderanno mai in onda come doveva andare. Finirà alle tre e mezza di notte su Rai 3 il 29 luglio del 2006 con una presentazione poco simpatica di Ghezzi. Poi Santoro, ritornato in Rai, deciderà di usarlo a pezzi dentro una puntata di "Anno Zero" dedicata a Genova. Infine Carlo Freccero, diventato presidente di Rai Sat lo manderà in onda su Rai Sat Movie nel luglio del 2008. Non era quello che volevamo.

 

barbera e barattabarbera e baratta

Bella Ciao avrebbe dovuto essere un motivo d'orgoglio per la Rai, un programma ideato e concepito da uomini dell'azienda, con operatori interni, talmente forte che diventa un film e viene presentato a un festival come Cannes e viene richiesto in tutto il mondo. Non del materiale da rimontare a piacimento dentro altri programmi. Ma un caso unico nel panorama televisivo e cinematografico italiano. E tale è rimasto. Nel bene e nel male.

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…