andrea tornielli

UN MAGO IN VATICANO – “LA VERITÀ” RIVELA LA SECONDA VITA DI ANDREA TORNIELLI, NOMINATO DA PAPA FRANCESCO DIRETTORE EDITORIALE DEL DICASTERO PER LA COMUNICAZIONE – AFFASCINATO FIN DA RAGAZZO DAI GIOCHI OCCULTI, È DIVENTATO APPRENDISTA STREGONE, PRESTIGIATORE E MENTALISTA: IL SUO NOME D’ARTE È JOSEPH THORNBORN E SU YOUTUBE POTETE APPREZZARE LE SUE QUALITÀ – VIDEO

 

Giorgio Gandola per “la Verità”

ANDREA TORNIELLI 2

 

Il Papa ha usato la bacchetta magica». Nei corridoi adiacenti le sacre stanze si commenta anche così, con frusciante ironia curiale, la nomina dell' anno. Il giornalista e scrittore Andrea Tornielli è assurto a una delle poltrone laiche più prestigiose del Vaticano: direttore editoriale del dicastero per la Comunicazione, l' uomo che coordina tutti i media della Santa sede, dall' Osservatore Romano alla Radio Vaticana, dalla sala stampa al centro televisivo, dalla tipografia poliglotta al servizio Internet.

 

Da oggi Tornielli è il numero uno di un ufficio strategico che al tradizionale peso mediatico interno aggiunge anche l' egemonia nel controllo e nel taglio politico delle migliaia di notizie che questo immenso balcone sul mondo cattolico offre ai fedeli. Praticamente il vice Papa. Un potere  assoluto dispensato da papa Francesco per gestire il quale servirebbero appunto bacchette magiche.

 

ANDREA TORNIELLI

E Tornielli ne è abbondantemente provvisto non solo per l' alto magistero professionale, ma anche perché da sempre si dedica a un hobby non banale, quello della magia. Affascinato fin da ragazzo dai giochi occulti, è diventato apprendista stregone alle feste di compleanno dei figli e in seguito è salito sul palco da prestigiatore provetto. Anzi da mentalista, poiché la sua specialità non è segare ballerine o moltiplicare foulard a catena, ma leggere nella testa di noi citrulli. Ha anche un nome d' arte, Joseph Thornborn, che usa quando si trasforma nel mister Hyde del Cupolone.

andrea tornielli aka joseph thornborn

 

In realtà questo mister Thornborn sarebbe un alter ego nato a Denver (Colorado), laureato in filologia, esperto di Storia delle religioni e non disdegnerebbe di allenarsi anche nel romanzo storico alla Dan Brown. Tre titoli di successo, non si sa quanto aderenti all' ortodossia evangelica: Il quarto segreto (di Fatima), L' ultima rivelazione, L' enigma del sangue. Su Funtasticshop (sito di trucchi e magie), per 29,95 euro sono anche in vendita due suoi imperdibili giochi da mettere sotto l' albero di Natale.

 

È la doppia vita di Tornielli, del quale su Youtube in molti hanno potuto apprezzare le qualità di mago, mentre piega cucchiai con la forza del pensiero, legge nella mente degli spettatori, fa scomparire le carte in un punto e le fa riapparire in un altro. Di questi tempi in Vaticano - dove sarebbe utile saper trasformare coccodrilli in coniglietti -, qualcuno potrebbe perfino chiedergli (ovviamente scherzando) di far scomparire le notizie. Un prestigiatore ha sempre una via d' uscita.

LA COPERTINA DEL LIBRO DI ANDREA TORNIELLI E PAPA FRANCESCO

Torniamo alla biografia ufficiale.

 

Nato a Chioggia nel 1964, vaticanista di lungo corso da sempre vicino a papa Francesco, Tornielli è laureato in Storia della lingua greca e conosce i giornali come le sue tasche. Sposato, tre figli, ha lavorato 15 anni al Giornale di Paolo Berlusconi fino al 2011, quando è passato alla Stampa e ha fondato il sito all news Vatican Insider. Ha seguito tre Papi nei loro viaggi pastorali e ha scritto una moltitudine di biografie di pontefici e uomini di Chiesa (Giovanni Paolo II, Paolo VI, Padre Pio) affinando narrazione e rigore stilistico. Come molti, con il tempo da incendiario è diventato pompiere.

 

Nel senso che l' avevamo lasciato al quinto piano della redazione del Giornale, ufficio inviati, mentre compulsava testi alternativi e approfondiva scenari in penombra per venire a capo di misteri vaticani (forse finiti nei libri di mister Joseph), e lo ritroviamo illuminato dalla Divina Ufficialità. Da apocalittico a integrato sulla strada di Francesco.

 

ANDREA TORNIELLI CON PAPA FRANCESCO

L' incontro con Bergoglio è stato decisivo, immediata affinità elettiva. E stima a tal punto che spesso è il Santo Padre a chiedere a Tornielli di essere edotto riguardo ai perversi meccanismi della comunicazione italiana. Le prime parole del neodirettore sono infatti per il Pontefice: «Gli sono grato per questa nomina, i media della Santa Sede hanno una lunga storia, basti citare l' importanza che ha avuto Radio Vaticana in tanti frangenti più o meno recenti del nostro passato. Questi media continuano a trasmettere il messaggio del successore di Pietro e anche a dar voce a chi non ne ha, grazie a un' offerta in tante lingue diverse, unica al mondo».

andrea tornielli aka joseph thornborn 1

 

La sintonia con l' ultimo Pontefice e la filiale devozione sono testimoniate dalla pubblicistica. Su papa Francesco ha scritto In viaggio (i viaggi del Santo Padre); con papa Francesco ha scritto Il nome di Dio è misericordia (conversazione diventata bestseller); per papa Francesco ha scritto Il giorno del giudizio, recentissimo volume nel quale si trasforma in guardia svizzera con l' alabarda, stroncando senza appello e con poco equilibrio il memoriale choc di monsignor Carlo Maria Viganò. Nella stagione dei dubia dottrinali, degli scandali vaticani, della lobby gay, dei processi per pedofilia (l' ultimo a Milano con l' Arcidiocesi in forte imbarazzo per il ruolo omertoso di monsignor Mario Delpini), Tornielli non è mai stato sfiorato da un' ombra nel raccontare e nel giudicare.

andrea tornielli aka joseph thornborn 2

 

Guidato dalla luce, ha sempre seguito la strada maestra indicata dal Papa. Non c' è stato istante in cui la Chiesa in balìa del Male non abbia potuto far conto su di lui e sulla sua lucida prosa. Con una divisione rigorosamente hollywoodiana dei ruoli di buoni e cattivi: i buoni stanno col Papa. Anche per questo la scelta operata dal Santo Padre non sembra solo professionale, ma politica. Da domani per i critici, per i problematici, per chi chiede che Oltretevere alle parole facciano seguito opere sulla via della trasparenza, comincia un lungo inverno siberiano.

andrea tornielli aka joseph thornborn 3

 

Nella prima dichiarazione del neodirettore globale della Comunicazione c' è una frase decisiva: «Nell' epoca degli slogan c' è bisogno di un giornalismo in grado di analizzare la realtà tenendo conto di tutti i fattori». E di una sola verità, quella del Papa.

andrea tornielli aka joseph thornborn 4

Ultimi Dagoreport

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)