IL CINEMA DEI GIUSTI - BEH, SIGNORE MIE… IMPERDIBILE! ALLA FACCIA DELLE CRITICHE AMERICANE CHE LO HANNO STRONCATO, DEL FLOP DI PUBBLICO, IL TERZO FILM AMERICANO DI GABRIELE MUCCINO È UN TOTALE DIVERTIMENTO PER IL PUBBLICO PIÙ SNOB E PER TUTTI I FAN DEL CAMP - TRASHISSIMO E COMMOVENTE, DRAMMATICO E DEMENZIALE, A METÀ TRA UN “RICORDATI DI ME” AMERICANIZZATO E IL VECCHIO MÉLO MATARAZZIANO, CON TANTO DI BAMBINO DIVISO FRA DUE GENITORI UN PO’ IDIOTI…

Marco Giusti per Dagospia

Beh, signore mie... imperdibile! Alla faccia delle critiche americane che lo hanno stroncato, del flop di pubblico, della disastrosa interpretazione di Gerard Butler che sembra un incrocio fra Totti e Max Tortora, di quella ancor più tremenda di Dennis Quaid. Anzi, forse grazie anche a tutto questo.

Ma "Quello che so sull'amore", che traduce in meglio il titolo americano "Playing for the Keeps" (più o meno "giocare di rimessa"), terzo film americano di Gabriele Muccino e sua nuova avventura nel mondo della commedia drammatica e in quello del calcio dopo aver girato i primi spot di Totti e Gattuso, è un totale divertimento per il pubblico più snob e per tutti i fan del camp.

Basterebbe l'immagine di Catherine Zeta-Jones infoiata che si tromba Gerard Butler nello studio televisivo come fosse lei una Ilaria D'Amico della Virginia e lui un nuovo Fabio Caressa o quella di Uma Thurman che se lo vuole fare piombandogli ubriaca nel letto e agitandosi come un'indemoniata.

Trashissimo e commovente, drammatico e demenziale. "Non volevo fare una commedia romantica", ha detto Muccino in conferenza stampa, "ma una commedia drammatica". Solo che i suoi tredici produttori (dico 13), tra cui lo stesso protagonista, Jonathan Mostow, Avi Lerner, i figli di Sergio Leone e non so quanti altri, non volevano una commedia drammatica e taglia qui, taglia là, compresa una grande scena drammatica con Uma Thurman chiusa nel bagno con Butler, è venuto fuori qualcosa che non è né carne né pesce e che gli americani, così rigidi nel definire i generi, hanno finito per non capire e rifiutato.

La terribile fama di attore di Gerard Butler e di Dennis Quaid, l'uscita nel weekend sbagliato e un giudizio critico apocalittico (zero voti su Rotten Tomatoes!) hanno fatto il resto. Ovvio che tutto questo non può che non farci impazzire. Però, vedendolo senza pregiudizi, quello che abbiamo di fronte è un film supercamp, sballato ma gradevole (si piange pure...), a metà tra un "Ricordati di me" americanizzato e il vecchio mélo matarazziano, con tanto di bambino diviso fra due genitori un po' idioti, lui, George Dryer, cioè Gerard Butler, ex-calciatore inglese del Celtic finito in Virginia per ricucire con la famiglia, lei, Stacie, la bellissima Jessica Biel, una ragazza forte che la famiglia vorrebbe farsela con un altro, un certo Tom, visto che non si fida troppo del suo ex-campione, un bambinone che vede troppo facilmente alle lusinghe femminili.

Ovvio che in quel della Virginia il bel Butler, che si adatta a fare l'allenatore della squadretta di calcio del figlioletto, rimorchia in pochi secondi tutte le mamme della zona. Da una roscia svampita, tal Barb Ristuccia, interpretata da Judy Greer, alla potente Denise, cioè una Catherine Zeta-Jones più scatenata della Joan Collins dei bei tempi con marito bolso e inutile, fino a Patti King, una Uma Thurman sempre fantastica anche nel ruolo della moglie triste e tradita del potente Dennis Quaid.

Butler, da ex-calciatore con un passato di sciupafemmine, un po' le tromba un po' le schiva, facendo un bel po' di danni in giro per il paese, ma alla fine capisce che quello che cerca è solo di farsi perdonare e riprendere dalla moglie. Così si ride e si piange come davanti a un film degli anni '50. La sceneggiatura di tal Robbie Fox (ha scritto capolavori come "Mia moglie è una pazza assassina" e "Una moglie di troppo") è un mezzo disastro e deve aver subito una marea di rifacimenti, la musica di Andrea Guerra piagnucolosa, ma la regia di Muccino funziona e il cast, soprattutto quello femminile, con la Biel adorabile, Catherine Zeta-Jones sexy e cattiva e Uma Thurman depressa è notevolissimo.

Inoltre, caso assolutamente raro, Muccino stesso nella conferenza stampa romana ci ha spiegato, con molti particolari che non conoscevamo, come si produce un film in America, il terribile sistema delle anteprime coi punteggi da A a F che stabiliscono se un film deve uscire in sala o in dvd, ha sbugiardato Curzio Maltese e la sua intervista su "Repubblica" (certo, che lo abbia incontrato per caso a New York pare un po' strano) e ha voluto dirci la sua sul flop americano del film. Istruttivo. In sala dal 10 gennaio con ben 450 copie distribuito da Medusa.

 

 

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