“SEGUIMI E TI INVIO UNA SORPRESINA”, FOTO HOT DEI MINORENNI SU INSTAGRAM IN CAMBIO DI FOLLOWER - SELFIE DI GIOVANI IMBERBI O RAGAZZINE 13ENNI NEL BAGNO DI CASA. E SPUNTA UN PEDOFILO… - LA TENDENZA CHOC TRA I MINORENNI: A CACCIA DI LIKE PER DIVENTARE "INFLUENCER" - NESSUN FRENO DAL SOCIAL

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Veronica Cursi per “il Messaggero”

 

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Il selfie in tanga nero è accompagnato da una promessa: «A tutti quelli che mi seguono fino a 7 mila follower invio una sorpresina...». Scorrono foto in reggiseno, pose ammiccanti con la lingua che sfiora le labbra, video che lasciano intravedere tutto. Sofia, studentessa di Acilia, a 14 anni gioca a fare la sexy star del web: ha 6.565 fan ma per ottenerne 500 in più è disposta a tutto.

 

Foto hot, scatti al limite del porno fatti girare in rete. Non è la sola a mettere in vendita la propria immagine per un pugno di like e non nel profondo del web, ma su Instagram, il social network fotografico più famoso: 1 miliardo di iscritti in tutto il mondo. C' è Giada di Monterotondo, paesino alle porte di Roma, seduta su una vasca da bagno con il lato B in bella mostra: «Segue e mette like ai primi 50», recita un messaggio spammato nelle stories di amici (i video che durano 24 ore) e ripostato poi da amici di amici. In un circolo vizioso che mette online nomi, cognomi, facce e corpi di ragazzine e ragazzini di 14, 15, 16 anni.

 

I FOLLOWER È l' evoluzione della Baby squillo 2.0. Solo che qui non ci sono ricariche o borse firmate, ma follower. «Marianna lascia il numero ai primi 20 che la seguono», «Chiara mette foto senza censure», «Michele fa regalini a chi commenta l' ultimo post». Profili finti? Forse qualcuno. Ma la maggior parte - e l' abbiamo accertato- sono tutti pericolosamente reali.

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Sara, 16 anni, «romana e single», la sua compravendita è ancora più spinta: «Mette due foto hot a chi la segue, like a 6 foto». E non sta mentendo. Sul suo profilo è possibile accedere a diverse storie in evidenza. In una, in particolare, intitolata Ops sono archiviate immagini private, scene di sesso, foto quasi sadomaso. «Vendi le tue foto?», le chiede qualcuno. «Assolutamente no».

 

Lei, loro, non lo fanno per soldi ma per popolarità. Ed è anche una questione di marketing.

 

Perché oggi tra gli adolescenti il successo si misura così, in base al numero dei follower, per diventare influencer come Chiara Ferragni, famosi come Sfera Ebbasta. E poco importa se per farlo bisogna mostrare seno o addominali. Oltretutto avere molti follower potrebbe anche essere redditizio.

 

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Se hai un profilo con 20, 30 mila seguaci avrai un pubblico molto più ampio e questo potrebbe catturare l' attenzione di brand pronti a proporre collaborazioni per sponsorizzare un prodotto. Ma attenzione: avere molti follower non significa necessariamente guadagnarci. Anzi. Da quando è esplosa la bolla dei finti follower che possono essere acquistati, importante è diventato il cosiddetto engagement, cioè il coinvolgimento attivo dei seguaci. Se si hanno tanti follower ma pochi like e poche interazioni, il profilo diventa poco credibile.

 

«CHE SCHIFO, UN PEDOFILO» E la carrellata di questi sexy profili è trasversale: Roma, ma anche Palermo, Bologna, Firenze, licei classici o artistici. Marta, 15 anni, studia in un liceo scientifico a Bravetta, ha 11 mila fan ma ne vuole mille in più: «A chi la inizia a seguire manda il numero, cosa aspettate?». Proviamo.

 

Qualche minuto ed eccola lì: il viso da bimba, le foto in cameretta a cavalcioni sul letto, i pantaloncini jeans strizzati. «Che schifo mi ha appena contattato un pedofilo», scrive pubblicando le richieste che le arrivano in privato: «Quanti soldi vuoi?», «facciamo sesso?». Mentre Francesca, siciliana, regala video in autoreggenti di rete: «Stasera nuova fotina, attivate le notifiche.

 

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Ma il fenomeno non coinvolge solo ragazze, tanti di questi post ritraggono maschietti sbarbati che mostrano pettorali allenati in palestra e mandano foto anche a uomini adulti. Michele, 16 anni, 6.917 followers, studia all' alberghiero e per hobby si spoglia in bagno, un video mentre si abbassa i boxer ed un invito: «Mandalo ad amiche e taggale, sorprese in direct». E in questo round di foto condivise e ricondivise sotto gli occhi di tutti spuntano anche profili probiti: ragazzine con meno di 13 anni, ovvero l' età limite per creare un account su Instagram. Come Sofia, bimba dai capelli lunghissimi che prova a fare la sexy, «raga ma questa è del 2007», la smaschera qualcuno. D' altronde aggirare il divieto è facilissimo: basta inserire dati falsi sulla propria età e avere un profilo in piena regola. E Instagram sta a guardare.

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